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Il patto di non concorrenza può essere oggetto di di opzione

Aderendo all'orientamento giurisprudenziale maggioritario (Cass. sez. lav. n.° 9491/2003), il Tribunale di. Milano sostiene che il patto di non concorrenza può essere oggetto di opzione purchè sia in esso previsto un termine che renda definitivo il patto stesso anteriormente alla cessazione del rapporto di lavoro. Ve manchi tale termine il patto di non concorrenza si risolve in un'indiretta elusione dell'art. 2125 c.c. e dell'assetto degli interessi regolato in modo inderogabile da questa norma. L'operazione va quindi ritenuta nulla per frode alla legge, ai sensi dell'art. 1344 c.c. Dalla dichiarazione di nullità della clausola in opzione deriva la nullità dell'intero patto di non concorrenza, essendo dimostrato che il datore di lavoro non lo avrebbe concluso senza l'inserimento di quella clausola. Nel caso di specie (ordinanza del Trib. di Milano 1° agosto 2009) in applicazione dell'art. 1419, comma 1, c.c., ritenendo dimostrato che la società – datore di lavoro non avrebbe stipulato il patto di non concorrenza senza l'opzione, il Tribunale pronunciava la nullità integrale del patto stesso.
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(03/12/2009 - Francesca Bertinelli)
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