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Cassazione: datore non vigila in modo "pressante"? E' sempre responsabile

La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione (Sent. 39888/2008) ha stabilito che nelle aziende, il datore di lavoro, in caso di infortuni sul lavoro, è soggetto a sanzioni penale se non ha vigilato in modo pressante sul dipendente e ciò anche se questo era soggetto al controllo di operai più esperti. Il datore di lavoro, infatti, secondo la Corte, deve vigilare affinché tutti i lavoratori rispettino le norme antinfortunistiche. Gli Ermellini hanno osservato che "anche una diligente formazione ed informazione […] non dispensa il datore di lavoro dagli obblighi di controllo e vigilanza affinché il lavoratore, soprattutto se poco esperto perché apprendista, non corra il rischio di eventi lesivi".
"Il datore di lavoro – prosegue la Corte – deve controllare che siano osservate le disposizioni di legge e a quelle, eventualmente in aggiunta, impartitegli; ne consegue che, nell'esercizio dell'attività lavorativa, in caso di infortunio del dipendente, la condotta del datore di lavoro che sia venuto meno ai doveri di formazione e informazione del lavoratore e che abbia omesso ogni forma di sorveglianza circa la pericolosa prassi operativa instauratasi, integra il reato di lesione colposa aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche. E' infatti il datore di lavoro che, quale responsabile della sicurezza del lavoro, deve operare un controllo continuo e pressante per imporre che i lavoratori rispettino la normativa e sfuggano alla tentazione, sempre presente, di sottrarvisi anche instaurando prassi di lavoro non corrette".
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(29/10/2008 - Cristina Matricardi)
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