Appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza: come organizzare un'efficace difesa in caso di sospensione precauzionale dall'impiego

Ricorso gerarchico e ricorso al tar avverso la determina del Comando Interregionale
giudice sentenza martello

Avv. Francesco Pandolfi

PERCHE' PUO' ESSERE DISPOSTA LA SOSPENSIONE PRECAUZIONALE DALL'IMPIEGO

Appartenenti al Corpo della Guardia di Finanza, sottoposti a procedimento penale per fatti ritenuti non lievi, ricevono la notificazione di una determina da parte del Comandante Interregionale avente ad oggetto la sospensione precauzionale dall'impiego, a titolo discrezionale.

Essere sottoposti a procedimento penale non significa automaticamente essere giudicati colpevoli secondo il costrutto accusatorio, ma la vicenda penale dispiega effetti diretti ed indiretti sul rapporto lavorativo che intercorre tra la Guardia di Finanza e il suo dipendente.

Effetti che possono caratterizzarsi per una certa problematicità se messi in relazione alla fattispecie accusatoria penale, ciò soprattutto se essa investe circostanze complesse e dalle pericolose ripercussioni per il Mondo Militare.

Va da se quindi che se l'ipotesi accusatoria penale attiene a circostanze che hanno una risonanza pubblica e rischiano di danneggiare l'immagine e il prestigio del Corpo, il Comandante può adottare la determina in questione, sospendendo precauzionalmente dall'impiego chi viene incolpato.

Si pensi al caso in cui un sovrintendente abbia posto in essere condotte sospette, magari ancora non dimostrate in sede penale, tuttavia portatrici di discredito secondo il giudizio del Comando.

Di fronte a questioni così delicate, è bene sapere che è possibile difendersi.

COME ORGANIZZARE UN'EFFICACE DIFESA

Per principio generale, chiunque sia destinatario di un provvedimento così severo, ha diritto a ricorrere, tanto in sede gerarchica quanto in sede giudiziale avanti il Tribunale Amministrativo Regionale.

Ovviamente gli argomenti difensivi dovranno condurre il ricorrente a potersi discolpare da ogni ipotesi accusatoria: ad esempio sostenendo che gli addebiti penali non sono dimostrati, che le vicende contestate non hanno avuto una risonanza pubblica e non hanno arrecato alcun nocumento all'immagine del Corpo, che la condotta ritenuta illecita è tenue e non grave, che il ricorrente possedeva e possiede caratteristiche morali e caratteriali di indiscusso e comprovato livello.

Per fronteggiare il dirompente provvedimento sospensivo occorrerà badare alla tempestività dal punto di vista procedurale (30 giorni decorrenti dalla notificazione del provvedimento per l'eventuale ricorso gerarchico e 60 giorni per l'eventuale ricorso al Tar), mentre occorrerà fare molta attenzione al merito degli argomenti difensivi proposti, viste le complesse ripercussioni lavorative che una simile determina può comportare.

In buona sostanza: l'organizzazione di un'efficace difesa passa necessariamente per un'attenta disamina della fattispecie realizzata con l'aiuto di un legale esperto di tali tematiche, che possa in primis formulare un motivato parere anche rappresentando le effettive possibilità di successo visti tutti gli elementi del caso, in secondo luogo dispiegando tutte le contromisure idonee a paralizzare gli effetti della determina.

Contatta l'avv. Francesco Pandolfi

328 6090590 francesco.pandolfi66@gmail.com

blog www.pandolfistudiolegale.it






(18/04/2015 - Avv. Francesco Pandolfi)
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