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La riforma del processo civile: 5,4 milioni di procedimenti pendenti

“Il vero dramma e' che il sistema non solo non riesce a smaltire questo spaventoso arretrato, ma arranca faticosamente senza riuscire neppure ad eliminare un numero almeno pari ai sopravvenuti, cosi' alimentando ulteriormente il deficit di efficienza del sistema. Sia nel settore civile che in quello penale (3.262.000 procedimenti, ndr) il numero dei definiti rimane costantemente inferiore ai sopravvenuti”. Con queste parole il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha commentato la situazione della giustizia in Italia nella sua relazione alle Camere avvenuta a fine gennaio. Sono infatti più di 5 milioni i procedimenti civili pendenti in Italia ed è proprio per questo che a distanza di un mese da quella relazione è stata approvata in Senato una disegno di legge contenente anche disposizioni in materia di processo civile, (precisamente al Capo V del ddl): è proprio su questo imbarazzante numero di processi civili pendenti che mira ad incidere la riforma. "Il trascorrere degli anni ha segnato una tendenza di base al progressivo aumento delle sopravvenienze che sono passate da 3.665.479 del 2001 alle 4.577.594 del 2007 – ha aggiunto il Ministro Alfano - All'incremento non e' corrisposta una pari tendenza alla definizione di tali sopravvenienze”, inoltre, - continua il Ministro - “un secondo fattore che incide sull'inefficienza del sistema e' quello relativo alla durata media dei processi in ciascun settore", rilevava Alfano, evidenziando che la giacenza media dei procedimenti ordinari e' pari a circa 960 giorni per il primo grado ed a 1.509 giorni per il giudizio di appello”. Sull'argomento è intervenuto anche il primo presidente della Corte di Cassazione, Vincenzo Carbone che, nella relazione in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario,sottolineando la grave situazione in merito allo stato dei processi civili nel nostro paese e mettendola a confronto con la situazione che si presenta in Francia ha dichiarato: “Purtroppo assai diversa la situazione italiana”. “Il primo dato critico deriva dallo scoraggiante confronto con gli altri Paesi”, continua Carbone “Il Premier President Vincend Lamanda nell'inaugurazione dell'anno giudiziario della Cour de cassation, avvenuta il 7 gennaio 2009, ha annunciato i dati relativi alla Francia: 15 mesi per un processo civile in Cassazione, che si vuole ridurre a 12 per l'anno prossimo, 4 per un processo penale.
In Corte d'appello 12 mesi, 7 mesi per i Tribunaux de grand istance e 5 mesi per gli altri tribunali. Si tratta di mesi, non di anni”. Infine, il presidente Carbone, ha citato il rapporto “Doing Business 2009” che riporta la classifica dei paesi nei quali è più vantaggioso investire: il nostro paese si posiziona 156esimo posto su 181 posti, questo perché in Italia, secondo il rapporto sarebbe più difficile, visti i tempi dei processi civili, recuperare un credito che derivi da una disputa di tipo commerciale: 1.210 giorni in Italia, contro, ad esempio i 331 giorni in Francia e 394 in Giappone.
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(14/03/2009 - Luisa Foti)
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