Sei in: Home » Articoli

Esigenze di uniformitÓ in tema di prova del danno da demansionamento

In data 24 marzo 2006 le sezioni unite ? aderendo ad un orientamento minoritario radicatosi in seno alla sezione lavoro ? hanno inteso risolvere un contrasto tra: a) coloro che consideravano risarcibile il danno da demansionamento (con dizione lata ed onnicomprensiva definito in passato ?danno alla professionalitÓ?) al riscontro dell?evento della dequalificazione (c.d. ?in re ipsa?) ovvero in conseguenza di presunzioni gravi, precise e concordanti (basate sul dislivello tra le mansioni a quo e quelle deteriori ad quem, la durata della dequalificazione, l?indifferenza aziendale alle reiterate proteste della vittima evidenzianti, per altro verso, un intento psicologico datoriale decisamente pregiudizievole), b) e coloro che, invece - una volta acclarato e provato l?avvenuto demansionamento - richiedevano, per il risarcimento, l?addizionale dimostrazione del tipo di pregiudizio conseguente al demansionamento stesso (cd. ?doppia dimostrazione?). Questa alternativa si dibatteva da anni, ma l?orientamento prevalente in seno alla sezione lavoro e nelle stesse sedi di merito, era giunto ad asserire che pur non potendosi considerare il danno alla professionalitÓ (da demansionamento) ?danno evento? ma ?danno conseguenza?, il carattere immateriale dei beni o valori lesi dal comportamento inadempiente al precetto dell?art. 2103 c.c. da parte del datore di lavoro, non consentiva la dimostrazione del concreto pregiudizio subito (cd. ?deminutio? ex art. 1223 c.c.) a meno di non voler sottoporre il lavoratore ad una ?probatio diabolica?. Anche perchŔ Ŕ dato di comune esperienza e, quindi, fatto notorio ex art. 115 c.p.c. che l?inesercizio delle mansioni oggetto del patto d?assunzione o conseguite successivamente per progressione accrescitiva di professionalitÓ, determina automaticamente e comunque un impoverimento della stessa.
L?impoverimento o degrado Ŕ destinato, ragionevolmente, a risultare maggiore per coloro che sono impegnati in incombenze sottoposte a rapida obsolescenza tecnologica (com?Ŕ il caso dell? esperto informatico), ovvero per coloro che sono adibiti a mansioni professionali di legali e fiscalisti (sottoposte alle alluvionali innovazioni legislative e giurisprudenziali), ovvero per coloro che disimpegnano mansioni di gestione di risorse e decisionali, le cui attitudini formativo-addestrative e direttive finiscono inesorabilmente per subire una caduta verticale direttamente causata da inesercizio. (Articolo di Mario Meucci - Si ringrazia Altalex)
Articolo di Mario Meucci 8.9.2006
(22/09/2006 - Laprevidenza.it)

Link correlati:
http://www.laprevidenza.it

Le pi¨ lette:
» Appropriazione indebita: guida legale con articoli e sentenze
» Il rifiuto di sottoporsi ad alcoltest pu˛ risultare non punibile
» Telefonia: reato attivare un servizio mai richiesto dal cliente
» Obbligare la moglie a discutere Ŕ reato
» Avvocato: niente responsabilitÓ per il solo fatto di aver commesso un errore
In evidenza oggi
Diritto alla salute del minore e affievolimento della responsabilitÓ del genitoreDiritto alla salute del minore e affievolimento della responsabilitÓ del genitore
Separazione: addebito al marito per l'amicizia intima che fa sospettare il tradimentoSeparazione: addebito al marito per l'amicizia intima che fa sospettare il tradimento
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF