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Volare in 'rating'

Quando la macchina ci lascia in panne sull?autostrada, magari di notte, d?inverno, con moglie e figli al seguito, pur imprecando alla malasorte, chiamiamo il carro attrezzi e tutto è risolto. La pelle è salva, siamo vivi. Per il futuro, se è vero che l?esperienza insegna, sarà sufficiente una più puntuale e periodica manutenzione dell?autoveicolo perché l?inconveniente non si ripeta. Un motore, non si ferma di colpo o per capriccio. Ci sono tanti avvisi e allarmi preliminari che, se interpretati con intelligenza possono evitare incresciosi inconvenienti della specie. Immaginiamo invece la stessa scena a bordo di un velivolo di una Compagnia di bandiera di un Paese sconosciuto o di un volo charter, con i motori in avaria, il risultato è catastrofico. Amen, siamo tutti morti, non si salva nessuno, i miracoli non sono ammessi. Di chi è la colpa? Recupero dei resti del relitto, scatola nera, opera straziante del riconoscimento dei corpi, inchiesta amministrativa e giudiziaria da parte delle competenti Autorità. Normalmente, per la causa del disastro si usa ripetere che ci sono varie ipotesi al vaglio degli inquirenti. Sovente, anche a distanza di svariati lustri, non si conosce la vera causa della sciagura. L?unica certezza è rappresentata dall?elevato numero dei morti in conseguenza della caduta dell?aereo. Da qualche tempo, nel mentre ci sentiamo ripetere che l?aereo rimane il mezzo di trasporto più sicuro al mondo (in termini di numero di passeggeri in rapporto alle distanze percorse), avverto un certo disagio ogni volta che entro in un qualsiasi aeroporto, nazionale o estero. Non bastasse il terrorismo islamico, per il quale tanto inchiostro si è consumato, da qualche tempo e senza una plausibile ragione apparente, cadono aerei con troppa frequenza, comunemente catalogate come ?sciagure aeree?. Dopo tali tragedie, mi capita di leggere di Compagnie di navigazione bandite da spazi aerei di certi Paesi, per essere normalmente accettate da altri, e questo a completa insaputa dei passeggeri. Le ragioni sono sempre le stesse: · Velivoli obsoleti o vetusti; · Insufficiente manutenzione o uso di ricambi non originali; · Formazione approssimativa con carente professionalità del personale di volo. In presenza di rilievi della specie, non vi è dubbio che la sicurezza della navigazione aerea è compromessa. In queste condizioni, la ?tragedia? è assicurata, è solo questione di tempo. Qui non si tratta di prevenire l?imponderabile, ma semplicemente la certezza di un disastro con diverse centinaia di morti, la cui inerzia o ignavia preventiva, ne costituisce il cagionevole presupposto. Cosa fare, per non abbaiare alla luna? A mio avviso, bisogna enfatizzare gli aspetti negativi, rendendo di pubblico dominio i risultati ispettivi riguardanti la inaffidabilità dei velivoli. In tal modo, indirettamente, si premierebbe la Compagnia che, riducendo l?utile del Conto Economico (e quindi il dividendo degli azionisti di riferimento), investe maggiormente in termini di standard di sicurezza, rendendo in definitiva più tranquilla e più ?lunga? la vita di tanti passeggeri. Bisogna far capire che investire nella sicurezza, significa per la Compagnia, investire nel proprio futuro, soprattutto sotto l?aspetto della stessa sopravvivenza commerciale. La vera promozione non deve essere lo spot magnificato dall?Ufficio Relazioni e Marketing, bensì dimostrare, ?Rating? alla mano, di stare sul mercato da decenni senza aver registrato sciagure o gravi incidenti. L?affidabilità e la fiducia di volare con una determinata Compagnia invece di un?altra, deve essere il frutto di una scelta convinta e ponderata dell?utente, sulla base di un ?bollino di qualità?. Nell?attesa, che Dio ce la mandi buona!!
giovannifalcone@excite.it

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(14/09/2005 - Giovanni Falcone)
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