Le nuove regole sulla pratica forense

Ridotta la durata del tirocinio e previste modalità alternative alla tradizionale frequenza presso uno studio legale
toga appesa
Il 4 febbraio 2015, il Ministero della Giustizia ha inviato al CNF, per il relativo parere, lo schema di decreto concernente il regolamento recante la disciplina per lo svolgimento del tirocinio per l'accesso alla professione forense ai sensi dell'art. 41 c. 13 della legge n. 247/2012. Tale regolamento è destinato a trovare applicazione in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma con efficacia retroattiva per quelle norme che sono più favorevoli, quali la riduzione della durata del tirocinio a diciotto mesi (già prevista con la nuova legge professionale) e la possibilità di svolgere la pratica con modalità alternative alla tradizionale frequenza presso uno studio legale sotto il controllo di un avvocato. 
A ben vedere, la portata innovativa del d.m. è contenuta, limitandosi a:

- attribuire ai Consigli dell'Ordine territoriali il compito di accertare che non sussistano, in concreto, ragioni di conflitto di interesse nel caso in cui il praticante avvocato svolga altresì attività lavorativa subordinata nel settore pubblico o privato, nonché di verificare che le modalità di svolgimento del tirocinio e gli orari del medesimo siano tali da renderlo proficuo e non fittizio o meramente formale a pena di diniego di iscrizione al Registro dei Praticanti ovvero cancellazione dallo stesso (art. 2);

- stabilire che il tirocinio debba essere svolto con assiduità (frequentazione attiva dello studio legale sotto la supervisione del professionista per almeno venti ore alla settimana), diligenza (impiego di scrupolo e attenzione nello svolgimento degli affari), riservatezza (comportamento corretto e riservato in relazione a notizie e informazioni apprese in occasione del tirocinio) e nel rispetto delle norme di deontologia professionale (art. 3);

- chiarire che il praticante possa svolgere fino a sei mesi di tirocinio all'estero, in altro Stato membro dell'unione Europea, previa comunicazione all'Ordine di appartenenza (contenente qualifica del professionista e suo consenso a rivestire il ruolo formativo, luogo di svolgimento del tirocinio e relativi recapiti) e successivo deposito della documentazione idonea a certificare l'effettività del tirocinio per ottenerne la convalida (attività svolta e relazione del professionista straniero che attesti lo svolgimento del semestre con profitto) (art. 4);

- ammettere l'interruzione del tirocinio per motivi di salute, maternità, paternità, adozione, sanzioni disciplinari nei confronti del dominus o del praticante; i giustificati motivi vanno illustrati e documentati a cura del richiedente, se la domanda è accolta il tirocinio è interrotto e riprende a decorrere dalla data della cessazione della causa di interruzione, se la domanda è respinta segue l'audizione dell'interessato (art. 5);

- precisare che il praticante avvocato, per svolgere in modo proficuo ed effettivo il tirocinio, deve assistere ad almeno venti udienze per semestre e collaborare effettivamente allo studio delle controversie e alla redazione di atti e pareri, condizioni sottoposte al potere di vigilanza e controllo del Consiglio dell'Ordine circondariale (tramite verifica del libretto, colloqui periodici, assunzione di informazioni presso il dominus) in assenza delle quali non può essere rilasciato il certificato di compiuto tirocinio al termine dello stesso (art. 6);

- prevedere il cd. patrocinio sostitutivo (sempre sotto il controllo e la responsabilità del dominus anche per gli affari da questi non direttamente trattati), richiedibile dal praticante al Consiglio dell'Ordine ed esercitabile dopo l'assunzione dell'impegno solenne dinanzi al Consiglio stesso (art. 7).
Apri lo schema di decreto concernente il regolamento recante la disciplina per lo svolgimento del tirocinio per l'accesso alla professione forense
(08/02/2015 - Avv. Laura Bazzan)
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