Conclusioni giuridiche del Convegno di Fossano: 'La legislazione italiana ed il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia'. Un resoconto dell'Avv. Aldo Bimbato

Negli atti parlamentari si trova l'esatta interpretazione della volontà del legislatore
convengo di fossano

Le conclusioni giuridiche del Convegno La legislazione italiana ed il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia a Fossano. E' negli atti parlamentari che si trova l'esatta interpretazione della volontà del legislatore. 

Il Convegno giuridico appena conclusosi a Fossano, dal titolo “La legislazione italiana ed il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia”, di cui lo Studio Legale Bimbato & Partners è stato l'ideatore e l'organizzatore tecnico-giuridico, è stato un completo successo sotto il profilo interpretativo della legge 178/51 e della proposizione legislativa che ne è scaturita.

Ad esso erano presenti, oltre ad un pubblico attento e di qualità, il Sindaco di Fossano Davide Sordella, l'Assessore Michele Mignacca e il Generale Franco Cravarezza, decano degli Alpini in Piemonte e già Comandante della Regione Militare Nord Ovest. Moderatore autorevole e coinvolgente del Convegno è stato il Prof. Beppe Ghisolfi, Presidente della Cassa di Risparmio di Fossano e Vicepresidente ABI.

L'interesse è stato poi tale che parecchi dei convitati presenti hanno espresso la volontà di ripetere l'evento, nelle località di loro provenienza, con l'intenzione di volere esplorare e approfondire ancora meglio gli aspetti meno noti della legge 178 del 1951, in particolare quelli afferenti al patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia ed a quegli Ordini definiti come non nazionali.

E' certamente da attribuire alla caratura ed allo spessore dei relatori, che hanno attratto l'attenzione della sala e soprattutto degli studiosi presenti, il successo del Convegno che ha suscitato l'interesse anche ad alto livello così che sono stati inviati e preliminarmente letti, le felicitazioni e gli auguri del Viceministro alla Giustizia Enrico Costa e di S.A.R. il principe Vittorio Emanuele, come Capo di Casa Savoia.

Catalizzanti sono stati gli interventi del Dr. Tomaso Giuseppe Cravarezza sull'Arciconfraternita dei Santi Maurizio e Lazzaro, che si è spinto oltre i prevedibili profili storici caratterizzanti, con passaggi giuridici sulla natura pubblicistica e civilistica del sodalizio, del Prof. Claudio Cardellini, profondo conoscitore dei meccanismi teorici e giuridici dell'associazionismo d'arma in rapporto alla legislazione vigente italiana ed in particolare dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle RR TT al Pantheon.

Centrale e risolutivo è stato l'intervento del dr. Carmelo Cataldi, esperto giuridico in diritto cavalleresco, genealogico ed araldico, soprattutto per la tecnicità giuridica usata nel rapportare i profili di criticità della legge 178/51, in relazione al patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia e le legittime soluzioni anche soltanto sotto il profilo amministrativo e amministrativo giurisdizionale, tesi condivise pienamente dal conte Carlo Buffa di Perrero, anch'egli esperto del settore cavalleresco internazionale, Delegato degli Ordini Sabaudi per il Piemonte e la Valle d'Aosta e membro della Giunta degli Ordini Sabaudi.

Il conte Carlo Buffa di Perrero, per inciso, nel corpo del suo intervento, ha fornito informazioni certe secondo cui le Istituzioni statali sarebbero ormai pronte a rivedere quegli aspetti ostativi per un riconoscimento formale del patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia, fatto strettamente connesso all'abrogazione  di parte della XIII disposizione transitoria della Costituzione, avvenuta nel 2002, con cui si  è permesso finalmente il rientro in Italia dei membri maschi di Casa Savoia.

Interventi prettamente socio-politici con venature giuridiche sulla legittimità degli Ordini Cavallereschi in genere e soprattutto quelli di Casa Savoia, sono stati quelli del prof. E. Stefano Monti Bragadin, del dr. Marco di Bartolo e del conte Maurizio Monzani, Segretario nazionale dell'A.N.I.O.C. il quale ha rappresentato l'interesse crescente nelle nuove generazioni verso questo mondo che potrebbe sembrare ai più retaggio sociale obsoleto e atavico.

Da tutti gli interventi è scaturita la convinzione che il tempo, le consuetudini, la prassi, anche solo amministrativa, hanno con il tempo fuorviato quello che era effettivamente lo spirito della legge 178/51 creando disparità di trattamento all'interno di ambiti dinastici analoghi, con una forte penalizzazione per Casa Savoia ed il suo patrimonio araldico cavalleresco da un lato e confusione e incertezza dall'altro per quanto attiene quelli che sono considerati come “ordini non nazionali”.

Come meglio indicato, proprio dall'intervento effettuato dal dr. Carmelo Cataldi, la soluzione interpretativa deve necessariamente essere colta, aldilà di quella letterale dell'art. 9 della legge 178/51, che oggettivamente è soltanto fuorviante, nella volontà del legislatore originario, riscontrabile soltanto nella lettura dei lavori parlamentari.

Proprio in questi lavori, sia quelli presso il Senato della Repubblica, che nella Commissione della Camera dei Deputati e nella medesima Camera, in fase deliberante, si può cogliere il senso della volontà del legislatore, secondo quanto riferiva, per l'Ordine della Santissima Annunziata, ma ovviamente anche a tutto il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia, l'On. Giulio Andreotti, allora Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, organo proponente il rispettivo disegno di legge: “Riconosco un  fondamento alla riposta. Però, quando nel disegno di legge si è parlato di soppressione, certamente si è voluto dire che si toglievano tutti quei riconoscimenti nel nostro diritto che competevano agli insigniti di questa massima onorificenza e che erano determinate precedenze, il permanente ferroviario, ed alcune altre attribuzioni quali il diritto di essere sentito nella propria abitazione dal tribunale ecc. . “ e “Noi in tal modo, cancelliamo l'ordine dall'ordinamento. Anche se l'espressione non è felice…”.

Dai lavori di questo Convegno è uscita alla fine una proposta di bozza di disegno di legge, con relativa scheda tecnica, attraverso il cui contenuto giuridico si dovrebbero raddrizzare quelle storture create da un'ingenua letteralizzazione della norma sia in fase proponente che deliberante e soprattutto fornire quegli strumenti per porre freno al proliferare di pseudo ordini che nelle pieghe maldestre della legge 178/51 trovano terreno fertile per poter agire indisturbatamente.

Avv. Aldo Bimbato

(25/11/2014 - Carmelo Cataldi)
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