Diritto di Famiglia

BRICIOLE DI DIRITTO: terza e quarta settimana di gennaio. Dal padre indigente che non può versare il mantenimento; alla prostituta che minaccia il cliente che non vuol pagare

E ancora: il giudice può discostarsi dalle interpretazioni della Cassazione? Nel contenzioso tra avvocato e cliente si applica il codice del consumo? 58 micro news sulle sentenze del periodo
BRICIOLE DI DIRITTO: aggiornamenti flash sulle novità giurisprudenziali della settimana
A cura dell'Avv. Barbara Pirelli del Foro di Taranto; email: barbara.pirelli@gmail.com

Di questa autrice vedi la fan page Diritto & Photo dedicata all'associazione tra l'informazione giuridica e l'arte pittorica e fotografica.

Immagine di copertina: opera d'arte di Elena De Stefano-Montecalvo Irpino- Avellino-

Qui di seguito 58 notizie flash sulle sentenze più significative di questi ultimi giorni. 

Questa settimana: il giudice  può discostarsi dalle interpretazioni della Cassazione?
Nel contenzioso tra avvocato e cliente si applica il codice del consumo? Può essere chiesta la riduzione dell'assegno di mantenimento se il coniuge obbligato ottiene il passaggio dall'affidamento esclusivo a quello condiviso? La prostituta risponde di estorsione se minaccia il cliente che nega il pagamento?

Ed ancora: si può chiedere il risarcimento dei danni se l'impianto di riscaldamento e' rumoroso? I cartelli stradali, indicanti i limiti di velocità, vanno posti su entrambi i lati della strada?

1. Mantenimento figli. 
Ormai l'orientamento e' consolidato ma ripeterlo torna sempre utile soprattutto per chi si occupa di diritto di famiglia.  Il genitore obbligato al mantenimento dei figli, che non versa l'assegno di mantenimento, risponde penalmente ai sensi dell'art. 570 c. p. (violazione degli obblighi d assistenza familiare); il genitore obbligato non sfugge alla pena neppure se si giustifica dicendo di non riuscire a reperire una attività lavorativa oppure di essere disoccupato da lungo tempo. 
E' prevista la non punibilità solo nell'ipotesi in cui l'obbligato riesca a dimostrare, con una prova rigorosa, che in realtà non abbia mezzi di sostentamento propri tali da costringerlo a vivere in una situazione di reale disagio ed indigenza
Bisogna quindi fornire una prova convincente dello stato di indigenza. L'altro coniuge inoltre può dimostrare che l'ex gode di altre entrate in nero o che ha effettuato degli acquisti non in linea con la precarietà lamentata. 
Corte di Cassazione sentenza n. 1190 del 13 gennaio 2015


2. Minacce ad un avvocato. 
Nel caso in cui un avvocato subisca intimidazioni l'ordine professionale può costituirsi parte civile perché la minaccia investe anche l'esercizio del diritto di difesa tutelato dall'organismo associativo. 
Corte di cassazione sentenza n. 846 del 12 gennaio 2015

3. Fondo di Garanzia. 
Per poter chiedere il risarcimento dei danni (subiti in seguito ad un sinistro stradale) al Fondo di Garanzia non è necessario che il responsabile del sinistro si sia dato alla fuga (caso tipico del pirata della strada) . 
Perché scatti la copertura risarcitoria e' sufficiente che per una ragione qualunque non si sia potuto procedere ad identificare il responsabile del sinistro; e' fondamentale però che l'incidente non sia stato causato dalla negligenza dell'infortunato. 
Corte di Cassazione sentenza n. 274 del 2015


4. Ispezioni fiscali della Guardia di Finanza. 
Con questa pronuncia la Cassazione chiarisce che le ispezioni fiscali effettuate dalla Guardia di Finanza sono valide anche se la stessa e' incompetente per territorio. 
In buona sostanza, la Guardia di Finanza può effettuare controlli e verifiche fuori dai propri confini di competenza; logica conseguenza e' che l'eventuale cartella di pagamento, emessa sulla base della relativa ispezione, è valida e non può essere impugnata. 
Corte di Cassazione sentenza n. 90 del 2015 

5. Il giudice può discostarsi dalle interpretazioni della Cassazione. 
Le sentenze della Corte di Cassazione anche se non hanno valore di legge sono molto utili per gli operatori del diritto perché attraverso l'utilizzo delle stesse si possono analizzare e decidere vari casi collegati tra loro da analogia. 
Ma il giudice in sede di decisione può anche discostarsi dalle interpretazioni della Corte purché il cambio di rotta, quindi l'allontanamento interpretativo, sia motivato  in modo adeguato e specifico.  
Corte di Cassazione sentenza n. 174 del 9 gennaio 2015


Devono considerarsi illegittimi sia il precetto che l'esecuzione immobiliare azionati nei confronti del garante se la fideiussione e' scaduta. 
Nel caso in questione era stato contratto un mutuo ipotecario e una clausola del contratto prevedeva la durata limitata della fideiussione
Questa clausola e' del tutto valida di conseguenza e' stato rigettato il ricorso proposto da un istituto di credito che aveva iniziato l'esecuzione immobiliare contro i garanti ‘a tempo' di una Coop; la fideiussione era estesa solo relativamente al periodo in cui erano stati amministratori. 
Corte di Cassazione sentenza n. 27531 del 30 dicembre 2014

7. Sentenza vintage: mantenimento figli maggiorenni
Come più volte ripetuto i genitori, in base alle proprie sostanze, sono tenuti ai sensi degli artt. 147 e 148 c. c. a provvedere al mantenimento dei figli minori ma anche maggiorenni che non abbiano ancora raggiunto una indipendenza economica. 
Quindi il figlio studente o che non abbia ancora trovato una attività lavorativa e' tenuto ad essere mantenuto dai genitori salvo che il figlio, raggiunta una certa età, si dimostri svogliato e assolutamente improduttivo sia nello studio o nella ricerca di un lavoro. 
Questi sono i c. d. "bamboccioni" ragazzi piuttosto adulti con poca voglia di fare. 
In merito la Cassazione con una sentenza vintage, anno 2012, non ha riconosciuto il mantenimento ad una figlia trentaseienne laureata in architettura, che aveva peraltro anche una rendita immobiliare, la quale aveva rifiutato l'offerta di lavoro del padre occupato nel settore dell'edilizia. 
Corte di Cassazione sentenza n. 610 del 2012 

Decidere di praticare un'attività sportiva e' decisamente una buona idea perché non solo aiuta a mantenersi in forma ma è anche un buon motivo per scaricare tensioni ed accumuli di stress. 
In alcuni casi però non conviene dedicarsi allo sport soprattutto se lo stesso può ridurre la capacità lavorativa. 
Il rischio che si corre e' quello di essere licenziati, parola di Cassazione!!!
Con questa pronuncia la Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento di un lavoratore che praticava un'attività sportiva fisicamente provante tale da ridurre sensibilmente la sua capacità lavorativa. 
Nel caso di specie è stato provato che le condizioni fisiche del lavoratore, già' precarie, erano in qualche modo peggiorate a causa della pratica di tale sport. 
Corte di Cassazione sentenza n. 144 del 9 gennaio 2015

9. Arresti domiciliari con il braccialetto. 
In questa vicenda giudiziaria il difensore di un uomo ricorreva in cassazione, avverso l'ordinanza del Tribunale di Bologna, emessa in sede di appello, che aveva confermato l'ordinanza del G. I. P. di Modena con cui veniva rigettata l'istanza di sostituzione della custodia cautelare in carcere con la misura degli arresti domiciliari. 
Il Tribunale in considerazione della pericolosità sociale dell'imputato e del pericolo di reiterazione del reato aveva ritenuto di non poter concedere in maniera semplicistica la misura degli arresti domiciliari ma che la misura degli arresti domiciliari poteva essere concessa solo se accompagnata dal presidio di un dispositivo elettronico. 
Le forze di P. G. avevano comunicato che il dispositivo non era disponibile quindi in considerazione di ciò il Tribunale aveva ritenuto di non poter attenuare la misura. 
Il difensore dell'uomo sosteneva, invece, che l'aver negato gli arresti domiciliari per questo motivo violava i diritti riconosciuti dalla Costituzione. 
La Cassazione non ha tenuto conto delle contestazioni sollevate dal difensore ed ha ritenuta legittima la scelta della custodia cautelare in carcere. 
Corte di Cassazione sentenza n. 520 del 9 gennaio 2015

10. Minore nato da coppia omosessuale con la fecondazione medicalmente assistita. 
La Corte di Appello di Torino ha emesso un decreto con cui è stato disposto che l'atto di nascita di un bambino nato da una coppia gay, attraverso la fecondazione medicalmente assistita eterologa cioè con l'impianto di gameti da una donna all'altra,  può essere trascritto in Italia. 
In questo caso non viene introdotta ex novo una situazione giuridica inesistente ma in realtà vengono garantiti i diritti correlati ad una situazione di fatto che esiste da tempo. 
In questo modo si agisce nell'esclusivo interesse del bambino che è stato cresciuto da due donne che riconosce entrambe come madri. 
In buona sostanza il concetto di famiglia non deve essere visto con riferimento alla coppia ma il concetto di famiglia deve essere tale da garantire e tutelare la posizione e lo status di figlio. 
Corte di Appello di Torino decreto del 29 ottobre 2014

Va premesso che il licenziamento del lavoratore subordinato può essere legittimamente intimato qualora sussista una giusta causa o un giustificato motivo. 
Secondo questa pronuncia della Cassazione deve ritenersi giusta causa di licenziamento l'ipotesi in cui il lavoratore, che abbia presentato un certificato di malattia, non si faccia poi trovare presso la propria abitazione duranti il controllo effettuato dal medico fiscale. 
Per completezza va precisato che la visita fiscale si sostanzia in un accertamento predisposto dal datore di lavoro, dall'INPS o dalla A. S. L. per verificare l'effettivo stato di malattia del dipendente assente per malattia. 
Corte di Cassazione sentenza n. 344 del 2015

12. Ultrattivita' del mandato alle liti. 
Questa pronuncia della Cassazione riprende un'altra sentenza a Sezioni Unite (n. 15295 del 15 luglio 2014) di qualche mese fa con cui veniva precisato che nel caso di morte o perdita di capacità della parte costituita a mezzo di avvocato, anche se l'evento non veniva dichiarato o notificato il difensore continuava comunque a rappresentare la parte in giudizio come se l'evento non si fosse mai verificato . 
La ragione di ciò sta nella c. d. "ultrattività della procura" e cioè la prima procura resta valida per tutta la residua durata del processo. 
Corte di Cassazione sentenza n. 29 dell' 8 gennaio 2015 


13. Parcella dell'avvocato. 
Fare l'avvocato in questo momento storico e' davvero difficile non solo per tutte quelle che sono le recenti problematiche sottese alla nostra professione ma anche perché spesso bisogna fare i conti con clienti che non pagano. 
Di conseguenza, per recuperare il credito si è costretti ad agire in giudizio ma attenzione per questo tipo di contenzioso si applica il codice del consumo perché il cliente dell'avvocato va considerato come un consumatore. 
Dunque, la competenza si radica nel tribunale del luogo dove il cliente ha la residenza; attenzione quindi a non sbagliare la competenza perché in questo modo il cliente potrà presentare opposizione al decreto e il giudice lo revocherà per incompetenza per territorio. 
Corte di Cassazione sentenza n. 181 del 12 gennaio 2015

14. Incidente stradale. 
Nell'ipotesi in cui il conducente  perda il controllo del proprio mezzo (a causa di una macchia d'olio sull'asfalto) andando ad impattare con altri veicoli, sarà l'Anas che dovrà rispondere dei danni causati  perché è tenuta attivarsi per evitare situazioni di pericolo. 
L'Anas e' quindi tenuta a vigilare sulla custodia e sulla manutenzione della strada e in queste ipotesi l'unica prova liberatoria che può addurre e' quella di dimostrare che l'evento è stato prodotto da caso fortuito
Corte di Cassazione sentenza n. 295 del 13 gennaio 2015

15. Balconi e distanze. 
Secondo questa pronuncia della Cassazione i balconi, anche se scoperti, purché profondi ed ampi vanno considerati come facenti parte del corpo di fabbrica. 
Dunque, le distanze tra gli edifici vanno calcolate dai balconi e non dal muro perimetrale dell'edificio; questa nuova interpretazione ha effetto retroattivo ciò significa che se in passato qualcuno ha comprato un immobile con balconi troppo vicini alla proprietà limitrofa dovrà abbatterli. 
Corte di Cassazione sentenza n. 25501 del 2014


16. Diffamazione a mezzo stampa: distinzioni. 
Con questa pronuncia la Suprema Corte ha fatto un preciso chiarimento stabilendo che: nel caso di diffamazione a mezzo stampa, se la persona offesa rimette la querela nei confronti del giornalista gli effetti si estendono anche alla posizione dell'intervistato, in ragione del fatto che entrambi i soggetti hanno cooperato nella commissione del reato. 
Invece, nel caso di diffamazione imputata sia al giornalista che al direttore responsabile del giornale gli effetti della remissione non si estendono perché in questa ipotesi non è ipotizzabile il concorso di persone per via della diversità dell'elemento soggettivo. 
Corte di Cassazione sentenza n. 42918 del 14 ottobre 2014

In molte famiglie i maltrattamenti, purtroppo, sono all'ordine del giorno e il più delle volte si decide di non denunciare temendo magari conseguenze maggiori ma una volta che il meccanismo di violenza si è innescato non si arresta, anzi gli episodi diventano sempre più frequenti. 
Interessante, e' questa pronuncia emessa nel mese di dicembre con cui la Cassazione ha chiarito che : anche quando il soggetto maltrattante sia stato assolto con sentenza irrevocabile se emergono dati dimostrativi della presenza di ulteriori maltrattamenti questo rende retroattivamente rilevanti i precedenti comportamenti. 
Quindi l'assoluzione intervenuta su alcuni episodi deve considerarsi come una "assoluzione con riserva"  ciò vuol dire che l'azione può essere riproposta se si verificano nuovamente le stesse condizioni. 
Corte di Cassazione sentenza n. 51212 del 10 dicembre 2014

18. Quasi flagranza. 
Con il concetto di "quasi flagranza"si intende la condizione in cui venga a trovarsi un soggetto che, dopo aver commesso un reato, venga inseguito dalla forza pubblica ma anche dalla persona offesa o da altre persone oppure l'ipotesi si verifica tutte le volte in cui una persona venga sorpresa con cose o tracce dalle quali emerge chiaramente che poco prima e' stato commesso un reato. 
Mentre con il concetto di "flagranza" si intende la condizione di chi viene sorpreso nell'atto di commettere un reato. 
Fatta questa premessa, la Cassazione con una sentenza di qualche tempo fa ha precisato che non ricorre l'ipotesi di "quasi flagranza" quando l'inseguimento dell'indagato da parte della polizia giudiziaria sia  iniziato solo dopo aver acquisito informazione da parte di terzi e non sia invece avvenuto sulla base della diretta percezione dei fatti da parte della polizia. 
Corte di Cassazione sentenza n. 43394 del 16 ottobre 2014

Non può essere chiesta la riduzione dell'assegno di mantenimento se il coniuge obbligato ottiene il passaggio dall'affidamento esclusivo a quello condiviso. 
Nella vicenda in argomento un uomo si opponeva al versamento di mille euro, a titolo di mantenimento, in favore dei tre figli perché aveva ottenuto il passaggio dall'affidamento esclusivo a quello condiviso, quindi in ragione di ciò chiedeva una riduzione dell'assegno. 
Inoltre, chiedeva anche che la casa familiare, una villa, venisse divisa per poter stare più vicino ai figli. Anche questa richiesta non veniva accolta in ragione del fatto che ai figli doveva essere garantito lo stesso habitat e le comodità cui sono stati abituati. 
Si precisa, quindi, che la riduzione dell'assegno può essere disposta solo se si verifica in concreto una riduzione del carico di spesa e di impiego di disponibilità personali derivanti dal ´affido condiviso. 
Corte di Cassazione sentenza n. 16649 del 22 luglio 2014


20. Curatore speciale. 
Il curatore speciale nei giudizi di riconoscimento della paternità o maternità e' parte necessaria del giudizio, di conseguenza se viene omessa la nomina la causa deve essere rimessa al giudice di primo grado che ha la competenza esclusiva per provvedere alla designazione. 
Va precisato che la figura del curatore speciale e' disciplinata dall'art. 276 c. c. , il suddetto articolo e' stato modificato dalla legge n. 219 del 10 dicembre 2012. 
In pratica sino al 2012 la formulazione dell'art. 276 c. c. era la seguente: "La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi. "
Con la modifica e' stato regolato il caso, in precedenza non previsto, che nell'ipotesi di morte del genitore( del quale si chiede il riconoscimento)se siano venuti meno anche i suoi eredi, parimenti legittimati passivi rispetto alla domanda,  il figlio naturale potrà proporre l'azione nei confronti di un curatore nominato dal giudice davanti al quale il giudizio deve essere promosso. 
Corte di Cassazione sentenza n. 19790 del 19 settembre 2014

21. Mantenimento figlio ultraquarantenne . 
Va bene che c'è la crisi e trovare lavoro diventa sempre  più difficile ma certamente un figlio ultraquarantenne non può utilizzare questo alibi per chiedere di essere ancora mantenuto dai genitori. 
E a dirlo e' proprio la Suprema Corte che con una pronuncia di questa estate ha stabilito che non è tutelabile il figlio ultraquarantenne disoccupato che rifiuta ingiustificatamente di acquisire l'autonomia economica tramite l'impegno lavorativo anche se vive in un contesto di crisi economica e sociale. 
Corte di Cassazione sentenza n. 18076 del 20 agosto 2014

22. Risarcimento danni. 
Sicuramente una delle cose più importanti nella vita e' la salute e quando ci si ammala anche le capacità lavorative diminuiscono. 
Così può accadere che anche lo stesso ambiente lavorativo possa in qualche modo determinare la malattia del lavoratore però per poter chiedere un risarcimento e' necessario provare con certezza la 
connessione tra l'attività lavorativa e la patologia. 
Nella vicenda in oggetto una coppia di coniugi chiedeva il risarcimento 
del danno biologico, morale e patrimoniale dell'uomo mentre la moglie lamentava la lesione del diritto ad avere regolari rapporti sessuali . 
A loro dire il tumore sarebbe stato prodotto a causa dell'ambiente lavorativo, l 'uomo lavorava infatti alla Circumvesuviana. 
Non avendo fornito una " prova provata" del collegamento tra tumore ed ambiente lavorativo il ricorso e'stato rigettato. 
Corte di Cassazione sentenza n. 467 del 14 gennaio 2015

Deve ritenersi giusta causa di licenziamento la condotta del dipendente che utilizza l'e-mail di servizio per inviare a terze persone dei file destinati alla vendita
 Nella vicenda in questione il dipendente lavorava per una società che si occupa della gestione dei risparmi. 
L'atteggiamento posto in essere dal lavoratore ha inevitabilmente incrinato il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. 
Corte di Cassazione sentenza n. 57 del 2014

24. Reato di danneggiamento (art. 635 c. p.)
Una delle cose più antipatiche che possa capitare e' quella di accorgersi che la carrozzeria dell'auto sia stata rigata da qualche teppista con le chiavi o con un chiodo. 
C'è poco da fare la carrozzeria e' rovinata e ci si vede costretti a rivolgersi ad un carrozziere per riverniciare la carrozzeria sostenendo notevoli costi. 
Il teppista però se viene sorpreso risponderà per il reato di danneggiamento, con l'applicazione dell'aggravante dell'esposizione del mezzo alla pubblica fede, ed, inoltre, sarà anche tenuto a risarcire i danni. 
Va precisato che se l'automobile è custodita in un parcheggio privato, dotato ad esempio di telecamere, il teppista risponderà solo del reato di danneggiamento senza l'applicazione dell'aggravante. 
Il reato di danneggiamento si configura tutte le volte in cui il danno venga prodotto su una cosa mobile o immobile altrui, anche in maniera parziale. 
Tribunale di  Trento sentenza n. 594 del 2014

25. Rifiuto di atti di ufficio. 
Ci si augura sempre di godere di ottima salute e di non dover fare i conti con lunghi ricoveri presso ospedali o cliniche. 
In alcuni casi può accadere che proprio nelle strutture dove si dovrebbe ottenere l'assistenza necessaria si può andare incontro a delle trascuratezze da parte del personale medico o paramedico. 
Nella vicenda affrontata dalla Cassazione un medico anestesista e' stato condannato ai sensi di cui all'art. 328 c. p. ( rifiuto di atti di ufficio)perché dopo aver prestato assistenza ad un intervento chirurgico si allontanava subito dopo l'esecuzione senza aspettare il regolare risveglio del paziente. 
Il paziente veniva monitorato solo dalle infermiere mentre il medico si allontanava per circa 40 minuti rendendosi irreperibile ed irraggiungibile. 
Il paziente aveva avuto delle complicanze respiratorie e il medico era stato contattato invano sia da altri medici che dal centralino dell'ospedale. 
Corte di Cassazione sentenza n. 38354 del 18 settembre 2014

26. Compenso per la prestazione sessuale della prostituta. 
Con questa pronuncia il Tribunale di Roma ha fatto una precisazione non di poco conto. 
La domanda e' questa: la prostituta risponde di estorsione se minaccia il cliente che nega il pagamento?
La risposta e' no perché il pagamento che la prostituta pattuisce prima con il cliente, in cambio della prestazione sessuale, non può considerarsi ingiusto profitto perché tra le prestazioni contrarie al buon costume (ai sensi dell'art. 2035 cc) non può essere ricompreso l'esercizio della prostituzione. 
Infatti, la prostituzione e' non solo una attività grandemente diffusa nella collettività ma è anche consentita dall'ordinamento giuridico. 
La vicenda giudiziaria si era svolta in questi termini: un uomo aveva sostenuto di essere stato minacciato da una donna che aveva semplicemente aiutato in strada; l'uomo riferiva che la donna  gli chiedeva il pagamento di 100 euro per una prestazione sessuale mai avvenuta. Dalle risultanze processuali però il racconto dell'uomo veniva screditato, quindi, si è sostenuto che la donna dedita alla prostituzione non poteva rispondere del reato di estorsione perché l'uomo aveva beneficiato di un unilaterale arricchimento, utilizzando il tempo e le prestazioni sessuali della donna; di conseguenza il profitto della donna non poteva considerarsi illegittimo ma poteva essere legittimamente preteso dalla stessa purché non in modo violento o minaccioso. 
Tribunale di Roma sentenza del 7 maggio 2014

27. Condominio
Con questa pronuncia i giudici di Piazza Cavour hanno precisato che deve considerarsi valida la deliberazione dell'incarico dell'amministratore di condominio anche se dello stesso venga indicato solo il cognome. 
Nel caso in argomento una condomino riteneva illegittima la delibera di nomina delI'amministratore perché veniva indicato solo il cognome senza altri riferimenti al nome di battesimo o ad altri dati anagrafici. 
La Corte di Cassazione ha però rigettato il ricorso ricordando che le norme del codice civile, afferenti la nomina dell'amministratore di condominio, non prevedono che nella delibera debbano essere rispettati determinati requisiti per identificare l'amministratore quindi la sola indicazione del cognome non ha pregiudicato l'individuazione della persona nominata. 
Corte di Cassazione sentenza n. 22685 del 24 ottobre 2014. 

28. Ingiuria
Avere facoltà di parola non significa poter sempre dire tutto ciò che ci passa per la testa, spesso l'uso di alcune parole può determinare conseguenze penali commettendo ad esempio il reato di ingiuria
E' opportuno ricordare che l'elemento caratterizzante del reato di ingiuria è che la condotta offensiva deve essere posta in essere in presenza della persona cui è indirizzata, mentre nel reato di diffamazione l'offesa della reputazione viene compiuta in assenza della persona offesa e comunicando con più persone (almeno due). 
Bene in questa vicenda giudiziaria un uomo e' stato assolto dal delitto di cui all'art. 594 c. p. perché rivolgendosi ad un'altra persona proferiva la seguente frase: "poi per te ci penso io, sei una cosa inutile“. 
L'uomo era stato assolto ritenendo sussistente la causa di giustificazione di cui all'art. 599, secondo comma, c. p. dello stesso avviso sono stati i giudici della Cassazione. 
Corte di Cassazione sentenza n. 47043 del 13 novembre 2014

29. Adottabilita' del minore. 
Come dice un vecchio adagio" la mamma e' sempre la mamma". 
Purtroppo però in alcune vicende familiari i genitori naturali non sono propriamente adatti a consentire uno sviluppo psicofisico del minore sereno ed equilibrato; proprio in questi casi può essere dichiarato lo stato di adottabilita' del minore. 
Nel caso di specie la madre nutriva un sincero affetto verso la figlia  ma questo non è bastato per superare la sua incapacità genitoriale dettata dalla sua dedizione all'alcool ma soprattutto limitanti sono state le condizioni psichiche della madre realmente gravi e complesse. 
La minore era stata riconosciuta solo dalla madre ma i gravi problemi psicologici della stessa avrebbero influenzato negativamente il benessere psicofisico della minore producendo danni gravi ed irreversibili. 
Corte di Cassazione sentenza n. 19006 del 10 settembre 2014

30. Condizionatore sul lastrico solare. 
Vivere in un condominio non è sempre così semplice soprattutto se si ha a che fare con condomini polemici o che prendono iniziative non autorizzate. 
Ma non sempre le iniziative individuali di un condomino pregiudicano i diritti degli altri; così ad esempio la Cassazione ha stabilito che non si configura lo "spoglio nel compossesso"se un condomino decide di impiantare un condizionatore apponendo parte dell'impianto (unità esterni e vari cavi) sull'aria del lastrico solare condominiale; di conseguenza non può esserne disposta la rimozione se viene provato che l'iniziativa del singolo condomino non abbia leso il diritto all'uso comune da parte degli altri comproprietari. 
Corte di Cassazione sentenza n. 10968 del 19 maggio 2014


31. I cartelli stradali, indicanti i limiti di velocità, vanno posti su entrambi i lati della strada. 
Quando ci si mette alla guida di un mezzo bisogna  ricordare sempre di rispettare i limiti di velocità sia per questioni di sicurezza ma anche per evitare di dover poi pagare multe salate per aver superato i suddetti limiti. 
Una volta ricevuta la multa e' però possibile proporre un ricorso, avverso il verbale di contestazione, se vi sono i presupposti necessari per un probabile accoglimento. 
In particolar modo una sentenza emessa del Giudice di Pace di Venezia ha stabilito che : se la carreggiata stradale è a due o più corsie, il cartello indicante il limite di velocità deve essere visibile anche agli automobilisti che si trovano nella parte sinistra della strada e non soltanto a destra. 
Nel caso in oggetto e' stato accolto il ricorso di un automobilista la cui difesa deduceva che il cartello stradale indicante la velocità era posizionato solo su un lato della strada e non anche nel senso opposto. 
Giudice di Pace di Venezia sentenza n. 892 del 2014


32. Mantenimento figli. 
Come detto tante volte il genitore obbligato al mantenimento e' tenuto sempre a versare l'assegno in favore dei figli e deve attenersi a quelli che sono i provvedimenti del giudice emessi in sede di separazione. 
Questo significa che deve versare la somma indicata dal giudice e non una somma minore, quindi, non può arbitrariamente ridurre l'importo dell'assegno. 
Di conseguenza, il padre che si comporta in questo modo risponderà penalmente del reato di cui all'art. 570 c. p. ( violazione degli obblighi di assistenza familiare). 
Nella vicenda in questione un uomo versava, in favore dei figli, la somma di 200 euro anziché 350 euro così come aveva previsto il giudice; l'uomo aveva giustificato il gesto lamentando difficoltà economiche ma questo non è bastato per evitargli la condanna. 
La condanna per il reato suddetto può venire meno solo se il soggetto obbligato si trovi in un reale stato di indigenza oppure non possa far fronte agli obblighi economici a causa di motivi di salute che gli impediscano di lavorare. 
Corte di Cassazione sentenza n. 1788 del 16 gennaio 2015. 

La fine di un matrimonio può dipendere da una serie di fattore ad es. l'infedeltà coniugale, il vizio del gioco d'azzardo, l'alcolismo e tante altre. 
Una di queste cause, se ampiamente provate, possono determinare l'addebito della separazione in capo all'altro coniuge. 
Con una sentenza di ieri la Cassazione ricorda che l'addebito della separazione può essere chiesto anche quando il coniuge e' prevaricatore cioè quando pone in essere atteggiamenti di prepotenza con ripetuti attacchi di ira, offese che limitano o annullano l'opinione dell'altro coniuge. 
Non è la prima volta che la Cassazione si esprime in tal senso già nel gennaio 2014( sentenza n. 2086 del 30 gennaio 2014) gli ermellini avevano confermato l'addebito della separazione al marito dispotico. 
In nessun modo, secondo la Corte, può essere giustificato un atteggiamento aggressivo a cui, nella fattispecie, si è aggiunta anche l'infedeltà del marito. 
In questo caso non si tratta di semplici peculiarità caratteriali di uno dei coniugi  ma di un vero e proprio comportamento del marito diretto a imporre i propri principi e la propria mentalità alla moglie. 
Corte di Cassazione sentenza n. 753 del 19 gennaio 2015

34. Revoca della donazione per ingratitudine. 
Prima di entrare nel merito della pronuncia va ricordato che : la donazione è un vero e proprio contratto, con il quale un soggetto( donante)  arricchisce un altro soggetto(donatario) a titolo gratuito, cioè senza chiedere niente in cambio. 
Con questa pronuncia il Tribunale di Cassino precisa che : se viene meno l'onere del donatario di assolvere all'assistenza morale e materiale del donante questo non può essere un buon motivo per chiedere la risoluzione per inadempimento salvo che questo motivo non sia indicato nel contratto. 
Inoltre, non può essere chiesta la revoca per ingratitudine perché la mancanza di assistenza non può configurarsi come ingiuria grave. 
NOTA: Art. 782 c. c. 
La donazione deve essere fatta per atto pubblico sotto pena di nullità . 
Se ha per oggetto cose mobili essa non è valida che per quelle specificate con indicazione del loro valore nell'atto medesimo della donazione, ovvero in una nota a parte sottoscritta dal donante, dal donatario e dal notaio. 
L'accettazione può essere fatta nell'atto stesso o con atto pubblico posteriore. 
 In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l'atto di accettazione è notificato al donante. 
Prima che la donazione sia perfetta, tanto il donante quanto il donatario possono revocare la loro dichiarazione. 
Tribunale di Cassino sentenza n. 717 del 3 luglio 2014

35. Concorso nel reato. 
Come diceva Oscar Wilde “La società spesso perdona il criminale ma non perdona mai il sognatore. ” 
In realtà Wilde non aveva tutti i torti ma ci sono anche casi in cui il criminale può anche non essere punito se la sua partecipazione nella commissione di un reato sia assolutamente irrilevante. 
Va infatti precisato che : perché possa parlarsi di concorso nel reato e' necessario che l'agente dia un contributo partecipativo, morale o materiale, alla condotta criminosa altrui. 
Diversamente non può parlarsi di concorso ma di semplice connivenza peraltro non punibile. 
Logica conseguenza e' che nei casi di illecita detenzione di stupefacente non potrà ravvisarsi l'ipotesi del concorso nel reato tutte le volte in cui il soggetto, dal punto di vista causale, mantenga un comportamento passivo irrilevante con riferimento alla realizzazione della condotta criminosa altrui. 
Corte di Cassazione sentenza n. 1859 del 15 gennaio 2015

36. Attenti al cane
Come dice un vecchio proverbio "il cane e' il miglior amico dell'uomo" ma in alcune ipotesi l'animale domestico, piccolo o grande che sia, può cagionare danni a terze persone. 
La responsabilità di questi danni e' da attribuire al proprietario 
"dell'amico peloso "che rischia una condanna per omissione di adeguata custodia di animale. 
Nel caso in argomento un cane aggrediva un ciclista e con un morso creava al malcapitato lesioni personali guaribili in 3 giorni. 
La Cassazione ha quindi confermato la condanna( ai sensi dell'art. 590 c. p. e 672 c. p. ) emessa sia dal Giudice di Pace che dal Tribunale di Messina; il proprietario del cane e' stato quindi condannato per aver omesso di custodire diligentemente l'animale sprovvisto di museruola. 
Corte di Cassazione sentenza n. 53138 del 22 dicembre 2014

37. Tribunale di Taranto: migliorie del fondo. 
Di particolare interesse e' questa sentenza del Tribunale di Taranto con cui è stato riconosciuto il risarcimento del danno al proprietario di un fondo(dove conduceva una azienda agricola) il quale non ha potuto effettuare delle migliorie sul proprio fondo a causa di un palo della Telecom. 
In pratica la compagnia telefonica nonostante le richieste avanzate dall'imprenditore non aveva provveduto a spostare un palo che insisteva sul fondo, di conseguenza per un anno non è stato prodotto il pomodorino da mensa del tipo «ciliegino siciliano» perché la presenza del palo non ha dato la possibilità di creare una serra. per non aver spostato un proprio «palo» ritardando così la realizzazione di una serra 
Tribunale di Taranto sentenza n. 2577 del 20 agosto del 2014

38. Sanzioni al magistrato-lumaca. 
Una delle cause, che determinano la lentezza della "macchina giudiziaria", e' riconducibile alla lentezza dei magistrati che depositano in ritardo i provvedimenti. 
Ma non sempre la colpa può essere ricondotta al magistrato soprattutto quando la lentezza, nel deposito delle sentenze, sia dovuta a " vuoti di organico". 
Di conseguenza può configurarsi una responsabilità disciplinare del magistrato solo quando la lentezza sia diretta conseguenza della sua mancanza di diligenza anche nelle scelte organizzative. 
Dunque bisogna valutare i tempi che il magistrato aveva a disposizione per il compimento degli atti ma vanno valutate anche le condizioni e la modalità di lavoro. 
Corte di Cassazione sentenza n. 470 del 14 gennaio 2015

39. Foglio di via e prostituzione. 
Questo è un principio ormai consolidato ma ricordarlo può sempre tornare utile. 
Non può essere emesso il "foglio di via" nei confronti di chi esercita la prostituzione perché la prostituzione non è una attività rientrante tra quelle socialmente pericolose. 
Questo e' quanto affermato da una recente sentenza della Cassazione ma anche con un'altra pronuncia( Corte di Cassazione sentenza n. 38701 del 23 settembre 2014 )e' stato chiarito che deve considerarsi illegittimo il provvedimento di rimpatrio con "foglio di via obbligatoria" adottato  dal Questore sull'erroneo presupposto che l'attività della prostituzione rientri tra quelle socialmente pericolose. 
In merito a questo argomento voglio ricordare anche un'altra sentenza emessa  dal Tribunale di Forlì, nella persona del G. O. T. avv. Sonia Serafini, nel febbraio 2014, con cui veniva revocato il foglio di via ad una prostituta in considerazione del fatto che  la prostituzione è una scelta di vita individuale e privata e "non assurge a pericolo in sé, salvo che non risulti oggettivamente e sicuramente dimostrato nel caso concreto motivo di allarme per la salute, per la moralità dei minori e per gli altri valori protetti dalla norma". 
Questa notizia e' riportata in un mio articolo pubblicato su Studio Cataldi. 
Corte di Cassazione sentenza n. 302 del 2015

Tra le varie cause di licenziamento vi è anche quella che prevede "l'abuso dell'auto aziendale". Ma vediamo meglio di cosa si tratta; in buona sostanza secondo questa pronuncia della Cassazione se il lavoratore, durante il periodo di sospensione dal lavoro per malattia, utilizza in modo abnorme e anche per lunghi tratti l'auto aziendale , impedendo inevitabilmente i controlli del datore di lavoro, può configurarsi giusta causa di licenziamento perché con la suddetta condotta il lavoratore non rispetta gli obblighi di buona fede e correttezza contrattuali. 
Corte di Cassazione sentenza n. 344 del 13 gennaio 2015


41. Consulenza tecnica preventiva. 
Per chiarezza espositiva va detto che: la consulenza tecnica preventiva nota anche come Accertamento Tecnico Preventivo (ATP) ai sensi dell'art. 696-bis c. p. c. è 
una procedura attraverso cui si raccolgono tutti gli elementi tecnici per definire una controversia, cercando di trovare un punto d'incontro con le controparti, evitando di radicare la lite in Tribunale dovendo sopportare ulteriori costi. 
Bene secondo una ordinanza del Tribunale di Roma nel caso in cui la consulenza tecnica preventiva non produca effetti positivi ciò non toglie l'obbligo di tentare anche la mediazione, davanti all'organismo di mediazione, nelle cause in cui quest'ultima è obbligatoria. 
Tribunale di Roma ordinanza del 16 dicembre 2014

42. Tesi di laurea. 
Chi non ha mai copiato, almeno una volta, il compito del proprio compagno di scuola? Sicuramente copiare non è mai una grande idea non solo perché si dimostra poca originalità ma anche perché spesso, se non si presta attenzione, si può essere facilmente scoperti. 
Ha quindi commesso un passo falso lo studente universitario che ha fatto un copia ed incolla di un lavoro originale per scrivere la sua tesi. 
La tesi deve dunque considerarsi illegittima e deve essere distrutta e anche se non è stata pubblicata può scattare l'obbligo al risarcimento del danno. 
Corte di Cassazione sentenza n. 1984 del 2015

43. Furto sul luogo di lavoro. 
Sin da piccoli siamo stati abituati a sentirci dire che le cose degli altri non si toccano e lo dice anche il settimo comandamento : "non rubare" ma non tutti rispettano le regole. 
Va precisato che il furto  consumato all'interno di un luogo di lavoro non può considerarsi furto semplice ma deve applicarsi l'ipotesi più grave del furto in abitazione. 
Nella vicenda in questione un uomo si introduceva nel cantiere di una società , mentre erano in corso lavori di ristrutturazione, con il solo scopo di sottrarre alcuni beni mobili. 
Corte di Cassazione sentenza n. 2768 del 21 gennaio 2015
NOTA: 
art. 624 bis c. p. - Furto in abitazione 
Chiunque si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, mediante introduzione in un edificio o in altro luogo destinato in tutto o in parte a privata dimora o nelle pertinenze di essa, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 309 a euro 1. 032. 
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi si impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sé o per altri, strappandola di mano o di dosso alla persona. 
La pena è della reclusione da tre a dieci anni e della multa da euro 206 a euro 1. 549 se il reato è aggravato da una o più delle circostanze previste nel primo comma dell'articolo 625 ovvero se ricorre una o più delle circostanze indicate all'articolo 61. 

44. Diritto di visita dei nonni. 
I nonni nella vita di un bambino sono fondamentali perché rappresentano  radici e tradizioni ma non sempre tutti i bambini possono vivere un rapporto sereno con i propri nonni. 
Infatti, nonostante il minore debba conservare rapporti significativi con i nonni gli stessi non godono di un diritto autonomo di visita. 
Sarà  necessario, in considerazione del singolo caso, valutare se il rapporto tra nipote e nonni sia concretamente attuabile al fine di consentire una crescita serena ed equilibrata del bambino. 
Diversamente, in caso di pregiudizio in danno del minore, deve essere tutelato il diritto del bambino ad una vita tranquilla. 
Corte di Cassazione sentenza 752 del 19 gennaio 2015

45. La multa in italiano inflitta allo straniero. 
Con questa ordinanza la Cassazione precisa che deve considerarsi valido il verbale di contestazione elevato alla straniero anche se non tradotto in italiano. 
Non si verifica, dunque, alcun pregiudizio alle facoltà di difesa dello straniero se c'è la rinotifica dell'atto con la traduzione. In questo modo il contravventore, di origine straniera, ha  comunque potuto proporre l'opposizione esercitando il suo diritto di difesa. 
Corte di Cassazione ordinanza n. 709 del 16 gennaio 2015

Per poter chiedere l'addebito della separazione bisogna provare che l'altro coniuge abbia violato gli obblighi sottesi al matrimonio uno di questi e' l'obbligo alla fedeltà; con questa sentenza la Cassazione ha affrontato un caso alquanto singolare e cioè la moglie chiedeva l'addebito nei confronti del marito perché assiduo frequentatore di night-club ma le richieste della donna sono state disattese in quanto il marito aveva dimostrato di averla colta in flagrante mentre lo tradiva con altri uomini. 
Ad avviso degli Ermellini la circostanza che l'uomo frequentasse i night- club non poteva considerarsi causa di addebito perché la donna non aveva comunque provato in maniera certa che lo stesso avesse avuto comportamenti contrari agli obblighi derivanti dal matrimonio” ne' era emerso che lo stesso avesse violato gli obblighi di mantenimento della famiglia durante la vita coniugale. 
Corte di Cassazione sentenza n. 742 del 19 gennaio 2015


47. Parole offensive in campo militare. 
Mentre normalmente bisogna stare attenti a ciò che si dice, evitando di proferire parole sconvenienti ed offensive nei confronti di terze persone, in ambiente militare queste licenze sono consentite. 
In una ipotesi normale se una persona offende l'altra compie il reato di ingiuria ma ciò non si verifica in un ambiente come una caserma . 
Nel caso di specie un Capitano dell'Esercito Italiano aveva rimproverato in maniera brusca, utilizzando frasi molto forti, un caporal maggiore, per altro alla presenza di altri militari. 
Bene un simile atteggiamento e' stato ritenuto legittimo, senza neppure l'applicazione di qualche scriminante, perché conforme ai compiti dell'ufficiale di grado superiore che è tenuto a far osservare la disciplina e la scala gerarchica. 
Corte di Cassazione sentenza n. 52166 del 16 dicembre 2014 

48. Obblighi della guardia medica. 
La salute e' sicuramente la cosa più importante in assoluto e ci si rende conto di ciò proprio quando si sta male e si ha bisogno di aiuto. 
Così spesso i primi soccorsi che si chiamano sono la guardia medica o il 118. 
Ma quali sono gli obblighi della guardia medica?
Bene con questa sentenza la Cassazione ha stabilito che non c'è nessuno obbligo per la guardia medica, che venga contattata telefonicamente, di chiamare personalmente il 118 o di recarsi al domicilio della persona che sta male. 
La Cassazione ha infatti annullato senza rinvio la condanna a quattro mesi di reclusione inflitta, dalla Corte di Appello di Reggio Calabria, ad una guardia medica. 
Secondo i Giudici di Piazza Cavour la guardia medica non ha il compito di  assicurare il servizio di eventuale ospedalizzazione dei pazienti ma soprattutto non rientra nei compiti della guardia medica fare da "stimolatore per le vie brevi del servizio 118”. 
Nel caso in questione la paziente abitava a pochi chilometri dall'ospedale, quindi, poteva essere trasportata, in pochi minuti, a bordo di una vettura, inoltre, il fatto che la guardia medica non avesse effettuato la visita domiciliare non poteva considerarsi una omissione perché la stessa avrebbe costituito solo una ulteriore perdita di tempo in considerazione della necessità di ricovero della paziente. 
 Corte di Cassazione sentenza n . 226 del 2015

49. Revoca della lista testi. 
La lista testi della difesa deve considerarsi legittimamente revocata se non sia stata fatta la citazione dei testi nell'udienza programmata per il loro esame. 
Il difensore, dunque, decade dalla prova e non può appellarsi alla violazione di principi quali il giusto processo( art. 111 Cost. ) o l'art. 6 Cedu( diritto ad un equo processo). 
Corte di Cassazione sentenza n. 2324 del 19 gennaio 2015
Sempre in merito alla lista testimoniale si segnala quest'altra sentenza secondo cui 
la lista testimoniale presentata dal difensore dell'imputato non può essere revocata senza una adeguata motivazione; in buona sostanza il giudice deve indicare i motivi circa la "superfluità " delle prove. 
Se manca la motivazione si violano i diritti difensivi e il principio di «parità della armi» con l'accusa, così come previsto dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo. 
Corte di Cassazione sentenza n. 15463 del 7 aprile 2014


50. Responsabilità medica. 
Come diceva Arthur Schopenhauer: " La salute non è tutto ma senza salute tutto è niente". 
Ed è proprio così se non si è in salute non si può muovere il proprio mondo e tutto sembra fermarsi in attesa della ripresa e di un nuovo sole nel cielo. 
Quando si sta davvero male si può andare incontro a degli interventi chirurgici ma prima di sottoporsi ad un intervento e' necessario prestare il c. d. "consenso informato" cioè' una forma di autorizzazione del paziente a ricevere un qualunque trattamento sanitario previa la necessaria informazione sul caso da parte del medico. 
Perché il consenso informato prestato dal paziente sia valido e' necessario che l'informazione sia corretta e completa. 
L'informazione non deve essere considerata semplicemente un dovere relativo alla buona fede nella formazione del contratto ma è prima di tutto l'elemento imprenscindibile per la validità del consenso stesso in quanto è sottesa la protezione del paziente con rilievo costituzionale. 
Nel caso in questione i giudici di merito avevano ritenuto erroneamente che i medici non sono tenuti ad informare il paziente sul rischio morte se la percentuale statistica di mortalità e' dell' 1% perché assimilabile al caso fortuito
Corte di Cassazione sentenza n. 19731 del 19 settembre 2014

Questa storia giudiziaria e' davvero particolare. 
Il povero protagonista e' un signore anziano che in seguito ad una spinta, per mano del marito della nipote, cadeva a terra procurandosi la frattura del femore. 
Dopo un lungo ricovero l'uomo e' morto per la c. d. "sindrome da allettamento". 
Sono state quindi confermatele le accuse di omicidio preterintenzionale perché deve ravvisarsi un collegamento tra la condotta violenta dell'uomo(che ha spinto l'anziano) e la frattura del femore che ha poi determinato la morte. 
Corte di Cassazione sentenza n. 2772 del 21 gennaio 2015

  52. Il soppalco deve essere calcolato per poter usufruire delle agevolazioni fiscali?
Con questa sentenza la Commissione Tributaria di Roma ha chiarito che se il "soppalco" e' privo di agibilità quindi non abitabile il suo spazio non può essere calcolato in quella che è la metratura di un immobile di lusso. 
Se l'immobile supera i 240 metri quadrati deve considerarsi immobile di lusso diversamente il proprietario di un immobile "prima casa" ha diritto alle agevolazioni fiscali se l'immobile rientra nella suddetta metratura anche calcolando il soppalco purché lo stesso non sia abitabile. 
Per completezza di ragionamento va ricordato che il D. M. 2 agosto 1969 definisce le caratteristiche per individuare le abitazioni di lusso che sono escluse dall'agevolazione prima casa. 
Tra queste si considerano case di lusso anche le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a 240 m² (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine). 
Commissione Tributaria Roma sentenza n.  6721 del 2014


53. Fumi della canna fumaria. 
Quando venga provato  che le immissioni di fumo, rumore e odori, provenienti dal vicino, sono intollerabili, allora si può agire in giudizio affinché il giudice ordini la cessazione delle stesse e condanni il responsabile al risarcimento dei danni causati. 
Nel caso di immissioni provenienti dalla canna fumaria del vicino il risarcimento non può essere chiesto se le immissioni sono sporadiche. 
Per ottenere un risarcimento bisogna provare sia l'intollerabilità delle immissioni( quindi continue immissioni non certamente esalazioni sporadiche) ed, inoltre, bisogna provare l'esistenza di lesioni fisiche o psichiche a carico del confinante. 
 Corte di Cassazione ordinanza n. 4093 del 20. 01. 2014. 

54. Impianto di riscaldamento rumoroso. 
Si può chiedere il risarcimento per immissioni rumorose anche nel caso in cui le stesse derivino dall'impianto di riscaldamento purché le immissioni di rumore superino la normale tollerabilità anche se l'impianto è a norma. 
Le richieste di risarcimento possono riguardare sia il risarcimento del danno patrimoniale, per via della perdita di valore dell'immobile, sia il danno non patrimoniale al diritto alla salute  compromesso dall'immissione rumorosa. 
Corte di Cassazione sentenza  n. 23283 del 31 ottobre 2014. 

55. Licenziamento del dipendente. 
Il lavoratore che venga licenziato illegittimamente può chiedere il risarcimento del danno. 
Il risarcimento del suddetto danno non può essere ridotto se il lavoratore abbia rifiutato un altro lavoro che prevede condizioni deteriori rispetto a quelle per cui è stato assunto. 
Il risarcimento del danno può essere ridotto solo nell'ipotesi in cui il dipendente abbia percepito altri compensi oppure abbia posto in essere un comportamento colposo tale da non impedire o ridurre il danno. 
 Corte di Cassazione sentenza n. 1410 del 4 giugno 2013. 

56. Licenziamento e sentenza di patteggiamento. 
Secondo questa pronuncia della Corte di Cassazione deve considerarsi legittimo il licenziamento del lavoratore che abbia patteggiato la pena. 
In buona sostanza, la sentenza di patteggiamento ha valore indiziario circa i fatti addebitati al lavoratore anche a livello di responsabilità disciplinare. 
Va ricordato che la sentenza di patteggiamento, non ha le caratteristiche proprie di una sentenza di condanna perché manca quella  piena valutazione dei fatti e delle prove che costituisce nel giudizio ordinario la premessa necessaria per l'applicazione della pena. 
In conclusione, la sentenza emessa all'esito della procedura di applicazione della pena su richiesta delle parti, ex artt. 444 e ss. c. p. p. , non ha natura di sentenza di condanna; il giudice infatti non compie un approfondito accertamento della responsabilità dell'imputato. 
La scelta del patteggiamento e' una strategia difensiva che comporta la rinuncia a far valere le proprie difese potendo però usufruire di alcuni benefici come  quello della pena sospesa, della non applicazione delle pene accessorie, del mancato pagamento delle spese processuali e della estinzione della pena una volta che, senza commettere più delitti, siano passati cinque anni dalla sua applicazione se si tratta di delitti, e di due se si tratta di contravvenzioni. 
Corte di Cassazione sentenza n. 1024 del 21 gennaio 2015


57. Risarcimento per carburante inquinato. 
Con questa sentenza il Tribunale di Genova ha riconosciuto il risarcimento ad un automobilista che aveva avuto dei danni alla propria autovettura a causa del carburante inquinato finito nel serbatoio. 
Ovviamente per poter ottenere il risarcimento e' necessario provare in maniera convincente il proprio assunto difensivo quindi non basta dire che il carburante e' inquinato ma bisogna provare il nesso di causalità, ad esempio attraverso una perizia,  tra il prodotto difettoso ed il danno subito dal veicolo. 
Tribunale di Genova sentenza n. 2335 del 2014

In questa storia giudiziaria l'addebito della separazione a carico del marito è stato provato attraverso le dichiarazioni rilasciate dal figlio della coppia che in sede di giudizio, davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere,  aveva  dichiarato di essere a conoscenza della relazione extraconiugale del padre con un'altra donna. 
La storia giungeva sino in Cassazione dove veniva riconfermato l'addebito a carico del marito anche in considerazione delle dichiarazioni rilasciate dal figlio che raccontava che l'unico fattore che aveva determinato la crisi tra i genitori era stata la relazione extramatrimoniale del padre e il suo abbandono della casa coniugale. 
Corte di Cassazione sentenza n.  2312 del 31. 01. 2013. 

(28/01/2015 - Briciole di diritto)
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