In Gran Bretagna si insegnerà come materia e il benessere dei bambini sarà un parametro per valutare anche presidi e istituti
di Gabriella Lax - La felicità non è un attimo, ma può durare tutta la vita, basta impararla. E quale posto migliore per farlo se non a scuola? Non quella italiana per intenderci! Saranno le scuole britanniche che, accanto alla grammatica, all'ortografia ed alla matematica introdurranno anche il "benessere" degli studenti tra le materie, che diventerà anche parametro sul quale verranno valutati sia gli istituti che i presidi. 

La rivoluzione del sistema scolastico inizierà con un progetto pilota per insegnare agli allievi la felicità. Un vagito di cambiamento dovuto alla triste fotografia della realtà: le nuove generazioni anglosassoni hanno problemi con la serenità. Secondo dati recenti, infatti, il dieci per cento dei minorenni soffre di disagio psicologico o di malattie mentali con grave dispendio per la sanità e relative spese in aumento. Da qui un programma pilota di benessere, promosso dal Ministero dell'istruzione che partirà a maggio e coinvolgerà duecento scuole in tutto il paese, per un periodo di almeno due anni. Ai bambini dagli otto anni in su verranno impartite in classe lezioni di felicità, attraverso diverse tecniche. Il punto di partenza è la respirazione, con le sue varianti che aiutano a contenere l'ansia e a gestirla; poi si impartiranno istruzioni su come perseguire il proprio benessere con attività da svolgere a casa o sempre a scuola.

Secondo passo sarà l'esercizio dell'empatia, condividendo sensazioni e problemi dei loro simili; infine gli studenti verranno formati a praticare la "mindfulness", metodica di liberazione della mente dalle preoccupazioni. A fare da corollario anche lezioni per prevenire depressione e suicidi (soprattutto nei confronti degli adolescenti), e ancora seminari mirati sul bullismo. 

In Gran Bretagna in ogni caso non è la prima volta che ci si occupa della materia. Da tempo la felicità da stato d'animo ideale è diventata materia di studio, con teorie proprie e tecniche d'insegnamento. Come la letteratura o la filosofia.

I primi corsi di "well-being" si sono già fatti largo da tempo nelle sedi accademiche più prestigiose di Usa e Gran Bretagna: lezioni tutte sperimentali. Ne sanno qualcosa all'ateneo di Harvard, roccaforte del sapere americano dove il corso di Psicologia positiva di Tal Ben-Shahar conta più iscritti di quello di Economia o ancora il Wellington College di Crowthorne, istituto privato inglese, preside e docenti ritengono invece che la felicità, come le buone maniere, vada insegnata già nella scuola superiore, dai 14 ai 16 anni: età delicatissima, quella in cui gli adolescenti, bombardati da messaggi di ogni tipo, sono impegnati - più o meno consapevolmente - a costruire la propria personalità.

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