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Intercettazioni: Cassazione, 'intrusione' va sempre motivata prima

Giro di vite della Cassazione sulle intercettazioni. Le Sezioni unite penali della Suprema Corte, infatti, stabiliscono che l''intrusione' puo' avvenire solo dietro decreto rigorosamente motivato prima di procedere alla intercettazione stessa. L'unico sistema, scrivono gli 'ermellini' che ''autorizza il ricorso a quegli strumenti operativi e rende legittima l'attivita' captativa che realizza in concreto quella 'formidabile capacita' intrusiva' che le e' connaturata. Una 'condizione', specificano ancora gli 'ermellini' nelle motivazioni contenute nella sentenza 2737, che ''deve essere assicurata ed assolta prima che l'attivita' medesima venga posta in essere''. Ne consegue, precisa la Suprema Corte che ha respinto il ricorso di Francesco C. nei confronti del quale e' stata confermata la custodia cautelare per una serie di imputazioni alle quali si era risaliti attrvaverrso intercettazioni disposte con decreto motivato dal pm, che ''per potersi procedere alle operazioni captative per mezzo di apparecchiature diverse da quelle in uso all'ufficio giudiziario, il pubblico ministero deve, innanzitutto, rendere al riguardo apposito provvedimento, ed assolvere nel contempo all'obbligo di dare motivata contezza della sussistenza di quei presupposti, giacche' l'attivita' captativa svolta con quelle diverse modalita' esecutive, derogatorie della regola generale, in tanto e' legittima in quanto un provvedimento al riguardo sia stato reso e dia contezza che quel previo dovuto controllo sia stato in effetti compiuto''.
(01/03/2006 - Roberto Cataldi)
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