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Reddito di cittadinanza e reddito minimo garantito rilanciati dai pentastellati: potrebbe essere la svolta?

il Movimento 5 Stelle è tornato in questi giorni a proporre l'istituzione del reddito di cittadinanza
Uomo che mostra le tasche vuote

Annunciato dal lancio dell'hashtag #Redditodicittadinanza, il Movimento 5 Stelle è tornato in questi giorni a proporre l'istituzione del reddito di cittadinanza – uno dei capisaldi della campagna elettorale del 2012-2013 del nuovo soggetto politico – o, in subordine, l'introduzione di un reddito minimo garantito. 

Quantitativamente superiore e con platea più ampia il primo, meno sostanzioso e meno generalizzato il secondo, a parere dei Grillini, si tratterebbe in entrambi i casi di misure efficaci e sempre più necessarie nel nostro Paese per uscire dallo stallo dei consumi e per riconsegnare fiducia e ottimismo – e una vita dignitosa! – a qualcosa come 10 milioni di Italiani che si trovano attualmente a sopravvivere sotto della soglia di povertà.

Oltre a questo dato allarmante, i sondaggi ci parlano anche: di un 47% di popolazione che teme di restare senza lavoro di qui a breve; del 73% di italiani delusi dall'operato del governo Renzi; e del 52% delle famiglie che riesce a malapena a far fronte alle spese. Una situazione per giunta aggravata dall'entrata in vigore dei decreti attuativi del Jobs Act. A dispetto, infatti, delle dichiarazioni entusiastiche del ministro Poletti e della sottosegretaria al Welfare Bellanova, secondo Grillo e i suoi, il restringimento dell'applicabilità dell'art. 18 ha amplificato la sensazione di insicurezza tra i lavoratori i quali, temendo di poter perdere il posto più facilmente che in passato, sono certo meno propensi a spendere.

La misura auspicata come optimum dai pentastellati per dare una sferzata all'economia in questo momento è, dunque, il vero e proprio reddito di cittadinanza – entrata mensile che per definizione spetterebbe a tutti i cittadini o residenti sul suolo italiano il cui reddito si pone al di sotto di una certa soglia, indipendentemente dall'età e dalla capacità lavorativa e per una durata tendenzialmente illimitata – per un ammontare base di 780 euro al mese destinati ad aumentare progressivamente in funzione del numero dei familiari a carico.

Che sia questa la chiave per “cambiare verso” al sistema Italia?...

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(30/03/2015 - Mara M.)
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