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Risorse Umane: Alcuni suggerimenti per il primo approccio dei giovani al mercato del lavoro

L'approccio di un giovane, comunque scolarizzato, diplomato o laureato, al mercato del lavoro può avvenire attraverso diverse strade
L'approccio di un giovane, comunque scolarizzato, diplomato o laureato, al mercato del lavoro può avvenire attraverso diverse strade, tutte egualmente valide dal punto di vista della serietà delle proposte che gli vengono prospettate o che si può aspettare. La via più immediata prevede l'iscrizione (consegna del curriculum) presso diverse Agenzie di Somministrazione o di Lavoro Interinale, quante più è possibile, nel proprio ambito geografico o anche in altri se non gli dispiace la prospettiva di cambiare l'attuale domicilio o addirittura la residenza. Attraverso questa semplice prassi si metterà a disposizione per selezioni che dette società potranno organizzare nel momento in cui le aziende clienti richiedano loro lavoratori aventi le caratteristiche di studi e di esperienze del giovane. Le Agenzie di Somministrazione e di Lavoro Interinale (che si trovano sulle pagine gialle alla voce “Lavoro interinale e somministrato”) possono procurare lavoro a tempo indeterminato o a termine: più spesso si verifica questa seconda ipotesi perché di fatto – pur non essendo questo lo scopo della legge istitutiva – le aziende hanno, attraverso questa strada, la possibilità di “provare” il lavoratore per un lungo periodo di tempo. C'è una annosa polemica che discute se il lavoro a tempo indeterminato sia la regola e il lavoro a termine rappresenti una eccezione al primo oppure se il lavoro a termine abbia una propria autonomia giuridica riconosciuta. Recenti interventi di Delibere europee e della stessa Corte di Cassazione non hanno fatto piena chiarezza sulla disputa che ha un valore effettivo più per i giuristi che per lo sviluppo dei rapporti nella concreta pratica delle assunzioni e dei rapporti di lavoro. Tuttavia il giovane dovrà tener presente di fare attento caso se il proprio lavoro si consideri a tempo indeterminato o a termine (il che risulterà, oltre che dagli incontri preliminari all'inizio del rapporto, dalla stessa lettera di assunzione) onde evitare sorprese con l'andare del tempo. Presso le predette Agenzie c'è, anche in base alla ubicazione più o meno felice dal punto di vista strategico nelle varie zone della città o della provincia, un movimento di solito molto accentuato di richieste e pertanto una chiamata, in genere, non tarda a venire. Il passo successivo è la compilazione di apposite schede informative e un contestuale colloquio più approfondito di quello che si può essere verificato all'atto della consegna del curriculum. Il giovane, se i colloqui vanno a buon fine, può aspettarsi l'instaurazione di un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti, con le stesse tutele e garanzie normative e contrattuali del normale rapporto dipendente. Il lavoro in somministrazione e quello interinale hanno la controindicazione, per le imprese, di comportare un costo più alto (alla retribuzione va aggiunta la percentuale da versare come profitto per l'Agenzia) e pertanto molte aziende preferiscono rivolgersi ai Centri per l'Impiego (l'ex Collocamento) che rappresenta ancora un punto di riferimento qualificato per le esigenze di incontro della domanda e dell'offerta di lavoro. Un'ottima formula di ingresso nel mondo del lavoro è rappresentata dall'“apprendistato”, che prevede, accanto allo svolgimento del lavoro, la somministrazione obbligatoria di formazione, per lo più pratica, al mestiere. La formazione somministrata in occasione dei lavori interinali è invece, per larga parte, svolta in aula a cura degli stessi tecnici dell'Agenzia. Un'attenzione particolare va rivolta alle pagine dei quotidiani (La Repubblica, Il Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Il Giornale e diversi giornali locali) che, in genere una volta alla settimana, riportano le inserzioni di ricerca di personale. Altrettanto vale a proposito dei siti internet, ormai diffusissimi, che hanno le stesse funzioni (www.subito.it, www.trovolavoro.it, www.miojob.it, www.infojobs.it) e che suddividono le offerte per regione e per categoria professionale. Formule di assunzione alternative possono essere considerate quelle con il contratto co.co.pro (collaborazione continuativa a progetto) che ha assorbito il precedente co.co.co. (collaborazione coordinata continuativa) e prevede una durata del rapporto di lavoro legata all'esigenza aziendale di sviluppare un singolo ed evidenziato progetto produttivo. Questa formula è indubbiamente meno tutelata del lavoro dipendente ma permette comunque di accedere al mondo del lavoro per una strada giuridicamente corretta, con contributi pagati da parte del datore di lavoro, ed evita di dover ricorrere al lavoro nero che è oggi purtroppo ancora una piaga così diffusa nel nostro paese. Ad ogni buon conto è sempre da suggerire al giovane di accettare incarichi di lavoro che vengano offerti con una qualsiasi di queste forme di contratto, anche nel caso che non rappresenti quanto ci si attende di meglio per la propria vita: un'esperienza di lavoro sarà sempre utile, comunque svolta, e permetterà di arricchire il proprio curriculum. Chi è già stato occupato in qualche precedente mansione in sede di colloquio è valutato con occhio di riguardo rispetto a chi non abbia mai lavorato, e la prima occupazione può ben avere un valore preparatorio rispetto alle successive, cui è sempre possibile accedere, più tardi, nel prosieguo della propria carriera lavorativa. Ci sono peraltro in circolazione diversi giornalini a inserzione gratuita o quasi che pubblicano abitualmente offerte di imprese “minori” per fatturati, organici e strutture; queste offerte, se a volte sono da considerare ottime e rispettabilissime sotto ogni punto di vista, assai frequentemente configurano delle situazioni lavorative inaccettabili se non addirittura delle vere e proprie truffe. Dal momento che il giornalino in genere non dà alcuna indicazione circa la bontà e la serietà della proposta né gli sarebbe in qualche modo possibile farlo, da parte degli aspiranti lavoratori sarà bene procedere con ogni cautela. Anzi tutto sono sempre sconsigliabili quelle offerte di lavoro o sedicenti tali che chiedono preventivamente all'assunzione versamenti di danaro. Si deve sempre diffidare di chi chiede denaro, per qualsiasi ragione, prima dell'instaurazione del rapporto di lavoro, anche per la somministrazione di formazione preventiva e propedeutica: è infatti buona norma che le spese di formazione del lavoratore siano sempre sostenute dall'azienda, in quanto fanno parte dell'investimento sul capitale umano, che è di pertinenza dell'impresa. Altrettanto poco raccomandabili sono quelle situazioni lavorative nelle quali al lavoratore è richiesto di sostenere, a rapporto instaurato, tutte le spese (per esempio in trasferte e spostamenti o di telefono) necessarie per l'espletamento del mandato lavorativo. Particolare attenzione, poi, alle aziende, anche a business di grande estensione territoriale, che operano con il metodo del “network”. Ciò non toglie che accanto a esempi di scarsa serietà professionale si possano trovare sulle pagine degli stessi giornali ipotesi di lavoro assolutamente serie e legittime. Starà all'intuito ed alla pratica del giovane saper “separare il grano dal loglio”, andando comunque, come si suol dire, con i piedi di piombo, nel proprio interesse. Parimenti non appare una soluzione che possa risolvere i problemi di occupazione pubblicare su carta stampata o altrove notizie intorno alla propria disponibilità al lavoro. Fatta eccezione per il caso che il potenziale datore di lavoro sia un privato (che cerca, tanto per fare qualche esempio, una badante, una colf, un giardiniere) le aziende preferiscono mantenere il ruolo dell'iniziativa e difficilmente scelgono i collaboratori attingendo fra queste inserzioni (per così dire “a rovescio”); per cui sarà assolutamente raccomandabile a chi cerca lavoro di attivarsi attraverso altri canali, che comportino, se è il caso, un impegno anche un po' più fattivo della semplice inserzione a proprio nome. Esistono scuole, private o para-pubbliche, che dopo un certo periodo di insegnamento di aula, prevedono l'inserimento dell'allievo “in stage” presso un'azienda, come ultimo atto formativo: se il sistema, nella sua consecuzione tra apprendimento d'aula e “sul campo” può essere valutato positivamente, va però detto che tale periodo non garantisce in alcun modo l'assunzione allo scadere naturale del termine dello stage. La formula dello “stage” è oggi molto diffusa anche nell'ambito del lavoro interinale, dove spesso gli addetti interni alle selezioni di primo incontro vengono inseriti con questa modalità che non prevede la corresponsione di retribuzione. Sta in questi casi alla valutazione del giovane stabilire se la proposta possa rivestire, nel suo caso specifico, un certo interesse. Va detto comunque che lavorare all'interno di una filiale interinale è sempre una esperienza di tutto rispetto, perché permette l'acquisizione di conoscenze preziose nel campo delle “risorse umane”, poi sicuramente vendibili anche in altri ambienti professionali. Anche al di fuori del lavoro interinale, “stages” di diverse durate e contenuti sono sempre più diffusi e rispondono a criteri di primo incontro con il mondo del lavoro del giovane che ritenga di farvi ingresso, anche senza che gli sia assicurato un compenso, considerando di poter avere vantaggi di apprendimento e rinviando quelli economici agli sviluppi successivi. Per chi voglia frequentare, di propria iniziativa, master o altri periodi di alta formazione similare, va detto che queste forme sono oggi numerosissime sulla piazza, ed andrà perciò scelto un prodotto sicuro, offerto da enti a provata quotazione qualitativa, preferibilmente universitari o comunque collegati con le didattiche accademiche. In genere per l'azienda, in sede di scelta del collaboratore, l'aver frequentato un master rappresenta, a meno che non sia espressamente richiesto, un motivo di preferibilità relativo, molto spesso secondario rispetto ad una solida esperienza lavorativa precedente. Dal momento dunque che i master impegnano per periodi di tempo molto lunghi, va valutato se sia più opportuno scegliere la frequentazione di uno di essi o cercare una buona occupazione in grado di formare le basi, anche teoriche, di successivi sviluppi professionali. Fra i vari master a disposizione non sarà male tenere in particolare considerazione quelli che possano essere svolti, per una parte, in un paese estero, dove sia possibile accedere anche al perfezionamento della lingua inglese e di altre lingue straniere. La grande internazionalizzazione dei rapporti che la vita di oggi promuove fa sì che, anche al di là di quello che è l'impegno lavorativo, la conoscenza delle lingue rappresenti una base imprescindibile per la comunicazione e per la stessa convivenza civile. Non è esagerato dire che l'incapacità di usare il computer e di parlare l'inglese costituisce l'analfabetismo dei nostri giorni.

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(28/10/2008 - Aldo Carpineti)
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