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Norme per la disciplina del franchising

Il 21 aprile scorso il Senato ha definitivamente approvato una legge, il cui testo è il risultato dell'unificazione di alcune iniziative parlamentari, recante norme per la disciplina dell'affiliazione commerciale. Dopo una prima fase nella quale la formula del franchising si è affermata con particolare lentezza nel nostro paese, nel corso degli anni '90 il franchising sembra essersi avviato a divenire una formula di successo in Italia come nel resto d'Europa ed in generale dell'Occidente sviluppato. Lo sviluppo del franchising in Italia e altrove si è realizzato in assenza di un quadro di riferimento legislativo. In generale esistono in alcuni paesi codici deontologici elaborati da associazioni di franchisor, così come é stato elaborato dall'Associazione europea del franchising un codice deontologico europeo. È da questa situazione che è scaturito il regolamento (CEE) n.4087/88 della Commissione del 30 novembre 1988 con il quale la Comunità europea è intervenuta nella materia, riconoscendo che i contratti di franchising sono strumenti che migliorano la distribuzione dei beni e la prestazione di servizi e consentendo al franchisor la possibilità di realizzare una rete distributiva senza necessariamente far ricorso ad onerosi investimenti, mentre con gli accordi di franchising i commercianti possono avviare nuove iniziative o rinnovare iniziative preesistenti, con maggiore rapidità e possibilità di successo, potendo beneficiare dell'esperienza e dell'assistenza del franchisor. Obiettivo primario della Commissione europea è quello di evitare l'imposizione di regole anticoncorrenziali da parte dell'affiliante all'affiliato, quali ad esempio l'imposizione del prezzo di vendita.
L'esigenza di una regolamentazione, avvertita dal mondo delle imprese, deve in tutti i casi limitarsi a stabilire un quadro di norme di carattere generale, all'interno delle quali alle parti deve essere lasciata libertà di contrattazione.
La nuova legge si occupa innanzitutto di dettare le definizioni di franchising, affiliante, affiliato, know-how, diritto d'ingresso e royalties. Quindi detta norme per la costituzione di una rete di franchising, al fine di evitare che il franchisor o affiliante immetta la propria formula sul mercato senza averla sperimentata a sufficienza e per rendere obbligatorio il deposito dei relativi marchi commerciali. Si definiscono, inoltre, i contenuti del contratto di franchising, se ne obbliga la redazione per iscritto a pena di nullità. La legge stabilisce gli obblighi dell'affiliante, ovvero la consegna all'affiliato, almeno trenta giorni prima della firma del contratto di franchising, di una documentazione contenente, tra l'altro, una copia integrale del suddetto contratto e degli allegati, una copia del bilancio degli ultimi tre anni, la lista degli affiliati operanti all'interno del suo sistema di franchising. Sono stabiliti anche gli obblighi dell'affiliato, che deve essere un imprenditore indipendente, e la sede oggetto del contratto, che non può essere trasferita senza il preventivo consenso dell'affiliante. Sono infine dettati i principi relativi al comportamento di lealtà e correttezza che deve tenere l'affiliante nei confronti dell'affiliato, alla conciliazione in caso di controversie, all'annullamento del contratto ed alle norme transitorie.
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(06/05/2004 - Adnkronos)
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