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Clemenza Fiscale

"Il tempo dei condoni e sanatorie fiscali è finito; l'evasione fiscale sarà perseguita e combattuta con ogni mezzo." Questo è stato il principale motto che ha accompagnato l'avvio di questa legislatura, con un programma di governo particolarmente agguerrito per fronteggiare il gravissimo e diffuso fenomeno della evasione ed elusione fiscale. Dalle parole ai fatti: “Libertà immediata per tutti gli evasori già condannati con sentenza passata in giudicato”. Il recente provvedimento normativo approvato a tempo di record da una maggioranza qualificata nelle Aule Parlamentari – ex legge nr.241/06 (1), interessante uno sconto di pena di tre anni, ha rimesso in circolazione circa ventimila anime. Con eccezione di alcune fattispecie criminali (Associazione sovversiva e con finalità di terrorismo, devastazione e saccheggio, strage, sequestro di persona, associazione mafiosa, riduzione in schiavitù, prostituzione minorile, pedopornografia, tratta esseri umani, violenza sessuale, traffico di droga, usura e riciclaggio, quest'ultimo a responsabilità limitata), il gesto di clemenza ha riguardato anche i reati finanziari, fiscali e reati contro la Pubblica Amministrazione e il voto di scambio mafioso. Oggi viviamo in un clima di generosità, è tornato il buonismo, sembra vivere un clima natalizio permanente. Se in passato venivano condonate condotte illecite di danno erariale di contribuenti reo-confessi, oggi siamo passati all'azzeramento delle pene detentive inflitte ad evasori fiscali incalliti, già giudicati colpevoli di gravi reati tributari. Questi vanno dalle false fatturazioni alla dichiarazione fraudolenta, dalla omessa presentazione della dichiarazione dei redditi al mancato versamento delle ritenute alla fonte operate dai sostituti d'imposta.
In pratica, nel mentre si afferma in modo solenne di voler combattere la evasione fiscale, l'intero dispositivo penale tributario di contrasto ora vigente, introdotto con il Decreto legislativo nr.74/2000, è stato ridimensionato al ribasso, praticamente annacquato. Non ho parole!! Questa, non vuole essere una critica per partito preso, ma semplicemente la constatazione di un fallimento Istituzionale nel suo complesso. Se con il condono tributario si mirava a fare cassa, con l'indulto, si è detto, si è mirato a ridurre l'indecente sovraffollamento delle strutture carcerarie. Le finalità, in ambo i casi, appaiono finanziariamente o umanamente comprensibili. Mai come adesso sembra applicato il detto di macchiavellica memoria secondo cui “IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI”. Bentornati evasori. Non sentitevi soli, emarginati, siamo in tanti, siamo una compagnia molto numerosa. Vi aspettavamo impazienti per riorganizzare al meglio un bel giro di false fatture, transazioni estero su estero per costituire fondi neri per corrompere appartenenti alla Pubblica Amministrazione, iniziative imprenditoriali fittizie e altro ancora.
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(15/01/2007 - Giovanni Falcone)
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