Avvocatura

Immobili ad uso non abitativo: sotto i 100mila euro le transazioni si faranno dagli avvocati

Modellino di casa su due mani

Non sarà più necessario andare dal notaio ma basterà recarsi da un avvocato per le transazioni sugli immobili ad uso non abitativo sotto i 100mila euro.

È una delle diverse novità previste dal disegno di legge sulla concorrenza approvato venerdì scorso dal Consiglio dei Ministri e ora all'esame delle Camere.

Il ddl, muovendosi nell'ottica della semplificazione e liberalizzazione di alcuni settori professionali al fine di aumentarne la competitività, ha infatti agito su tutta una serie di disposizioni riguardanti sia la categoria notarile che quella forense (leggi l'articolo: “Ddl concorrenza: tutte le novità in arrivo per gli avvocati).

Tra queste, l'art. 29, rubricato “Semplificazione del passaggio di proprietà di beni immobili ad uso non abitativo”, stabilisce che per tutti quegli atti e le dichiarazioni che riguardano la cessazione e la donazione, ovvero la costituzione o la modificazione di diritti sugli immobili adibiti ad uso non residenziale come individuati dall'art. 812 c.c., l'autenticazione delle sottoscrizioni potrà essere effettuata presso uno studio legale non occorre più recarsi dal notaio.

L'unico limite è il valore catastale degli immobili che non deve essere superiore a 100mila euro.

Secondo l'attuale versione della norma inserita nel ddl che dovrà superare “indenne” l'iter parlamentare prima di diventare applicabile, inoltre, le operazioni di autentica dovranno essere effettuate gratuitamente, salva la possibilità di richiedere alla parte il rimborso delle spese sostenute.

Infine, per poter autenticare è necessario che gli avvocati, abilitati al patrocinio, siano muniti di polizza assicurativa idonea a coprire almeno il valore del bene dichiarato nell'atto.

La polizza assicurativa (prevista dall'art. 12 della legge professionale forense e subordinata all'emanazione di apposito decreto del Ministero della Giustizia che ne fissi le condizioni essenziali e i massimali minimi), si ricorda, è uno dei requisiti che l'avvocato dovrà necessariamente possedere per poter mantenere l'iscrizione all'albo come previsto dal regolamento predisposto da via Arenula nei giorni scorsi e ora al vaglio del Consiglio Nazionale Forense (leggi l'articolo “Niente più avvocati a tempo perso. Ecco le future regole per l'esercizio della professione”). 

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(22/02/2015 - Marina Crisafi)
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