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Codice dell'Ambiente: il Consiglio dei Ministri approva lo schema di decreto

Il Consiglio dei Ministri (seduta dello scorso 18 novembre) ha approvato, in via preliminare, uno schema di decreto legislativo che dà attuazione ad un'ampia delega conferita al Governo dalla legge n. 308 del 2004 per il riordino, il coordinamento e l'integrazione della legislazione in materia ambientale. Il provvedimento (un corpus normativo di più di 700 pagine), semplifica, razionalizza, coordina e rende più chiara la legislazione ambientale in sei settori chiave suddivisi in 5 capitoli: procedure per la valutazione ambientale strategica (VAS), per la valutazione d?impatto ambientale (VIA) e per l?autorizzazione ambientale integrata (IPPC); difesa del suolo, lotta alla desertificazione, tutela delle acque dall?inquinamento e gestione delle risorse idriche; gestione dei rifiuti e bonifiche; tutela dell?aria e riduzione delle emissioni in atmosfera; danno ambientale.
Il testo, un vero e proprio Codice dell'ambiente, rappresenta uno strumento facilmente consultabile non solo per gli addetti ai lavori, ma per tutti i cittadini. Sono quattro i profili strategici adottati per la redazione del Testo Unico: recepimento delle direttive comunitarie ancora non entrate nella legislazione italiana nei settori oggetto della delega, in totale si tratta di otto direttive; accorpamento delle disposizioni concernenti settori omogenei di disciplina, in modo da ridurre le ripetizioni; integrazione nei vari disposti normativi della pluralità di previsioni precedentemente disseminate in testi eterogenei, riducendo così la stratificazione normativa generatasi per effetto delle innumerevoli norme che si sono nel tempo sovrapposte; abrogazione espressa delle disposizioni non più in vigore. A questo riguardo, il risultato dell'opera di riordino ha condotto all'abrogazione di cinque leggi, dieci disposizioni di legge, due decreti legislativi quattro D.P.R., tre D.P.C.M. ed otto decreti ministeriali, cui sono da aggiungere le disposizioni già abrogate e di cui viene confermata l'abrogazione da parte dei decreti delegati.
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(07/12/2005 - Cristina Matricardi)
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