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ResponsabilitÓ medica: Tribunale di Udine, l'accertamento del nesso di causalitÓ nei reati omissivi impropri

Occupandosi di un caso di responsabilitÓ medica per ritardata somministrazione di un farmaco il Tribunale di Udine ha ricordato che nei reati omissivi impropri colposi l'accertamento del rapporto di causalitÓ tra l'omissione ed evento dannoso non pu˛ basarsi solo sulla semplice probabilitÓ statistica ed Ŕ quindi necessario ccertare in concreto che, se non vi fosse stato quel comportamento omissivo, il danno non si sarebbe verificato. Se pertanto non vi Ŕ una prova certa del nesso causale tra condotta omissiva ed evento anche in relazione al'esisteza di altri fattori causali che possono avere interagito nella produzione dell'evento lesivo, si deve concludere per il proscioglimento. Il Tribunale nella sua decisione richiama anche la pi¨ recente giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo cui in tema di responsabilitÓ professionale medica "nella ricostruzione del nesso eziologico tra la condotta omissiva del medico e l'evento lesivo, il giudice deve prendere le mosse dalle leggi scientifiche 'di copertura' ed in primo luogo da quelle statistiche, che, quando esistenti, costituiscono il punto di partenza dell'indagine giudiziaria.
In secondo luogo va verificato se tali leggi siano adattabili al caso in esame, avuto riguardo alle condizioni del paziente, all'eventuale coesistenza di altre patologie, alla sensibilitÓ individuale ad un determinato trattamento farmacologico ed a tutte le altre condizioni che appaiono idonee ad influenzare il giudizio di probabilitÓ logica. In tale prospettiva il giudizio finale di affermazione della responsabilitÓ del sanitario non pu˛ che fondarsi su un elevato grado di credibilitÓ razionale e di probabilitÓ logica, mentre l'insufficienza, la contraddittorietÓ o l'incertezza del riscontro probatorio sulla ricostruzione del nesso causale e sulla reale efficacia nella produzione dell'evento della condotta omissiva del medico non pu˛ che condurre a pronunzia assolutoria".
Altre informazioni su questa sentenza
(03/01/2009 - Roberto Cataldi)
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