Sei in: Home » Articoli

Trasferimento del lavoratore, rifiuto al trasferimento, rischio di dequalificazione

La Suprema Corte torna ad occuparsi del problema del demansionamento del lavoratore. Nel caso all'esame del Collegio, il datore di lavoro intima al dipendente il licenziamento per giustificato motivo soggettivo fondato sul rifiuto di questi di trasferirsi in altra sede lavorativa. Di contro, il lavoratore esprime il proprio dissenso al trasferimento ritenendo che l'esercizio delle nuove mansioni avrebbe costituito una dequalificazione. L'assunto del lavoratore è confermato dal giudice di appello, il quale, a seguito di una comparazione fra le mansioni svolte nella sede di provenienza e quelle assegnate nella sede di destinazione, ritiene che il trasferimento si accompagni ad un palese demansionamento del lavoratore. (Cristina Ravera)
Cassazione civile , sez. lavoro, sentenza 19.02.2008 n° 4060 - Avv. Cristina Ravera
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(10/05/2008 - www.laprevidenza.it)

Link correlati:
http://www.laprevidenza.it

Le più lette:
» La manovra è legge: tutte le novità punto per punto
» Cani che abbaiano in condominio: Il punto della giurisprudenza
» Legge Pinto: cosa accade ai procedimenti in corso al 1° gennaio 2016?
» Eredità: 10 cose da sapere per una consapevole pianificazione successoria
» Con la depressione si può avere la 104?
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF