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Tribunale Altamura: una sentenza vieta a un avvocato di parlare di sua collega

Un giudice del Tribunale di Altamura in una sentenza resa nell'ambito di un procedimento d'urgenza, ha ordinato ad un avvocato di Gravina di cessare la ''diffusione pubblica di notizie, giudizi e apprezzamenti'' su una sua collega. La vicenda, finita in Tribunale, trae origine dalla diffusione di un volantino in cui l'avvocato criticava una decisione del Comune di Gravina di liquidare a una sua collega un compenso professionale di 23 mila euro quando a lui, in un giudizio precedente in cui l'ente era uscito vincitore, erano stati riconosciuti solo 1.650 euro. L'avvocato tra le altre cose aveva anche chiesto le dimissioni del sindaco. L'avvocatessa colpita dalla critiche chiedeva subito un procedimento d'urgenza per la ''cessazione della diffusione pubblica di notizie, giudizi e apprezzamenti sulla persona'' della ricorrente. L'Avvocato si e' difeso sostenendo che dal tenore dei volantini non si poteva desume alcun intento denigratorio della professionalita' e della persona sia per l'assenza di un riferimento esplicito e diretto, sia per l'assenza di una precisa volonta' diffamatoria da parte sua. Nella sua memoria difensiva l'avvocato di Gravina chiarisce inoltre che nei volantini non è indicato il nome della sua collega e che le sue critiche erano rivolte a un modo non ortodosso e non condiviso di gestire la cosa pubblica. In un intervista all'AdnKronos, l'avvocato autore dell'iniziativa ha riferito che si è trattato di ''uno dei tanti sprechi denunciati a carico dell'amministrazione comunale''. Il suo sarebbe stato dunque l'esercizio legittimo del diritto di cronaca e di critica, espressione della contrapposizione politica con l'amministrazione comunale allora in carica.
Nella sentenza del Tribunale di Altamura che ha sostanzialmente accolto il ricorso d'urgenza si ammette che quanto esposto nel volantino corrisponde a verita' e che, “trattandosi di una vicenda che investe la gestione di denaro pubblico da parte dei locali amministratori di Gravina, e' configurabile un interesse della comunita' locale alla sua conoscenza”. Tuttavia, si legge nel provvedimento, “soprattutto il tenore letterale dei volantini e del comunicato on line sicuramente riflette il superamento del limite della continenza formale da parte del loro autore''. Secondo il Magistrato sarebbero stati utilizzati toni indirettamente ma agevolmente riferibili alla controparte che ''ledono certamente l'onore e il prestigio, oltre che l'integrita' morale della stessa, laddove alludono a situazioni di favore, quali il pagamento di notevoli somme di denaro e nuovi incarichi professionali, perpetrate dagli amministratori locali di Gravina nei suoi confronti” per motivi diversi dalla considerazione e stima della sua professionalita'. Commentando la sentenza resa a suo sfavore l'avvocato ha affermato: ''Nonostante la gravita' del provvedimento emesso ai miei danni, e cioe' il divieto di parola, ed il rischio di essere condannato a pagare una somma di 200 mila euro per una diffamazione inesistente, continuo ad avere fiducia nelle Istituzioni e nell'amministrazione della Giustizia”. L'Avvocato ha anche annunciato la richiesta di ''un accertamento urgente'' del Ministero di Giustizia e del Consiglio Superiore della Magistratura ''perche' accertino i motivi della sospetta celerita' del procedimento civile” che lo riguarda.
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(28/10/2008 - Roberto Cataldi)
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