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Italicum: dopo l'ok del Senato ora tocca alla Camera. Ecco i contenuti in breve e in allegato il testo del ddl

Il ddl di riforma della legge elettorale (n. 1385) ora si incammina a passo deciso verso Montecitorio dove dovrà ottenere l'approvazione definitiva
Elettore che inserisce la scheda nell'urna

Un via libera sofferto, mentre in aula scoppiava una delle consuete bagarre che accompagnano ormai ogni voto, quello dell'Italicum a Palazzo Madama.

Il sì è arrivato nel pomeriggio di ieri con 184 voti a favore, 66 contrari e 2 astenuti, segnando il definitivo strappo della minoranza dem dal resto della coalizione, visto che in 23 hanno deciso di non partecipare allo scrutinio.

Il ddl di riforma della legge elettorale (n. 1385) ora si incammina a passo deciso verso Montecitorio dove dovrà ottenere l'approvazione definitiva, ormai slittata a dopo le elezioni per il Colle e, probabilmente, ad aprile.

In base al testo licenziato da palazzo Madama, che dovrà ancora superare lo scoglio della Camera, dove si preannuncia un altro braccio di ferro, ecco come funzionerà la riforma elettorale:

 

-     Soglia di sbarramento del 3%

Il sistema dell'Italicum è su base proporzionale (numero dei seggi in proporzione ai voti ricevuti) con soglia di sbarramento. Per essere eletti alla Camera, i partiti dovranno raggiungere un numero di voti tale da superare infatti la soglia del 3%;

 

-     Premio di maggioranza 40%

Confermato il premio di maggioranza (di 340 seggi su 630) per la lista (e non più per la coalizione) che ottiene il 40% dei consensi (in luogo del 37% previsto in precedenza).

Se nessuno raggiunge tale risultato, si andrà al ballottaggio tra i primi due.

 

-     Capilista bloccati e preferenze

Tra le polemiche confermata anche la scelta della scheda elettorale con i capilista bloccati (che, a prescindere dalle preferenze espresse, saranno in ogni caso i primi eletti in quella lista) e della possibilità di esprimere due preferenze, suddivise per genere.

 

-     Clausola di salvaguardia

Anche se sarà approvata ad aprile, secondo le migliori intenzioni dell'esecutivo, la riforma entrerà in vigore a partire dal mese di luglio 2016, come stabilisce, appunto, la “clausola di salvaguardia”. 

Ddl Italicum
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(28/01/2015 - Marina Crisafi)
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