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Cassazione: occupare le case popolari? Non sempre è reato

La povertà può essere una valida ragione per occupare un bene di primaria necessità. E' quanto sembra emergere da una Sentenza della seconda sezione penale della Corte di Cassazione (Sent. n. 35580/2007).
Occupare le case popolari, quindi, non sempre costituisce reato giacché, spiegano gli Ermellini, lo stato di indigenza puo' costituire un giustificato motivo dell'occupazione di una casa che costituisce un ''bene primario''. E' stato così accolto dalla Corte il ricorso di una 38enne romana in precedenza condannata dai giudici di merito per il reato di occupazione abusiva di un immobile di proprieta' dell'Iacp. ''Ai fini della sussistenza dell'esimente dello stato di necessita' previsto dall'art. 54 c.p., - si legge in sentenza - rientrano nel concetto di danno grave alla persona non solo la lesione della vita o dell'integrita' fisica, ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona, secondo la previsione contenuta nell'art. 2 della Costituzione''. L'occupazione di una casa popolare puo' quindi essere giustificata dallo stato di poverta' in quanto, secondo la Corte, il diritto all'abitazione è uno dei beni tutelati dalla Costituzione "in quanto l'esigenza di un alloggio rientra tra i beni primari della persona''.
(27/09/2007 - Roberto Cataldi)
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