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Sanità: un DDL vieta Piercing e tatuaggi sulla spiaggia

D'ora in avanti potrebbero scomparire tatuatori e piercer dalle nostre spiaggie. E' quanto prevede un disegno di legge che si propone un unico obiettivo: niente piu' piercing e tatuaggi sulla spiaggia. E se si è minorenni, negli studi che offrono questi servizi si potrà andare solo se accompagnati da mamma e papà Il disegno di legge è stato proposto dopo il caso della donna di Merano in fin di vita per un piercing al sopracciglio. "E' gravissimo - sottolinea Mazocchi il questore della Camera dei deputati - che di fronte all'ennesimo incidente causato da un'infezione da piercing non si prendano provvedimenti e si continui a operare senza una regolamentazione del settore, con attivita' che ancora praticano i piercing nei retrobottega e senza il piu' elementare rispetto delle norme igieniche". "Anche per questo - prosegue Mazzocchi - abbiamo presentato un disegno di legge per la disciplina delle attivita' di tatuaggio e piercing. Che prevede, nello specifico, dei corsi di formazione obbligatori per gli operatori, una sterilizzazione obbligatoria dei materiali e una tutela per i minori che devono essere accompagnati dai genitori. Gli stessi operatori devono essere necessariamente maggiorenni e con una idoneita' psicofisica certificata dalla Asl. Giro di vite anche sui tatuatori da spiaggia.
La proposta, infatti, vieta che ci possano essere attivita' ambulanti che, in quanto tali, non possono rispettare le norme igieniche previste nei laboratori" L'intento del disegno dilegge peraltro, spiega sempre Mazzocchi, non è di avversione contro i piercing. "Non vogliamo vietarli - spiega - ma desideriamo semplicemente che vengano eseguiti nel rispetto delle norme sanitarie e che chi li applica non sia un operatore improvvisato, ma una persona capace e autorizzata dalla Asl locale. Non vogliamo piu' sentire dai giornali di persone che muoiono per colpa di infezioni e setticemie. Abbiamo l'urgenza di approvare una legge che fermi una volta per tutte l'abusivismo nel settore e tuteli chi lavora con onesta' e precisione".
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(19/06/2008 - Roberto Cataldi)
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