Sei in: Home » Articoli

Cassazione: la detenzione si può provare con ogni mezzo, anche con presunzioni

La Corte di Cassazione (Sentenza 12751/2008) ha stabilito che al fine di richiedere la reintegrazione nel possesso ai sensi dell'articolo 1168, comma 2, del codice civile è possibile fornire la prova dell'esistenza del titolo con ogni mezzo, anche con presunzioni. Il comme in questione dispone che l'azione di reintegrazione è concessa anche "a chi ha la detenzione della cosa (1140), tranne il caso che l'abbia per ragioni di servizio o di ospitalità". Considerato che lo scopo della norma è quello di tutelare il potere di fatto sulla cosa (oggetto dello spoglio) non entrano in discussione "gli effetti negoziali del titolo della detenzione, ma il fatto storico della detenzione, come esplicitata in quel titolo". Per questo, secondo la Corte, "a fini di tutela del relativo potere di fatto sulla cosa, la prova dell'esistenza di quel titolo può essere data con qualsiasi mezzo, anche con presunzioni".
Vai alla motivazione della sentenza
(07/06/2008 - Roberto Cataldi)
Le più lette:
» Le chat su WhatsApp valgono come prova
» Avvocati e professionisti: è nata la prima polizza a tutela delle parcelle
» Separazione: addebito al marito per l'amicizia intima che fa sospettare il tradimento
» Avvocati: i termini di decadenza dei contributi alla Cassa Forense
» Scuola: anche gli avvocati in coda per fare i supplenti
In evidenza oggi
Unioni civili: sono famiglie a tutti gli effetti, sì alla stepchild adoptionUnioni civili: sono famiglie a tutti gli effetti, sì alla stepchild adoption
Le chat su WhatsApp valgono come provaLe chat su WhatsApp valgono come prova
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF