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Le perplessità dell'Associazione Nazionale Forense sugli interventi sulla giustizia

Inopportuno ricorrere allo strumento decreto legge
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La decisione del governo di ricorrere allo strumento decreto legge per un tema delicato come quello della giustizia, ha provocato la decisa risposta dell'Associazione Nazionale Forense.

Ad esprimere tutta la sua perplessità è stato il nuovo segretario generale di ANF, Luigi Pansini, il quale ha avuto buon gioco nel mettere in rilievo la contraddizione creata dalla contemporanea presenza di una commissione incaricata di formulare proposte in relazione alla riforma del processo civile e della legge fallimentare

Insomma, da una parte il Ministro della Giustizia chiede la collaborazione degli specialisti, dall'altra il governo di cui fa parte ricorre allo strumento teso a strozzare la discussione parlamentare, il decreto. 

Tanto da far esprimere a Pansini il suo stupore per la fuga in avanti dell'esecutivo, il quale sembra non tenere in alcun conto il lavoro della commissione assumendo scelte unilaterali che mettono insieme scelte interessanti e altre di cui sfugge totalmente la necessità. In questo quadro avanzano peraltro alcune norme che, a detta di Pansini, porterebbero rigidità tali da rendere sempre più complicato per un privato il recupero dei propri crediti o la difesa del proprio patrimonio.

Ancora Pansini, inoltre, afferma come si tratterebbe della ulteriore conferma  di un metodo che non rispetta la necessità della stabilità delle regole processuali, oltre a non profilare una visione organica in grado di tenere tutto all'interno di un quadro armonico. 

Infine Pansini chiede interventi in materia di notificazione alle pubbliche amministrazioni tali da consentire l'eliminazione di qualsiasi incertezza nell'individuazione dell'indirizzo elettronico certificato al quale inviare le notifiche degli atti.
Testo del comunicato stampa
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(01/07/2015 - G.C.)
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