BRICIOLE DI DIRITTO: II, III, IV settimana di novembre. Dal commercialista che non presenta la dichiarazione dei redditi, all'esclusione dell'ingiuria per chi da del razzissta a un fascista

Una panoramica di 51 sentenze flash a cura dell'Avv- Barbara Pirelli
BRICIOLE DI DIRITTO: aggiornamenti flash sulle novità giurisprudenziali della settimana
A cura dell'Avv. Barbara Pirelli del Foro di Taranto; email: barbara.pirelli@gmail.com

Di questa autrice vedi la fan page Diritto & Photo dedicata all'associazione tra l'informazione giuridica e l'arte pittorica e fotografica.
Immagine di copertina: opera d'arte di Olimpia Siciliano- Monterotondo - Roma-

Questa settimana: Rispondono di omicidio colposo i genitori che non assicurano il bambino nel seggiolino auto; commette il reato di evasione chi si allontana da casa, anche se rimane nel condominio, per rincorrere l'animale domestico; l'avvocato abilitato ma non iscritto all'Albo non può firmare il mandato; il medico e' sempre responsabile se il paziente muore in seguito ad una diagnosi sbagliata?

Ed ancora: sentenza vintage: non si commette diffamazione se si da del razzista ad un fascista; si può configurare il reato di stalking  anche pronunciando una frase plateale come: “Se non mi vuoi mi ammazzo”; marito chiede ed ottiene dal Tribunale la restituzione della casa data in comodato alla moglie  e destinata all'attività di estetista; risarcimento al disabile privo di insegnante di sostegno.

Qui di seguito 51 sentenze flash

1. Se il commercialista, dopo aver ricevuto formale incarico, non presenta la dichiarazione dei redditi del cliente quest'ultimo sarà tenuto a pagare l'imposta ma non la mora e le sanzioni.
Dunque, nonostante  l'infedele e doloso comportamento del commercialista in qualità di intermediario questo circostanza non esonera  il contribuente dal pagamento dell'imposta stessa, rimanendo non dovuti soltanto gli interessi e le sanzioni(ai sensi del' art. 6 terzo comma, del d.lgs. n. 472 del 1997.)
Corte di Cassazione sentenza n. 24611 del  19 novembre 2014

2. Nullità insanabile della sentenza.
Il dispositivo della sentenza deve essere letto dal giudice nell'ultima udienza cioè quella di discussione altrimenti la sentenza e' nulla e non può essere sanata.
Per legge questa regola riguarda tutte le controversie che hanno ad oggetto rapporti di lavoro o comunque tutte quelle  materie che seguono la procedura del rito lavorativo (es. la locazione).
Dunque se il dispositivo non venga letto in udienza l'atto non raggiunge il suo scopo che è quello di garantire massima concentrazione del giudizio e immutabilità  della decisione.  
Corte di Cassazione  sentenza n. 25305 del 28 novembre 2014.
3. Mantenimento del figlio maggiorenne.
Il padre separato al quale venga chiesto di provvedere al mantenimento della figlia maggiorenne ha diritto di consultare liberamente la documentazione fiscale della figlia proprio per accertarsi che la stessa sia davvero in difficoltà economica e che quindi non abbia un proprio lavoro e un reddito stabile. 
Dunque, il diritto di informazione del genitore  prevale sulla privacy della figlia.
Va, infatti, precisato che tutti i documenti attestanti le posizioni fiscali di terzi non rientrano nei casi di esclusione del diritto di accesso non essendo dati sensibili. 
In buona sostanza per conoscere i redditi di una persona con la quale si ha un contenzioso si ha il diritto di accesso ai Cud, ai 730, 740 e ai documenti assimilabili a questi.
Tar Friuli Venezia Giulia sentenza n. 599 del 19 novembre 2014

4. Evasione.
Commette il reato di evasione chi trovandosi agli arresti domiciliari si allontana dalla propria abitazione per rincorrere il proprio animale domestico datosi alla fuga.
Il reato si considera attuato anche se il soggetto sottoposto agli arresti domiciliari venga ritrovato nei luoghi condominiali.
Corte di Cassazione sentenza n. 49794 del 28 novembre 2014

5. Studio legale associato.
Una sentenza della Corte di Appello di Palermo chiarisce che se il cliente conferisce il mandato al singolo professionista di uno studio associato non si può presumere che il mandato si estenda anche a tutti gli altri professionisti dello studio in maniera impersonale e collettiva.
Corte di Appello di Palermo sentenza n. 771 del 9 maggio 2014 

6. Esercizio abusivo della professione.
Commette il reato di esercizio abusivo della professione l'avvocato che, dopo aver conseguito l'abilitazione ma senza essere iscritto all'Albo, autentichi la sottoscrizione del mandato difensivo.
Corte di Cassazione sentenza n. 50345 del 2 dicembre 2014

7. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che l'Ordine degli Avvocati non può sottoporre un proprio iscritto ad un procedimento disciplinare per fatti di natura penale commessi in un periodo antecedente alla sua iscrizione all'albo.
L'Ordine può però decidere di rifiutare  l'iscrizione qualora ritenga che il comportamento tenuto in precedenza dal richiedente  sia incompatibile con i principi della condotta «specchiatissima ed illibata» .
Corte di Cassazione S.U. Sentenze n.  25368 e 25369 del 1 dicembre 2014 

8. Morte del paziente in seguito a diagnosi sbagliata.
Se un paziente muore in seguito ad una diagnosi sbagliata il medico e' responsabile?  
Perché possa configurarsi una responsabilità penale del medico e' necessario che la morte del paziente si sarebbe comunque verificata al di la' della diagnosi sbagliata.
Di conseguenza se un paziente venga ricoverato in un reparto sbagliato oppure venga rimandato a casa e di li a poco muore, il medico non è responsabile se la morte sia derivata da un male con un'alta percentuale di mortalità.
Dunque, il medico risponde penalmente solo se la morte del paziente sia dipesa da sua negligenza senza la quale l'evento non si sarebbe comunque verificato.
Corte di Cassazione sentenza  n. 49654 del 28 novembre 2014
 

9. Violenza sessuale commessa da un bidello su una alunna.
Nel caso in cui un collaboratore scolastico commetta atti sessuali nei confronti di un alunno/a  il preside non è obbligato alla sospensione del dipendente perché una volta intervenuta la condanna può tranquillamente comminare il licenziamento disciplinare .
Quindi in ipotesi simili la sospensione dal posto di lavoro e' una facoltà e non un obbligo del datore di lavoro.
Corte di Cassazione sentenza n. 24948 del 24 novembre 2014

10. Signora risarcita perché è stata invesita da un carrello all'interno di un centro commerciale.
La storia giudiziaria che vede come protagonista una signora milanese e' dovuta approdare sino in Cassazione per riconoscere alla stessa il risarcimento dei danni subiti.
In buona sostanza la signora aveva riportato dei danni fisici perché era stata investita dal suo stesso carrello sganciatosi dal "tappeto mobile" che dal garage conduceva alle sale vendite.
Nei primi due gradi di giudizio i giudici avevano ritenuto non fosse stato provato il nesso causale tra l'incidente e la potenza lesiva posseduta dal carrello o dal tappeto mobile.
Corte di Cassazione sentenza n. 25214 del 27 novembre 2014

11. Ascolto del minore.
Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha chiarito che, nel caso di procedimento per maltrattamenti in famiglia, il Tribunale non può negare l'ascolto del minore, chiesto a discarico dai parenti imputati, giustificando il rifiuto su una presunta inattendibilità .
Per cui tutte le volte in cui si chieda la prova contraria la stessa può essere rifiutata solo se sia contraria alla legge o manifestamente irrilevante o superflua.
Corte di Cassazione sentenza n. 48645 del 24 novembre 2014

12. Responsabilità del notaio.
Il notaio risponde di colpa grave e non di dolo se durante un rogito non informa gli acquirenti di un immobile che ci sia il rischio concreto che le ipoteche iscritte sull'immobile non vengano cancellate.
In questa ipotesi configurandosi una colpa grave e non un dolo il notaio può essere manlevato dall'assicurazione.
Corte di Cassazione sentenza n. 25202 del 27.11.2014

13. Rispondono di omicidio colposo i genitori che non assicurano il bambino nel seggiolino auto.
Spesso non si considerano i seri rischi che si corrono se non si rispettano le norme del codice della strada; e' infatti obbligatorio   indossare le cintura di sicurezza, rispettare i limiti di velocità, non parlare al telefonino ecc.
In alcuni casi non rispettare delle regole può comportare non solo delle sanzioni ma addirittura una responsabilità penale; questo e' quello che ha precisato la Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa confermando la condanna per omicidio colposo  di due genitori che dopo essere usciti da un locale un po' alticci si mettevano alla guida della propria automobilie all'interno della quale c'era anche il loro figlioletto. Rimanevano coinvolti in un incidente a seguito del quale ne derivava la morte del figlioletto proprio perché non era seduto nell'apposito seggiolino.
Corte di Cassazione sentenza n. 49735 del 28.11.2014

14. Commette il reato di evasione il detenuto agli arresti domiciliari ritrovato sulle scale condominiali.
Le scale condominiali sono uno spazio al di fuori delle mura domestiche quindi non sono pertinenza esclusiva dell'abitazione.
Va precisato che ai sensi dell'art. 385 cod. pen. deve intendersi per abitazione il luogo in cui la persona conduce la propria vita domestica e privata con esclusione di ogni altra appartenenza (aree condominiali, dipendenze, giardini, cortili e spazi simili) che non sia di stretta pertinenza dell'abitazione e non ne costituisca parte integrante.
In questo modo i controlli di polizia sulla reperibilità dell'imputato devono avere il carattere della prontezza e della non alcatorietà .
Si ha alcatorieta' tutte le volte in cui l'imputato venga ritrovato in un area condominiale esterna all'abitazione oppure venga ritrovato in un altro appartamento.
Dunque, nel concetto di domicilio vanno compresi i terrazzi ed i giardini di pertinenza esclusiva dell'abitazione non invece gli ambienti condominiali come i pianerottoli, le scale ed i cortili interni, in quanto di libero accesso ed in uso da parte di altri. 
Corte di Cassazione sentenza n. 47897 del 19 novembre 2014

15. Favoreggiamento della prostituzione.
Con questa sentenza la Corte di Cassazione puntualizza che se qualcuno pubblica su un giornale delle inserzioni che abbiano ad oggetto prestazioni sessuali questa condotta non configura il reato di favoreggiamento della prostituzione.
Corte di Cassazione sentenza n. 48981 del 25 novembre 2014 

16. Stalking art. 612 bis c.p.
Si può configurare il reato di stalking  anche pronunciando una frase plateale come: “Se non mi vuoi mi ammazzo”; questa frase e' sufficiente ad ingenerare nella vittima uno stato di pressione e paura.
Nella vicenda in questione un uomo per convincere  l'ex amata dall'intento di lasciarlo aveva realizzato  tre “presunti” tentativi di suicidio attribuendo poi alla la responsabilità morale del gesto estremo.   
Dunque, secondo i giudici di Piazza Cavour perché ci sia lo stalking il gesto non deve essere ripetuto più volte basta anche una condotta vessatoria durata per brevissimo tempo. 
In buona sostanza perché si configuri il reato non è necessario Un certo numero di condotte persecutorie quanto il fatto di cagionare alla persona offesa un “perdurante e grave stato di ansia e di paura” tanto da arrivare a costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita quotidiane. 
Corte di Cassazione sentenza n. 48690 del 2014

17. Ascolto del minore.
Con la riforma del diritto di famiglia del 2013 l'ascolto del minore, nei casi di separazione, e' ormai necessario perché il minore e'  portatore di interessi sicuramente differenti da quelli dei genitori.
Di conseguenza, può essere annullato il procedimento di riconoscimento del genitore deciso senza l'audizione del minore interessato.
Va ricordato che grazie alla riforma l'audizione del minore può essere effettuata nelle sale d'ascolto anche dai difensori, il pm e il curatore solo dietro autorizzazione del giudice. 
Corte di Cassazione sentenza n. 24863 del 21 novembre 2014

18. Marito chiede alla ex moglie la restituzione della casa data in comodato  e destinata all'attività di estetista. 
Nel caso di specie i giudici della Cassazione hanno dato ragione all'uomo facendo chiarezza su quella che è la natura del comodato.
La regola generale è che l'immobile, concesso in comodato, debba essere restituito non appena il comodante lo richieda. 
Le due eccezioni sono:  
1. che sia stato pattuito espressamente un termine di durata; 
2.  che il termine di durata del comodato "risulti dall'uso cui la cosa è destinata". 
Di conseguenza apporre al comodato un  termine derivante "dall'uso cui la cosa è destinata" non può  ravvisarsi nel solo fatto che nell'immobile si svolga una determinata attività, commerciale o di altro tipo.
La ragione di ciò sta nel fatto che la suddetta attività potrebbe non avere alcun termine prevedibile, dunque, inevitabilmente il comodato sarebbe di fatto sine .
In buona sostanza ci sono attività il cui svolgimento comporta espressione d'un termine implicito di durata del comodato (ad esempio per esigenze temporanee, occupazioni stagionali ecc. e poi ci sono attività che non sono soggette ad alcun termine di durata. 
Nel caso di specie l'immobile era stato dato in comodato alla moglie perché svolgesse l'attività di estetista ma il termine della durata dell'attività non era implicito anzi non poteva essere prevedibile alcuna scadenza, di conseguenza, la donna avrebbe potuto continuare ad esercitare la propria attività nell'immobile di proprietà del marito per un tempo indeterminato.
Gli Ermellini hanno quindi accolto le doglianze del marito ritenendo che 
la Corte d'appello aveva confuso il termine del comodato col termine dell'attività che si svolge nell'immobile dato in comodato. 
Corte di Cassazione sentenza n. 24468 del 18 novembre 2014

Risponde del reato di ricettazione l'automobilista che sia stato fermato mentre circolava alla guida di un'autovettura munita di falso certificato di autorizzazione al transito e al parcheggio libero nella aree riservate agli invalidi emesso a favore di un soggetto.
In questo caso si configura il reato di "ricettazione" perché se non c'è una valida giustificazione del possesso di una cosa proveniente da delitto ciò dimostra la conoscenza della illecita provenienza”. 
Nel caso in oggetto un uomo era stato ritrovato  in possesso di un "documento falso formalmente intestato a diverso soggetto e non più in uso allo stesso in quanto deceduto".
Corte di Cassazione sentenza n. 47129 del 14 novembre 2014 

20. Risarcimento al disabile privo di insegnante di sostegno.
Una sentenza del TAR Sicilia ha previsto che l'alunno disabile, privo dell'insegnante di sostegno, ha diritto ad un risarcimento del danno esistenziale  pari a mille euro per ogni mese in cui sia rimasto sprovvisto di insegnante.
Sarà dunque il Ministero dell'Istruzione a dover risarcire l'alunno disabile e la misura del risarcimento sarà determinata in via equitativa dal giudice in base agli elementi che può valutare volta per volta.
Tar Sicilia sentenza n.  2909 del 2014

21. Mantenimento anche alla moglie laureata che ha trovato una occupazione.
La ex moglie ha diritto al mantenimento da parte del marito non solo se sia priva di redditi propri ma anche quando pur avendoli vi sia una sproporzione dei redditi tra gli ex coniugi.
Ed è proprio quello che è accaduto ad un ex marito che aveva proposto appello avverso una sentenza del Tribunale che aveva previsto a suo carico un mantenimento, anche se minimo, di 150 euro da versare in favore della moglie.
La ex moglie aveva conseguito una laurea in scienze naturali ed era stata poi assunta presso un Bio Parco percependo una retribuzione pari ad euro 1300, 00 mensili?
L'uomo invece guadagnava circa 1800, 00 euro, inoltre, doveva sostenere una spesa di circa 450, 00 per pagare il canone di locazione di un nuovo immobile dove andare a vivere mentre la moglie abitava in un immobile messo a disposizione dai propri genitori.
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado che aveva stabilito a carico del marito un mantenimento, in favore dell'ex moglie, pari ad euro 150, 00 perché tra gli stessi vi era comunque una disparità economica.
Corte di Cassazione ordinanza n. 24420 del il 17 novembre 2014

22. Il marito non commette reato se pedina la moglie.
Con una sentenza di pochi giorni fa la Corte di Cassazione chiarisce che il marito che pedina la moglie, personalmente oppure servendosi dell'aiuto di un'altra persona, non commette alcun tipo di reato.
E' necessario però che il pedinamento sia  episodico e deve avvenire in luoghi pubblici come strade, negozi ecc. 
Si commette un reato solo quando  l'attività di investigazioni, ricerca o raccolta di informazioni è svolta, anche avvalendosi di terze persone, in forma imprenditoriale di conseguenza può interferire con le attività della polizia. Pertanto,  
solo in queste precise ipotesi l'attività investigativa è subordinata al rilascio dell'autorizzazione del Prefetto che valuta l'eventuale “pericolo di compromissione della sicurezza pubblica e della libertà dei cittadini”. 
Corte di Cassazione sentenza  n. 48264 del 20.11.2014.

23. Attenzione a prestare del danaro ad un amico che fa uso di droghe.
Prestare del danaro e' un gesto di grande generosità ma spesso non "paga" perché i soldi dati in prestito non vengono restituiti oppure se vengono prestati "incautamente" si possono avere delle conseguenze penali.
Con una sentenza di pochi giorni fa la Cassazione ha confermato la condanna di un giovane, per il delitto di concorso nell'acquisto di 95 pasticche di ecstasy, perché aveva prestato  al proprio compagno di viaggio la somma di danaro necessaria per questo acquisto.
La Cirte di Cassazione ha quindi confermato la sentenza emessa dalla Corte d'Appello de L'Aquila che aveva escluso ha l'ipotesi della mera connivenza non punibile optando invece per il concorso nel reato commesso da altro soggetto.
Nella prima ipotesi l'agente deve mantenere un comportamento meramente passivo, inidoneo ad apportare alcun contributo alla realizzazione del reato, mentre il secondo richiede un contributo partecipativo positivo - morale o materiale - all'altrui condotta criminosa, anche in forme che agevolino o rafforzino il proposito criminoso del concorrente
Corte di Cassazione sentenza n. 48011 del 20 novembre 2014 

24. L'affidamento può dipendere dalla scelta del figlio.
Interessante e' questa ordinanza emessa dal Tribunale di Perugia in base alla quale è stato disposto l'affidamento al padre del figlio tredicenne; l'uomo aveva presentato un ricorso ai sensi dell'art. 710 c.p.c. per chiedere la modifica delle condizioni di separazione.
Nel caso di specie, per decidere sull'affidamento, decisivo e' stato l'ascolto del minore.
Con la sentenza di separazione era stato disposto l'affidamento condiviso ad entrambi i genitori, collocandoli presso la madre e ponendo a carico del padre l'obbligo di versare 500 euro al mese per il loro mantenimento.
Dopo un anno però, il figlio tredicenne, dopo aver trascorso le vacanze con il padre, manifestava la volontà di andare al vivere con il padre;in questo modo il genitore avrebbe ottenuto la revoca dell'assegno di mantenimento mensile.
La moglie invece aveva osteggiato questa scelta ritenendo che se il figlio si fosse trasferito dal padre si sarebbero occupati di lui solo i nonni.
Tribunale di Perugia ordinanza del 26 marzo 2014

25. Sentenza nulla se la grafia e' incomprensibile.
Con questa sentenza la Cassazione ha chiarito che: l'indecifrabilità grafica della sentenza, che comporti una difficoltà nella lettura non facilmente superabile, e' causa di nullità d'ordine generale a regime intermedio.
La ragione di ciò sta nel fatto che non solo si ha una sostanziale mancanza della motivazione in più c'è una violazione del diritto al contraddittorio delle parti.
Nel caso di specie, un uomo era stato condannato per il reato di ingiuria dal Tribunale di Varese; la sentenza però era stata scritta in maniera illeggibile.
Ricorso in Cassazione, gli ermellini gli hanno dato ragione ritenendo che il provvedimento fosse nullo  per la violazione del diritto di difesa e per l'indecifrabilità della grafia dell'estensore. 
Corte di Cassazione sentenza n. 46124 del 7 novembre 2014

26. Risarcimento danni ai familiari della vittima.
I familiari di una persona che muoia in un incidente stradale o di altra natura hanno diritto al risarcimento del danno subito.
Per poter ottenere il risarcimento del danno, però, e' necessario dimostrare che vittima e parenti fossero legati da legami stabili.
Allo stesso modo anche il/la fidanzato/a o compagno/a devono dimostrare che con la vittima ci fosse un legame significativo tipo la convivenza.
Il rapporto deve dunque essere stabile, cioè continuativo nel tempo e non occasionale.
Logica conseguenza che la prova di tutto ciò dovrà essere fornita da chi chiede il diritto al risarcimento del danno; il rapporto di stabilità con la vittima potrà essere provato anche attraverso semplici presunzioni.
Ovviamente l'ultima parola spetta al giudice che dall'analisi dei fatti potrà valutare l'esistenza o meno del diritto di risarcimento vantato dalla persona legata, a vario titolo, alla vittima.  
Corte di Cassazione sentenza n. 46351 del 10 novembre 2014.

27. Utilizzare il telefono dell'azienda non configura necessariamente l'ipotesi di peculato.
Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che utilizzi il telefono d'ufficio per fini personali non sempre risponde di peculato e il chiarimento arriva da una sentenza della Cassazione di pochi giorni fa che precisa che: " perché possa configurarsi il reato di peculato d'uso deve verificarsi un danno apprezzabile alla pubblica amministrazione o a terzi e una lesione concreta alla funzionalità dell'ufficio."
Diversamente, l'ipotesi di reato non sussiste se la condotta posta in essere da chi agisce  non ha conseguenze economiche significative oppure l'uso avvenga per motivi di urgenza o dietro legittime autorizzazioni.
Corte di Cassazione sentenza n. 46282 del 10 novembre 2014

28. Condominio: lavori non pagati all'impresa.
Secondo questa ordinanza del Tribunale di Salerno l'acquirente di un immobile deve prestare molta attenzione ad alcuni aspetti, tra questi deve accertarsi che il venditore non abbia lasciato debiti nei confronti di imprese che hanno eseguito lavori di manutenzione condominiale. 
La ragione di ciò sta nel fatto che  il terzo creditore del condominio può agire in danno del nuovo acquirente anche per le obbligazione sorte antecedentemente all'acquisto della proprietà.
Tribunale di Salerno Ordinanza del 4 novembre 2014

Come sempre le parole hanno un peso, quindi, rivolgendoci a qualcuno non possiamo sempre dire tutto ciò che ci passa per la testa il rischio e' quello di poter cadere nel tranello della diffamazione.
Dunque, dire ad una persona " sta esaurita" configura il reato di diffamazione se la frase e' pronunciata in mezzo ad altre persone.
Va rilevato che, spesso, la portata offensiva delle offese deve essere contestualizzata; ad esempio se questa frase venga detta tra persone che stanno scherzando non può considerarsi offensiva.
Ipotesi diversa invece è quando qualcuno si rivolga ad un'altra persona dandole del malato di mente quando non è in discussione la salute mentale della vittima ma la frase e' stata pronunciata con riferimento ad altre condotte assolutamente fuori contesto.
Corte di Cassazione sentenza n. 46488 dell'11 novembre 2014

30. Reato di stalking.
Per poter dimostrare di essere vittima di stalking non può bastare la produzione di un certificato medico(che attesti lo stato di ansia e di paura) ma è necessario provare i fatti in maniera più dettagliata e convincente.
In buona sostanza il quadro accusatorio deve basarsi anche sulle dichiarazioni della vittima, i comportamenti che la stessa ha posto in essere dopo l'atteggiamento persecutorio e infine va anche analizzata la condotta del persecutore.
Tutto questo rigore nell'analisi del caso e' necessario per evitare che denunce di stalking diventino semplicemente degli escamotage per  realizzare vendette sentimentali o ritorsioni subdole nei confronti di altre persone.
Corte di Cassazione sentenza  n. 46510 dell'11 novembre 2014

31. Riduzione dell'assegno di mantenimento .
Se la moglie eredita dei beni dopo la separazione il marito può chiedere la riduzione dell'assegno di mantenimento perché come precisato dalla Suprema Corte: " il tenore di vita goduto dalla coppia durante il matrimonio deve desumersi dalle potenzialità economiche dei coniugi, di conseguenza anche i beni acquistati per successione ereditaria dopo la separazione possono essere presi in considerazione per valutare la capacità economica del coniuge onerato."
Nel caso di specie la ex moglie beneficiava di un assegno di mantenimento pari ad euro 1100 mentre aveva ereditato alcuni appartamenti la cui vendita le aveva fruttato circa 960mila euro.
Corte di Cassazione ordinanza n. 11797 del 27 maggio 2014

32. Responsabilità medica.
Nell'ipotesi di responsabilità medica si verifica la spartizione dell'onere probatorio.
In buona sostanza l'attore deve provare l'esistenza del contratto ed allegare l'insorgenza o l'aggravamento della patologia provando compiutamente l'inadempimento del medico.
Il medico e anche la struttura sanitaria devono provare che non ci sia stato alcun inadempimento e anche nell'ipotesi in cui si sia verificato un qualche inadempimento lo stesso non ha avuto alcuna incidenza causale sulla produzione del danno.
Corte di Cassazione sentenza  n. 21025 del 6 ottobre 2014

33. Un post-it può costare caro.
E' davvero costato caro ad un avvocato l'aver annotato su un post- it l'avvenuto pagamento in contanti da parte del cliente.
Questa condotta gli e' costata la sanzione della sospensione per aver omesso l'adempimento fiscale, inoltre, aveva anche chiesto un compenso manifestamente sproporzionato per l'attività svolta.
L'uomo aveva cercato di difendersi sostenendo che quello era semplicemente un promemoria senza alcuna valenza probatoria ma questo tesi difensiva non è stata convincente perché i giudici hanno ritenuto che le presunzioni, nella gerarchia dei mezzi probatori, non ha una posizione inferiore rispetto alle altre prove. 
Corte di Cassazione S.U. Sentenza n. 24282 del 14 novembre 2014

34. Mantenimento figli.
Con questa sentenza la Cassazione ha puntualizzato che non può rispondere ai sensi dell'art. 570 c.p. (violazione degli obblighi di assistenza familiare) il padre che si autoriduce  l'assegno di mantenimento se al figlio non mancano, comunque,  i mezzi di sussistenza. 
Corte di Cassazione, sentenza n. 46854 del 13 novembre 2014

35. Quando si può parlare di spaccio?
Perché si possa parlare di spaccio di stupefacente e' necessario che vi siano una serie di indizi; così ad esempio 50 g di hashish e 500 euro in contanti non sono bastati per provare il reato di spaccio (art. 73 DPR 309/'90) questo perché nella vicenda in questione il soggetto detentore della sostanza era anche assuntore abituale della sostanza insieme alla ragazza, inoltre, in suo possesso non era stato rinvenuto ne' un bilancino ne' vi era un confezionamento in dosi pronte all'uso.
Corte di Cassazione sentenza n. 46610 del  12 novembre 2014

36. Sentenza vintage.
Non si commette il reato di diffamazione se si da del razzista ad un fascista.
Con una sentenza di qualche anno fa la Cassazione ha precisato che non integra il reato di diffamazione dare del razzista ad un fascista perché nella dimensione storica qualifiche come antisemitismo, violenza, razzismo, xenofobia sono strettamente correlate alla struttura ideologica del fascismo e del nazismo, dunque, il diritto di critica esclude il carattere diffamatorio.
Corte di Cassazione sentenza n. 4938 del 10 febbraio 2011

37. Poliziotto che nella vita privata si traveste da donna.
La vita sessuale e' un aspetto intimo della vita di una persona, dunque, anche le abitudini sessuali di un uomo o una donna devono rimanere circoscritte alla vita privata senza che incidano negativamente sulla vita pubblica della persona.
Nel caso in oggetto un poliziotto nella sua vita privata amava travestirsi in abiti femminili; il Consiglio di Stato investito della questione ha ritenuto che le scelte e i gusti sessuali di un uomo anche se appartenete alle forze dell'ordine non possono considerarsi indecorosi se la condotta posta in essere dal soggetto non consiste in pose sconvenienti o contrastanti con il comune pudore, di conseguenza, non possono trovare spazio ricatti o ritorsioni di alcun tipo.
Consiglio di Stato sentenza n. 848 del 2014 

38. Apologia del fascismo.
Anche indossare una maglietta "particolare" può avere conseguenze penali.
E' ciò che è accaduto ad un uomo condannato prima dal Tribunale di Bolzano e poi anche in Cassazione perché durante un incontro di hockey aveva fatto uso di simboli delle organizzazioni nazionaliste indossando una maglietta con la immagine di Benito Mussolini che riproduceva  scritte proprie dell'ideologia fascista.
Il reato di cui all'art. 2, comma secondo, d.l. 26 aprile 1993 n. 122, conv. con modif. in legge 25 giugno 1993 n. 205, sussiste per il solo fatto che qualcuno acceda ai luoghi di svolgimento di manifestazioni agonistiche recando con sé emblemi o simboli di associazioni o gruppi razzisti e simili; non ha alcuna rilevanza il fatto che poi in realtà il soggetto non sia iscritto a tali gruppi o associazioni.
Corte di Cassazione sentenza n. 39860 del  25 settembre 2013

Il coniuge obbligato non può chiedere la riduzione dell'assegno di mantenimento basandosi sull'effettiva convivenza.
Nel caso in esame un marito chiedeva la riduzione dell'assegno, versato in favore della moglie, perché la loro unione era durata dieci anni ma avevano condiviso la stessa casa solo per sette anni.
Corte di Cassazione ordinanza n. 24343 del 14 novembre 2014

40. Responsabilità medica.
Nel caso in esame due medici erano stati accusati di omicidio colposo perchè avevano tardivamente diagnosticato ad un uomo una importante frattura alla milza. 
I sanitari sono stati assolti perché la causa della morte del paziente era ascrivibile alle deficienze organizzative della struttura sanitaria.
Secondo la ricostruzione dei fatti il medico visitando il paziente si era accorto che lo stesso aveva una frattura alla scapola. Il paziente però aveva anche avuto un conato di vomito e riferiva di avere un forte dolore addominale; in seguito a ciò il medico sospettando  un trauma interno decise  di avviare il giovane al pronto soccorso generale.
Aveva quindi stilato un referto ed aveva cercato più volte un contatto telefonico, risultato poi vano, per ottenere una valutazione chirurgica sul trauma addominale".
Venne subito chiamata una ambulanza ma non essendoci la disponibilità il paziente fu trasportato in barellata.
Giunto al pronto soccorso generale veniva visitato da un altro sanitario che non avendo ricevuto segnalazioni di criticità in atto eseguiva le visite di routine inoltre il paziente era entrato al pronto soccorso con un codice verde nonostante avesse già difficoltà respiratorie.
Il paziente veniva visitato nuovamente solo dopo un'ora dall'arrivo al pronto soccorso e dopo poco tempo in seguito ad uno shock emorragico ne seguiva la morte nonostante le manovre rianimatorie. 
L'esame autoptico ha dimostrato che l'emorragia era stata determinata da una lesione alla milza che doveva essere fronteggiata con terapie di contenimento della perdita ematica con successivo intervento chirurgico di splenectomia. 
Corte di Cassazione  sentenza  n. 46336 del 10 novembre 2014 

41. Mantenimento alla ex moglie.
Non mantenere la ex moglie può comportare responsabilità penali; nel caso in questione un uomo e' stato condannato ai sensi dell'art. 570 c.p. perché non versava il mantenimento alla ex moglie ma solo al figlio.
La ex moglie quindi era rimasta priva dei mezzi di sussistenza; del tutto irrilevanti sono stati considerati l'aiuto dato alla donna dai parenti e i pochi guadagni ottenuti dalla donna svolgendo dei lavori saltuari.
Corte di  Cassazione sentenza n. 47139 del 14 novembre 2014

Con questa sentenza di poche ore fa la Corte di Cassazione colma un vuoto normativo; in pratica la Suprema Corte ha stabilito che una parte può essere ammessa al gratuito patrocinio  se, pur avendo una dichiarazione dei redditi superiore rispetto alla soglia massima prevista per l'ammissione al gratuito patrocinio, si verifica un peggioramento delle condizioni economiche all'interno dello stesso periodo di imposta.
Dunque, ad oggi la situazione e' questa:  
Prima condizione- chi e' stato ammesso al gratuito patrocinio e' tenuto a comunicare la variazione delle condizioni economiche in corso di causa rinunciando quindi all'ammissione;
Seconda condizione- si può essere ammessi al gratuito patrocinio se la condizione economica è peggiorata dopo la dichiarazione dei redditi.   
Corte di Cassazione sentenza n. 47343 del 17 novembre 2014.

43. Accusato falsamente di furto viene risarcito.
Nella vicenda in questione un anziano signore dopo aver acquistato della merce in un supermercato veniva poi inseguito da alcuni dipendenti che lo accusavano di avere rubato alcuni prodotti ma l'uomo esibiva lo scontrino davanti a numerosi avventori dimostrando la sua estraneità al fatto addebitato.
Così l'uomo ritenendo che fosse stato leso il suo onore e la sua reputazione chiedeva la condanna della convenuta al risarcimento del danno.
Il Giudice di pace di Genova però rigettava la domanda ritenendola non provata. 
 II Tribunale di Genova, invece, ritenendo sussistente la responsabilità della convenuta la condannava al risarcimento del danno in favore dell'appellante.
La sentenza d'appello è stata impugnata per cassazione dalla società che gestiva l'esercizio commerciale, nelle more la società ricorrente era stata dichiarata fallita mentre il controricorrente era deceduto.
La Corte di Cassazione ha però rigettato il ricorso condannando la società alla rifusione in favore degli eredi delle spese di giudizio pari ad euro 1200, 00.
Corte di Cassazione sentenza n. 24198 del  13 novembre 2014

Il singolo condomino può distaccarsi dal riscaldamento centralizzato senza chiedere preventivamente l'autorizzazione dell'assemblea  dei condomini.
Il distacco però deve avvenire senza che i comproprietari subiscano maggiori oneri. 
Il condomino, quindi, che decida di distaccarsi dal riscaldamento centralizzato deve contribuire  alle spese comuni sino al momento in cui tale distacco di fatto avvenga, inoltre, con il distacco l'impianto non deve subire alcun  pregiudizio.
Corte di Cassazione sentenza n. 24209 del 13 Novembre 2014. 

45. Riconoscimento del figlio.
Con questa sentenza la Corte di Cassazione ha chiarito che: " se il padre riconosce il figlio in un momento successivo al riconoscimento effettuato dalla madre, il cognome del padre si aggiunge.
Nella vicenda in questione il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro, disponeva che il minore riconosciuto da entrambi i genitori assumesse il cognome del padre italiano, sostituendolo a quello della madre uruguaiana, anche se la stessa lo aveva riconosciuto per prima.
La Corte di Appello di Catanzaro confermava il provvedimento del primo giudice. 
La madre però ricorreva in Cassazione e la Suprema Corte ha dato ragione alla donna disponendo l'aggiunta del cognome paterno a quello della madre.
Corte di Cassazione ordinanza n. 1808 del 15 28 gennaio 2014

46. Case locate alle prostitute.
Il Tribunale di Teramo ha condannato un uomo alla pena di quattro anni di reclusione e € 10.000 di multa per il reato di favoreggiamento della prostituzione.
Dopo il rigetto dell'appello l'uomo ricorreva in Cassazione  denunciando violazione degli articoli 43 c.p., 3 e 8 I. 75/1958 e vizio motivazionale. 
In pratica la condanna si fondava sull'avere l'imputato "consapevolmente affittato appartamenti ove esercitare meretricio"; secondo la difesa dell'uomo però tutto ciò non era stato provato e comunque, secondo la giurisprudenza di legittimità, questi elementi non erano  sufficienti per  integrare il reato di favoreggiamento. 
La tesi difensiva non ha però convinto la Suprema Corte che ha confermato la condanna di favoreggiamento della prostituzione.
Corte di Cassazione sentenza n. 47387 del 18 novembre 2014

Una insegnante di scuola materna e' stata condannata per il reato di sequestro di persona a 4 mesi di reclusione perché aveva rinchiuso in uno stanzino una bimba che non voleva fare il riposino pomeridiano.
In particolare dopo i capricci della piccola l'insegnante la sculacciava e la trascinava a pancia in giù sulla brandina all'interno dell'antibagno.
La bambina restava nello stanzino per dieci-quindici minuti e solo dopo veniva riammessa a stare con i compagni.
La donna nella fase dibattimentale aveva arricchito il racconto con dei particolari ma il fatto storico restava inalterato.
Assolutamente irrilevante  il fatto che il locale presso cui venne trattenuta la bambina sia stato diversamente qualificato come antibagno, sgabuzzino, corridoio.
Anche se la terminologia e' diversa il luogo non cambia perché era il medesimo posto raffigurato nelle fotografie prodotte dalla difesa».
Corte di Cassazione sentenza   n. 48339 del 20 novembre 2014

48. Bad  and breakfast nei condomini.
Con questa sentenza la Corte di Cassazione chiarisce che all'interno di un condominio possono crearsi legittimamente  dei bed and breakfast perché non stravolgono la destinazione "a civile abitazione dei locali" .
Nel caso di specie la Suprema Corte ha rigettato il ricorso di un condomino residente nel quartiere Prati di Roma.
Corte di cassazione sentenza n. 24707 del 20 novembre 2014 

49. Stalking.
Perché possa scattare la misura degli arresti domiciliari nei confronti dello stalker non è sufficiente un episodio grave di minacce e molestie.
Il reato di stalking  ha natura abituale, dunque, anche se la condotta persecutoria crea nella vittima uno stato d'ansia per sottoporre il persecutore agli arresti domiciliari e' necessario che la condotta sia ripetitiva.
Corte di Cassazione sentenza n. 48391 del 20 novembre 2014

50. Comunicazione dei dati del conducente.
Nel caso di infrazioni alle norme del codice della strada anche se il proprietario del mezzo comunica i dati del conducente e' comunque obbligato a pagare la sanzione.
Il verbale diventa esecutivo o perché il ricorso non viene proposto nei termini oppure se la sanzione non viene pagata; dunque, il proprietario del veicolo non può impugnare la cartella di pagamento per motivi di merito.
Tribunale di Prato sentenza n. 1199 del 28 ottobre 2014 n. 1199

51. Responsabilità medica.
Si configura una responsabilità medica nei confronti del chirurgo che per rimuovere un tatuaggio crea al paziente un inestetismo maggiore rispetto al precedente .
Nel caso di intervento estetico il medico deve informare il paziente in modo ancora più preciso e capillare prospettandogli l'ipotesi del peggioramento delle sue condizioni estetiche.
Nel caso di specie l'assenza di specifiche informazioni in merito non ha consentito al paziente di valutare o meno l'opportunità di eseguire l'intervento.
Corte di Cassazione sentenza n. 12830 del 2014 

(05/12/2014 - Briciole di diritto)
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