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Agevolazioni fiscali: tutti i modi per risparmiare sulle imposte con le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015

Una guida su esenzioni, deduzioni, detrazioni e crediti di imposta per diminuire in modo consapevole il proprio carico fiscale alla luce delle novità introdotte dalla Legge di stabilità 2015
Danna che bacia un salvadanaio
Per poter risparmiare sulle imposte è sempre bene restare aggiornati in materia di agevolazioni fiscali; ecco una breve guida su esenzioni, deduzioni, detrazioni e crediti di imposta per diminuire in modo consapevole il proprio carico fiscale alla luce delle principali novità introdotte dalla L. 190/2014, c.d. Legge di Stabilità 2015.

- Esenzioni: con esenzione fiscale si intende l'esonero, per il contribuente, dal pagamento di una determinata imposta, ovvero la mancata imposizione fiscale rispetto a certi beni. In proposito, per il momento, è da segnalare una reformatio in peius rispetto al bollo auto. Per effetto della Legge di Stabilità, infatti, dal 1 gennaio 2015, anche gli autoveicoli e motoveicoli ultraventennali di particolare interesse storico e collezionistico sono soggetti al pagamento del bollo mentre continuano a rimanere esenti i veicoli ultratrentennali. Buone notizie invece rispetto ai buoni pasto aziendali: dal 1 luglio 2015, l'importo esente da tassazione aumenterà dagli attuali 5,29 euro a 7 euro.

- Deduzioni: per effetto delle deduzioni, la base imponibile viene ridotta rispetto al reddito complessivo generando un risparmio di imposta. Tra gli oneri che è possibile sottrarre all'ammontare del reddito rientrano, ad esempio, i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori e quelli integrativi; le erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose, ONLUS, Università, enti di ricerca, enti parco, fondazioni e associazioni di ricerca scientifica; le spese mediche e quelle di assistenza specifica per i soggetti disabili; gli assegni periodici al coniuge e gli assegni familiari stabiliti dal giudice. Le principali novità introdotte dalla Legge di stabilità riguardano imprese e professionisti per i quali è prevista l'integrale deducibilità dall'IRAP del costo sostenuto per il lavoro a tempo indeterminato eccedente le precedenti deduzioni e l'estensione della deduzione del costo del lavoro stesso anche ai produttori agricoli soggetti ad IRAP e alle società agricole.

- Detrazioni: le detrazioni operano direttamente sull'imposta, attenuando l'imposizione fiscale per effetto della riduzione dell'imposta stessa. Le detrazioni previste dal d.p.r. 917/86, c.d. T.U. delle imposte sui redditi, riguardano i carichi di famiglia e altri oneri, tra i cui: spese sanitarie e veterinarie (prestazioni mediche, farmaci, protesi); spese funebri; spese l'istruzione secondaria e universitaria; spese per assicurazioni vita o infortuni; interessi passivi su mutui ipotecari per l'acquisto o la costruzione dell'abitazione principale; canoni di locazione sull'abitazione principale. Continuano anche per tutto il 2015 le detrazioni previste per le spese di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica degli edifici, pari al 65%, estese altresì ex art. 47 L. 190/2014, agli interventi sulle parti comuni dei condomini, all'acquisto e alla posa in opera di schermature solari, impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili e interventi antisismici. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio effettuati tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2015 sono detraibili al 50%; il periodo entro cui cedere o assegnare un immobili ristrutturati è stato aumentato, per effetto della Legge di Stabilità, da sei a diciotto mesi; pertanto, il contribuente potrà beneficiare della detrazione IRPEF del 50% fino al 31 dicembre 2015 o del 36% a partire dal 1 gennaio 2016. La proroga fino a fine anno della detrazione IRPEF al 50% riguarda pure l'acquisto di mobili finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione nonché di grandi elettrodomestici rientranti nella categoria A+. Per contro, la percentuale ritenuta dagli istituti di credito e dagli uffici postali in sede di accreditamento dei bonifici, per spese che l'ordinante intende detrarre per interventi di recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico, aumenta del doppio passando dal 4% all'8%. Infine, viene introdotta la possibilità di detrarre i versamenti liberali effettuati in favore di partiti o movimenti politici mentre l'importo massimo sul quale effettuare la detrazione del 26% in caso di erogazioni liberali in favore di ONLUS viene portato da 2.065 euro a 30.000 euro annui, adeguando allo stesso importo anche la deducibilità ai fini IRES.

- Credito d'imposta: la pretesa patrimoniale vantata nei confronti dell'erario, a seconda della sua natura, può essere fatta valere in sede di compensazione, a titolo di rimborso, ovvero per diminuire le imposte. Per tutte le imprese che effettuano investimenti nella ricerca e nello sviluppo, senza riguardo per la forma giuridica adottata, il settore economico di attività e il regime contabile, ai sensi del'art. 35 della L. 190/2014, "è attribuito un credito d'imposta nella misura del 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015". Mentre vengono incluse tutte le imprese e non più solo quelle con fatturato inferiore ai 500 milioni di euro, con il passaggio dal 50% al 25% delle spese, l'importo del credito viene dimezzato ma il tetto massimo del credito stesso viene raddoppiato a 5 miliardi di euro. Rispetto all'IRAP, è da segnalare che tutti le imprese e i professionisti privi di dipendenti vanteranno un credito pari al 10% dell'imposta lorda liquidata in dichiarazione annuale, da utilizzare in compensazione per il 2016. A fronte dell'aumento della tassazione dall'11% al 20% sui fondi pensione e al 26% sulle casse previdenziali professionali, sarà possibile un credito d'imposta che riconduca l'aliquota, rispettivamente, all'11% e al 20% in caso di investimenti in economia reale. Le fondazioni e gli enti non commerciali che, da un lato, vedono salire la quota imponibile sugli utili distribuiti dal 5% al 77,74%, con efficacia retroattiva al 1 gennaio 2014, dall'altro, beneficiano di un credito d'imposta, pari alla maggiore imposta dovuta, fruibile dal 2016.
Laura Bazzan
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(13/01/2015 - Avv. Laura Bazzan)
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