Legge di stabilità 2015: Tutte le novità della manovra finanziaria in vigore dal 1° gennaio. In allegato il testo della legge 190/2014

L'aula di Montecitorio ha licenziato il testo senza alcuna modifica rispetto a quello inviato dal Senato il 20 dicembre
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di Marina Crisafi La legge di stabilità è stata approvata. Dopo un iter tormentato e non certo rapido il testo della manovra finanziaria di 32 miliardi di euro destinata “a far crescere il Paese” partorito dal Consiglio dei Ministri il 15 ottobre scorso, ha superato il rush finale alla Camera (con 307 voti a favore e 116 contrari).

Un passaggio quasi di “routine” quello dell'aula di Montecitorio, dati i tempi ristretti per l'ok alla legge, che, nonostante l'esame dei 130 emendamenti da parte della Commissione Bilancio, ha licenziato il testo senza alcuna modifica rispetto a quello inviato dal Senato il 20 dicembre dopo la fiducia al maxiemendamento sostitutivo del Governo tra le forti polemiche e i dissensi dell'opposizione.

Oggetto di numerosi tagli e emendamenti, il provvedimento definitivamente approvato che si avvia alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, mantiene inalterato, almeno nei punti cardine, l'impianto originario di quella che è stata definita come la più grande manovra di riduzione delle tasse mai operata, destinata “a stimolare crescita economica e la creazione di posti di lavoro”, oltre ad aumentare l'affidabilità del Paese di fronte ai partner europei e ai mercati attraverso il miglioramento dei conti pubblici.

Una riduzione che però si affida molto ai risultati attesi dalla spending review (dopo la riduzione del deficit richiesta dalle osservazioni della Commissione Europea), dalle misure aggiuntive (tra cui la lotta alla corruzione) e che è condizionata dal giudizio di fine marzo da parte dell'Europa che dovrà dare il via libera alla reverse charge sull'Iva, senza la quale bisognerà ricorrere per le coperture delle manovre alle clausole di salvaguardia (l'aumento delle accise sulla benzina e dell'Iva al 25,5%) sulle accise che renderebbero vani i tagli praticati per le altre vie.

Ecco, di seguito, tutte le novità della manovra finanziaria che interesseranno famiglie, lavoratori, imprese, professionisti, fisco e P.A.:

 

FAMIGLIE

- Fondo famiglia

Il fondo è destinato a sostenere le famiglie più numerose. I 500 milioni di euro iniziali sono stati ridotti a favore delle risorse da destinare al fondo per le non autosufficienze e la SLA (che dovrebbe ammontare complessivamente a 400 milioni di euro) e a quello per la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti (circa 8 milioni).

100 milioni, infine, sono destinati allo sviluppo degli asili nido e dei servizi integrativi per l'infanzia.

 

- Bonus bebè e pannolini

Confermato il bonus bebè pari ad euro 960 all'anno per ogni figlio nato o adottato dall'1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2017, destinato alle mamme con redditi Isee non superiori a 25mila euro. L'importo raddoppia se l'indicatore rimane sotto i 7mila euro.

Arrivano anche i buoni c.d. pannolini, ossia un migliaio di euro per le mamme con almeno 4 figli e redditi inferiori a 8.500 euro annui per l'acquisto di beni e servizi per l'infanzia.

 

- Ecobonus

Proroga di un anno per il c.d. ecobonus, con sconti fiscali del 65% per la riqualificazione energetica degli immobili e del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Prorogato, altresì, per tutto il 2015, il bonus del 50% per l'acquisto di mobili e grandi elettrodomestici in abbinamento alle ristrutturazioni.

 

LAVORO

- Bonus 80 euro

Diventa strutturale il bonus di 80 euro in busta paga introdotto con il d.l. 66/2014 per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 26mila euro.

Il credito d'imposta, pari a 960 euro annui per redditi fino a 24mila euro è decrescente, fino ad azzerarsi al superamento dei 26mila euro.

Introdotta anche, in sede di esame a Montecitorio, l'incumulabilità del credito d'imposta con le agevolazioni concesse per il rientro dei “cervelli” in Italia.

 

- Pensioni

Tetto per le pensioni d'oro (pari all'80% dello stipendio sugli assegni futuri) per i lavoratori (medici, professori universitari, magistrati, ecc.) che rimanendo al lavoro, oltre i 65 anni, in assenza di correttivi avrebbero percepito pensioni maggiorate (110 e 120% dello stipendio) e cancellate le penalizzazioni per chi, avendo maturato l'anzianità contributiva al 31 dicembre 2017 ma non quella anagrafica (62 anni) decide di andare in pensione anticipata.

Più magre le pensioni integrative future a fronte dell'aumento dell'aliquota di tassazione, rispettivamente, dall'11,5% al 20% per i fondi pensione e dal 20% al 26% per le casse di previdenza.

Prevista la possibilità di usufruire, per contro, di un credito di imposta a patto che si investa in attività di carattere finanziario (a medio o a lungo termine), per come individuate con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze.

 

- Buoni pasto

In arrivo l'innalzamento della soglia di deducibilità dei buoni pasto che aumenta da 5,29 a 7 euro. Lo sconto di tassazione sui ticket elettronici partirà dall'1 luglio 2015.

 

- TFR in busta paga

Confermata la possibilità annunciata sin dall'inizio dell'anticipazione del TFR in busta paga. La misura, su base volontaria, sarà introdotta in via sperimentale a partire dall'1 marzo 2015 e fino al 30 giugno 2018.

Il regime fiscale sarà però a tassazione ordinaria e non più in base alla tassazione separata più favorevole, mentre verrà innalzata dall'11,5% al 17% l'aliquota di rivalutazione del trattamento di fine rapporto.

 

- Ammortizzatori sociali

Aumentata di 400 milioni di euro la dotazione del fondo per finanziare gli ammortizzatori sociali rispetto a quanto previsto inizialmente.

Una parte (100 milioni annui) verrà stanziata per i lavoratori socialmente utili.

 

- Province

Per i dipendenti delle province, in via di ricollocazione, sono garantiti due anni di stipendi.

La misura, una delle più controverse discusse al Senato, prevede che per i prossimi due anni i lavoratori vengano ricollocati in altri uffici di comuni e regioni, mentre dal 2017 scatterà la mobilità.

 

- Patronati

Dopo il ritocco alla Camera che aveva dimezzato i tagli ai patronati, il Senato ha ulteriormente ridotto il taglio delle risorse a 35 milioni di euro.

Per contro, fissati paletti per razionalizzare la presenza dei patronati sul territorio, con riduzioni pari ad un terzo.

 

IMPRESE E PROFESSIONISTI

- Taglio Irap e sgravi per autonomi e imprese senza dipendenti

Annunciata sin dall'inizio e confermata sino alla fine la misura che prevede zero contributi per il primo triennio delle nuove assunzioni a tempo indeterminato.

Previsti anche sgravi contributivi per i datori di lavoro che assumono dipendenti in mobilità (licenziati dalle aziende con meno di 15 dipendenti).

A ciò si aggiungono gli sgravi Irap (credito d'imposta del 10%) per autonomi e imprese senza dipendenti introdotti in sede di esame a Palazzo Madama a compensazione per i suddetti soggetti (che non avendo dipendenti non potrebbero dedurre il costo del lavoro) dell'aumento dell'aliquota Irap dal 3,5% al 3.9% previsto dalla manovra finanziaria.

 

- Partite Iva e regime dei minimi

Il nuovo regime dei minimi in arrivo dall'1 gennaio introduce un'imposta forfettaria del 15% e una semplificazione degli adempimenti (esonero dichiarazione e comunicazione annuale ai fini Iva, esclusione dall'applicazione dell'Irap e dagli studi di settore, ecc.).

Potranno accedervi tutti gli autonomi i cui ricavi varino da 15mila a 40mila euro, in base all'attività esercitata, le cui spese per prestazioni di lavoro non superino i 5mila euro, che non posseggano beni strumentali superiori al valore di 20mila euro e i cui redditi da lavoro dipendente (o pensione) eventualmente percepiti non siano prevalenti rispetto a quelli d'impresa e comunque non superiori a 20mila euro.

È possibile tuttavia mantenere fino alla naturale scadenza l'adesione agli altri regimi agevolati e optare per il regime ordinario se lo si reputa più conveniente.  

 

- Partecipate

Regole più stringenti per le società partecipate degli enti locali, delle camere di commercio, autorità portuali e università al fine di una razionalizzazione delle stesse in un'ottica di indispensabilità a fini istituzionali.

 

- Ricerca e sviluppo

Tutte le imprese beneficeranno del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo.

Raddoppiato il tetto massimo del credito (5 milioni di euro) e la durata è portata a 5 anni.

 

- Patent box

In arrivo il nuovo “patent box”, un regime opzionale di tassazione agevolata applicabile ai redditi che derivano dall'utilizzo e/o dalla cessione di marchi o brevetti.

 

- Sabatini-bis

Viene rifinanziata la c.d. legge Sabatini che contempla le agevolazioni per gli investimenti in beni strumentali d'impresa.

Sale contestualmente da 2,5 a 5 miliardi di euro il plafond costituito presso Cassa Depositi e prestiti, destinato alla concessione dei finanziamenti alle imprese che desiderano investire nel rinnovamento di macchinari e attrezzature.

 

FISCO E P.A.

- Scuola

Invariato il fondo per la “Buona scuola” che sin dall'inizio è stato previsto con una dotazione di un miliardo di euro, esteso, nel corso dell'esame della legge, non solo all'assunzione dei precari, ma anche alla formazione di docenti e dirigenti scolastici.

 

- Detrazioni finanziamenti ai partiti

Previsti sgravi fiscali per i contributi versati dai candidati ai partiti.

I finanziamenti infatti verranno considerati “erogazioni liberali” e dunque liberamente detraibili.

 

- Debiti P.A.

Prorogata di un anno la compensazione tra i debiti fiscali e i crediti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione.

 

- Comuni e Regioni

Inalterato il taglio di oltre 1 miliardo che però potrà essere parzialmente coperto dalle riduzioni degli investimenti (sia per le spese correnti che in conto capitale). Tra le agevolazioni, previsto l'allentamento del patto di stabilità interno e la rinegoziazione dei mutui.

Ai comuni che parteciperanno all'accertamento dell'evasione fiscale, inoltre, verrà riconosciuta una quota pari al 55% degli importi dei tributi statali riscossi.

 

- Wi-fi

Confermato il credito di imposta per il wi-fi negli alberghi, a patto che il servizio venga consentito in modo gratuito e con una velocità di connessione pari ad almeno 1 megabit al secondo.

 

- Tasse casa

In attesa del varo della c.d. “local tax” è stato congelato il tetto massimo del 2,5 per mille della Tasi (la tassa che grava sulla prima casa), evitando, almeno per il 2015, il pericolo di un aumento dell'aliquota fino al 6 per mille da parte dei Comuni.

 

- Canone Rai

Congelato anche il canone Rai che per tutto il 2015 dovrà essere pagato secondo il medesimo importo, mentre è stata rinviata a data da destinarsi la riforma che prevede il suo inserimento nella bolletta della luce.

 

- Pellet

Aumenta dal 10% al 22% l'Iva applicata sul “pellet” in legno (il combustibile che si ricava dalla segatura).

L'aumento dovrebbe garantire, secondo la relazione tecnica, un gettito pari a 96 milioni di euro.

 

ALTRE NOVITÀ

    - E-book e cultura

Ridotta l'Iva sugli e-book dal 22% al 4%, come per i libri in formato cartaceo.

Istituito anche il “Fondo per la tutela del patrimonio culturale”, con 100 milioni di euro l'anno dal 2016 al 2020.

 

- Fecondazione eterologa

La legge di stabilità istituisce il Registro dei donatori che assicura l'applicazione dei principi affermati dalla sentenza della Corte Costituzionale che ha legittimato la fecondazione eterologa in Italia.

Ancora da stabilire le linee guida sulle donazioni, sui rimborsi e le coperture sanitarie.

 

- Anticipo gara Lotto

Anticipata al prossimo anno la gara per l'affidamento del gioco del lotto originariamente prevista per il 2016.

Il gettito previsto in quattro anni è di circa 750 milioni di euro, di cui 350 solo per il primo anno.

 

- Poste e FS

Sono 535 i milioni di euro in arrivo per Poste Italiane. Si tratta di somme a titolo di rimborso per crediti vantati nei confronti dello Stato, in ottemperanza alla sentenza UE che ha disposto la restituzione da parte dell'Italia dei soldi versati nel 2008 dal gruppo.

Previste anche misure di razionalizzazione e rimodulazione della raccolta e della distribuzione della corrispondenza settimanale.

Disposta anche la cessione della rete elettrica del gruppo FS a Terna, la società partecipata pubblica che ad oggi gestisce la maggior parte della rete nazionale.

 

- Clausole di salvaguardia

Si attende ora l'approvazione della “reverse charge” (l'inversione contabile Iva per il settore energetico ed edile, estesa anche al settore della GDO con entrate stimate di oltre 700 milioni di euro) da parte dell'Unione Europea, in mancanza della quale scatteranno le clausole di salvaguardia sulle accise della benzina e sull'aumento dell'Iva (a partire da due punti percentuali nel 2016 per le aliquote del 10% e del 22% sino ad arrivare a oltre 3 nel 2018).

 

- Made in Italy e Expo 2015

Altri 130 milioni di euro arrivano il prossimo anno, 50 nel 2016 e 40 nel 2017 per la promozione del Made in Italy.

60 milioni di euro, invece, sono per Expo 2015, destinati al potenziamento dei servizi ricettivi, del trasporto pubblico e l'assunzione del personale di polizia.

 

- Armi di scena

Il maxiemendamento ha rinviato al 31 dicembre del prossimo anno il termine per le verifiche, a spese di chi le utilizza, delle armi da fuoco per uso scenico.

Salvo, quindi, almeno per un anno, l'intero settore che si preannunciava, secondo l'allarme lanciato dall'Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche, a rischio paralisi. 

Testo legge di stabilità 2015 in vigore dal 1° gennaio 2015
(23/12/2014 - Marina Crisafi)
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