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Divorzio: dalla Cassazione nuova accelerazione per ottenerlo

La Corte di Cassazione imprime un'ulteriore accelerazione al divorzio. Dopo la sentenza del 2001 con la quale la Suprema Corte aveva stabilito che il divorzio si puo' ottenere dopo tre anni anche se e' ancora in corso il giudizio sull'addebitabilita', piazza Cavour torna sull'argomento affermando che una sentenza di separazione passa in giudicato quando nessuna delle parti ha interesse ad impugnare. Di conseguenza non si dovra' attendere oltre per chiedere e ottenere il divorzio. L'ulteriore accelerazione viene impressa con la sentenza 21683/04 della Prima sezione civile che ha affrontato il caso di un signore di Perugia, Piero D. che, separatosi dalla moglie Giuliana S. da tre anni, chiedeva lo scioglimento definitivo del matrimonio visto che la sentenza di separazione aveva accolto le motivazioni di entrambi, addebitando il fallimento nuziale al marito.
Richiesta bocciata per due gradi di giudizio fino alla sentenza di piazza Cavour che, accogliendo le motivazioni del marito, ha sostenuto che ''una diversa conclusione consentirebbe alle parti soccombenti di impugnare la separazione solo per ritardare il divorzio, con abuso dei diritti loro riconosciuti dalla legge, che non consente manovre dilatorie e defatigatorie di chi si oppone al divorzio''. Separatosi dalla consorte gia' da tre anni, Piero D. chiedeva lo scioglimento del matrimonio contratto nel gennaio dell'84 con Giuliana S. Sia il Tribunale, che la Corte di appello di Perugia (sentenza del maggio 2003) avevano respinto la richiesta di divorzio avanzata dal marito sostenendo in sostanza che si dovevano attendere i tempi di impugnazione (con un conseguente rallentamento dei tempi). Giudizio non condiviso da piazza Cavour che, accogliendo il ricorso di Piero D., ha sostenuto che attendere i termini di impugnazione se non sussistono motivi reali per impugnare significherebbe legittimare ''manovre dilatorie e defatigatorie di chi si oppone al divorzio''. Ora la Corte d'appello di Perugia dovra' tenere conto delle direttive impartite dalla Cassazione.
(02/12/2004 - Roberto Cataldi)
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