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Gare d'APPALTO per lavori pubblici o forniture di beni e servizi alla luce del sole - TAR Umbria n. 113 del 14 marzo 2015 (di Ciro CENTORE)

Il principio di pubblicità e di trasparenza gettato alle ortiche? Ci pensa il Tar Umbria a ripristinare il diritto
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di Paolo M. Storani - Il principio di pubblicità e di trasparenza gettato alle ortiche? Ci pensa il Tar Umbria a ripristinare il diritto con la pronuncia del 14 marzo 2015, n. 113, che ci illustra il nostro caro Anfitrione del diritto amministrativo, Prof. Ciro Centore.

Buona lettura!

"Lo dice il TAR dell'Umbria. Ma “dovrebbe” essere scontato. Un appalto, una gara, correlata a lavori pubblici o a forniture di beni e servizi, deve intervenire nel pieno rispetto della correttezza e della trasparenza.

Non solo ammesse deroghe.

E tutto ciò che non rende rispetto a queste regole è da considerarsi “fuori legge“.

C'è il Tar con la sua mannaia ad annullare il tutto o, laddove, per queste gare si riscontri anche puzza di “ bruciato“, di rilevanza penale, c'è , a salvaguardia e per le reprimende, l'Autorità Anticorruzione (Raffaele Cantone).

E le notizie di questi ultimi mesi ne rendono testimonianza.

Scattano anche le manette. Ciò detto, ci viene sott'occhi la sentenza n.113 del 14 marzo 2015 del TAR Umbro.

La fattispecie. Gara pubblica. Fissazione del giorno e dell'ora di apertura dei plichi, delle ditte che partecipano a questa gara e che ambiscono, naturalmente, alla aggiudicazione.

Presentazione delle buste A (documentazione di gara) e B (offerte).

Orario previsto per l'apertura dei plichi: ore 12.

Mezzogiorno in punto. Cosa succede. Questa ora viene “anticipata“. Alle ore 10. E senza alcun giustificativo. E, tra l'altro , con la presenza dei rappresentanti delle tre ditte concorrenti e del solo “personale burocratico e amministrativo“ della stazione appaltante. E con l'assenza (di qui la gravità dell'operato) del Presidente della Commissione di gara e di aggiudicazione e con l'assenza anche del Segretario verbalizzante.

Cose ‘i pazze“, si sarebbe detto a Napoli. E lo si dice anche a Perugia: lo afferma il TAR con la sentenza segnalata.

C'è stato nell'accaduto (il “fattaccio“) l'azzeramento del principio di pubblicità e trasparenza, principio inderogabile.

Ne tragga il lettore ulteriore commento . 

Autore: Prof. Avv. Ciro Centore"


Tar umbria testo sentenza 113/2015
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(27/04/2015 - Law In Action - di P. Storani)
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