Liberismo e le sue illusioni

Riflessioni sulla natura e le implicazioni del liberimo
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Trovare una vera definizione di liberismo diventa abbastanza complicato. Si tratta di una teoria che filosofeggia tra economia e politica e dichiara un libero scambio, un libero mercato e una libera iniziativa con lo Stato che nell'economia viene limitato alla realizzazione di equilibrate infrastrutture, che possano favorire lo sviluppo del mercato, quindi autostrade, ferrovie, ponti, strade ecc.

Prima cosa cerchiamo di capire quali potrebbero essere le caratteristiche indispensabili di questa che si potrebbe definire una vera e propria corrente di pensiero e di politica economica.

Ciò da cui non si può assolutamente prescindere è un buon funzionamento del Mercato, questo è l'elemento principale di questa corrente di pensiero, condizioni di crisi o di non piena utilizzazione delle risorse possono ostacolare con la spontanea evoluzione di questo sistema.

La concezione del liberismo può quindi essere intesa come crescita infinita, nel senso che assenze di vincoli nell'azione individuale in un contesto tendenzialmente concorrenziale permette la più completa realizzazione delle potenzialità.

Converrebbe soffermarsi su aspetti che permettono anche di delineare le opzioni di politica economica alternative sulla base delle quali alcuni governi potranno fronteggiare la crisi in corso.

E' importante, anche per un buon andamento macroeconomico, che la distribuzione primaria del reddito fra i partecipanti al processo produttivo sia equilibrata. In questo senso gli istituti del mercato del lavoro, formatisi attraverso un processo plurisecolare, sono il presupposto ineliminabile per un buon funzionamento del sistema economico e sociale nel suo complesso. In questo contesto è centrale anche il ruolo dello Stato nella fornitura di servizi sociali essenziali, che svolgono una funzione integrativa del salario percepito in forma monetaria e proteggono contro i grandi rischi dell'esistenza.

Tutte belle parole ma se c'è, dov'è l'etica in economia. Esistono confini e se ci sono dove sono finiti?
La crisi che stiamo vivendo ci rende vulnerabili sempre in modo maggiore al cospetto di un'Europa capitanata dal centro e con politiche che favoriscono sempre di più i vecchi paesi dell'est lasciando a cullarsi nell'oblio del mediterraneo Stati che una volta la facevano da padrone per cultura turismo ed economia.

Il divario tra i ceti ha fatto sì che quello medio si sia man mano autoeliminato e come fu per gli Usa degli anni '90 o ti ritrovi ricco o un malcapitato povero. Con la differenza e forse ci salva ancora, che nel nostro paese abbiamo un concetto di famiglia ancora aggrappato a vecchie saldature che, anche se ormai un po'arrugginite, fanno davvero fatica a staccarsi.

Un giovane volonteroso laureato o meno è alla ricerca di lavoro. I suoi genitori che hanno lavorato per una vita si vedono allungare l'età pensionabile. Che concetto economico è questo per la salvaguardia di un Paese? Certo un giovane costa di più ad un datore di lavoro. L'assurdità sta tutta qui.

Se si eliminassero queste deficienze di concetto e un parlamento occupato da fannulloni e nello stesso tempo avidi affaristi e intasca denaro a tradimento e mettiamoci pure evasori, il nostro stivale potrebbe tornare ai fasti dei periodi migliori. Certo che va corretto il sistema, andiamo corretti un po' tutti. Il rispetto che manca sempre di più, è un elemento troppo sottovalutato. Il dio denaro l'ha soppiantato lasciandolo come ultimo dei concetti, privi d'importanza. La svalutazione di tale concetto è un'arma a doppio taglio, pronta a sezionare e ferire le nostre sempre più labili idee e meccanismi naturali.
Il liberismo è un'illusione? Datevi una risposta.

*** Da completare aggiungendo qualche riflessione sul fallimento del liberismo evidenziato dal fatto che le leggi dello stato hanno comunque favorito alcune categorie di lavoratori creando ingiustificate disparità economiche.
Le pubbliche amministrazioni hanno reso ricchi alcuni proprietari terrieri attarverso modifiche del piano regolatore lasciando magari i loro dirimpettai nella precedente condizione di potvertà.
Hanno avuto leggi di favore alcune professioni attraverso meccanismi protezionistici, si è consentito lo sfruttamento dello stato di bisogno che ha portato all'assoggettamento di uomini su altri uomini.

(31/12/4016 - Roberto Cataldi)
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