Sei in: Home » Articoli

Cassazione: se il marito va a caccia e guida auto di lusso l'assegno può essere aumentato. In allegato il testo della sentenza

Corte di Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n. 2574 del 10 Febbraio 2015
divorzio mantenimento separazione
di Licia Albertazzi - Corte di Cassazione civile, sezione sesta, ordinanza n. 2574 del 10 Febbraio 2015.
Anche il fatto che l'ex marito si dedichi a passatempi costosi, come quello di andare a caccia e guidare auto di lusso, può costituire un parametro per valutare o rideterminare l'importo dell'assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole.

Nel presente caso nel merito è stato accertato, con procedimento legittimo ed esente da eventuali vizi di logicità e ragionevolezza, che l'ex moglie (malata e con un lavoro saltuario) si trovi sicuramente in posizione economica di svantaggio rispetto all'ex marito, in buona salute, titolare di impresa edile e individuo che si dedica regolarmente a passatempi costosi quali la caccia e la guida di auto di lusso. “Il giudice ha dunque esaminato dati reali e non si riferisce né a presunzioni, né a potenzialità economiche o ad aspettative future”.

Per giurisprudenza costante, la Cassazione ha affermato che finalità dell'assegno di mantenimento è quello di consentire al coniuge economicamente debole di mantenere un tenore di vita simile a quello goduto in pendenza di matrimonio; tuttavia, “indice di tale tenore di vita può essere l'attuale disparità di posizioni economiche tra coniugi”. Non troverebbe riscontro dunque la doglianza del marito ricorrente, il quale sosterrebbe che la revisione in aumento dell'assegno di mantenimento posto a suo carico provocherebbe in capo alla beneficiaria un reddito superiore di quello goduto durante il matrimonio. La motivazione della sentenza impugnata, seppur sintetica, risulta essere pienamente ragionevole e fondata sulla ponderazione di elementi di fatto che hanno trovato pieno riscontro nel giudizio di merito. Qui sotto il testo della sentenza.


Vai al testo dell'ordinanza 2574/2015
(01/03/2015 - Avv.Licia Albertazzi)
Le più lette:
» Le chat su WhatsApp valgono come prova
» Avvocati e professionisti: è nata la prima polizza a tutela delle parcelle
» Separazione: addebito al marito per l'amicizia intima che fa sospettare il tradimento
» Avvocati: i termini di decadenza dei contributi alla Cassa Forense
» Scuola: anche gli avvocati in coda per fare i supplenti
In evidenza oggi
Unioni civili: sono famiglie a tutti gli effetti, sì alla stepchild adoptionUnioni civili: sono famiglie a tutti gli effetti, sì alla stepchild adoption
Le chat su WhatsApp valgono come provaLe chat su WhatsApp valgono come prova
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF