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In libreria: 'L'ultimo comma' un romanzo-denuncia dell'Avv. Andrea Falcetta sul mondo delle adozioni. Prefazione di Silvia Tortora.

Il collega denuncia l'esistenza di un sistema speculativo dove "i bambini sono considerati merce da comprare e vendere senza alcuno scrupolo nella colpevole indifferenza di tutti".
Recensione a cura dell' Avv. Barbara Pirelli - email: barbara.pirelli@gmail.com

"L'ultimo comma" dell'Avv. Andrea Falcetta  e' un romanzo che tratta il tema delle adozioni. Il collega denuncia l'esistenza di un sistema speculativo dove "i bambini sono considerati merce da comprare e vendere  senza alcuno scrupolo nella colpevole indifferenza di tutti".

Cos'è l'adozione? Sicuramente un grande gesto d'amore. Ci vuole il doppio dell'amore per imparare ad amare un figlio che non è il proprio e nel quale non si riconoscono i propri lineamenti, le proprie espressioni, il proprio sguardo. Ci vuole il doppio dell'amore per amare quello che è "il sangue bianco".

Ma l'adozione è anche un gesto di grande responsabilità non solo per chi decide di adottare ma anche per le istituzioni che deliberano queste scelte.

I Tribunali per i Minorenni che decidono di dare in adozione minori, inseriti in famiglie problematiche, dovrebbero farlo avendo la certezza assoluta che la capacità genitoriale non sia  più recuperabile, che ogni tentativo di "restauro familiare" sia stato sperimentato e che quel minore sarà salvo solo con l'amore che qualcun altro "fabbricherà" per lui.

Solo in presenza di questi presupposti dovrebbe procedersi all'adozione diversamente, assecondando prassi consolidate senza che prima si analizzi in concreto la necessità dell'adozione, si possono creare danni di enorme portata che dilaniano famiglie consegnando al futuro "adulti irrisolti".

Un bambino adottato, purtroppo, resterà sempre un "adulto irrisolto" perché altri hanno deciso per lui di conferirgli una nuova identità, un nuovo nido, un destino cancellato con la gomma del tempo e poi riscritto.

Nella maggior parte dei casi un bambino adottato,dopo aver raggiunto la maggior età, comincia la sua personale ricerca dei pezzi mancanti per illuminare le zone d'ombra che lo hanno accompagnato durante l'esistenza; la ricerca delle proprie origini sembra essere quasi terapeutica per capire le ragioni di un abbandono nelle "braccia di un altro mondo".

Il collega Falcetta, ne "L'ultimo comma" ha cercato, quindi, di smuovere le coscienze di tutte le persone che sono protagoniste a vario titolo del sistema delle adozioni.

Nel libro, la voce della coscienza e' rappresentata dal protagonista (Manfredi Balestra), un avvocato di circa quarant'anni, stanco e deluso del suo mestiere perché nel tempo ha raggiunto la consapevolezza che l'intero mondo dei tribunali altro non e' che una piccola provincia governata da leggi non scritte, diverse da quelle dei codici.

L'avvocato Balestra e' quindi un idealista che attraverso il suo lavoro ostinato cercherà di riportare a casa alcuni bambini dichiarati adottabili come la piccola Daria prelevata, su disposizione del Tribunale per i Minorenni,   dalla casa paterna e rinchiusa in un centro di accoglienza per bambini maltrattati.

Il legale si troverà a fare i conti con il business degli affidamenti coatti e delle adozioni pilotate, venendo a conoscenza di doppi giochi tra vari organi dello Stato come la DDA, i Servizi Segreti ed altri organismi.

Dalla tessitura del romanzo emerge, quindi, dietro le adozioni uno scenario poco limpido che si alimenta di considerevoli interessi in danno dei minori considerati quasi "oggetti dal valore commerciale".

La prefazione del libro e' a cura di Silvia Tortora, figlia del compianto Enzo Tortora; Silvia Tortora e' una ex compagna di liceo del collega Falcetta, insieme hanno frequentato il liceo classico Tito Lucrezio Caro di Roma.

Un romanzo interessante che offre lo spunto per riflessioni profonde.
E voglio chiudere questa recensione con l'idea dell'Avvocato espressa da Silvia Tortora:
"Ogni volta che penso a cosa significhi fare l'avvocato mi vedo davanti la faccia di Andrea. E la collego con il senso comune che viene dato alla professione.
Per molti avere un buon avvocato o fare l'avvocato significa: avere una splendida abbronzatura, la camicia giusta che fa pandant con la cravatta, la pochette nel taschino, giacca all'ultima moda, auto figa, moglie idem, segretaria pure.
Poi penso ad Andrea: alto, magrissimo, generalmente qualche occhiaia da notte insonne passata sulle carte, pallidino, molte sigarette, macchina normale, casa normale, famiglia normale.
Sensibilità folle, scrupolo, zelo, bontà, compassione per i clienti che rasenta la follia: spesso fa finta di dimenticare chi non paga...
E' questa esigenza di giustizia e di tutela dei più deboli, la capacità di stare dalla loro parte, di avere sempre presente il limite che divide diritti e pretese che mi fa apprezzare l'avvocato Falcetta."

L'ultimo comma: I ladri di bambini
di A E Falcetta e Andrea Falcetta
Copertina flessibile
EUR 16,30
Disponibilità immediata su Amazon



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(16/12/2014 - Avv. Barbara Pirelli)
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