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Giustizia: Ministero Economia, gravi i costi sociali delle inefficienze del sistema giudiziario

Nel "Rapporto intermedio sulla revisione della spesa" del ministero dell'Economia, elaborato dalla commissione tecnica per la Finanza Pubblica si denuncia che ''Le inefficienze del sistema giustizia determinano gravi costi sociali, in termini di mancato servizio della giustizia alla collettivita', ed economici rispetto alla necessita' di certezza giuridica del sistema economico nel suo complesso''. Secondo il rapporto nisogna poi aggiungere ''i costi diretti per il bilancio dello Stato, che e' tenuto a garantire un'equa riparazione in favore di chi ha dovuto subire i tempi 'non ragionevoli' di un processo''. Neppure il confronto con sistemi giudiziari di altri paesi riesce ad evidenziare gli elementi di criticità della giustizia in Italia e ciò a causa delle profonde differenze che li caratterizzano. I principali risultati di un confronto internazionale "rivelano come sia il livello della spesa pubblica in Italia sia il numero di magistrati per abitante non siano significativamente diversi da quelli degli altri paesi europei pur evidenziando una durata media dei processi superiore a quella dei paesi piu' avanzati''. Il documento propone dunque due possibili interventi per porre rimedio alle inefficienze: ''da un lato individua alcune misure di carattere organizzativo, di sistema, che per le caratteristiche stesse delle modifiche proposte prevedono un orizzonte di applicazione di medio periodo; dall'altro alcune misure piu' specifiche di carattere piu' limitato da adottare ad invarianza di struttura, ma per questo di piu' immediata applicabilita'''. Tr ale prime misure, la proposta principale consiste nella revisione della dimensione, e della geografia, degli uffici giudiziari, data l'esistenza di rilevanti economie di scala non sfruttate.
Risulta infatti che attualmente vi sono degli squilibri nella ripartizione dei carichi di lavoro fra uffici giudiziari esistenti. Sotto il profilo della domanda si ipotizza di rivedere le modalita' di remunerazione degli avvocati mediante il rafforzamento di componenti prospettiche di compenso basate su formule di forfetizzazione. Allo stesso tempo di vogliono incentivare forme di conciliazione stragiudiziale per alleggerire il carico di lavoro della Magistratura. Anche la previsione di forme di detenzione alternative, piu' diffuse in altri paesi europei, potrebbe consentire un alleggerimento della pressione cui sono sottoposti gli istituti penitenziari e liberare risorse finanziarie da impiegare nell'ammodernamento delle strutture esistenti.
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(15/12/2007 - Roberto Cataldi)
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