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Legge di stabilità 2015: in arrivo tasse "retroattive". Aumenti su IRAP e Fondi Pensione

tra il 2011 e il 2014 i contribuenti italiani abbiano pagato più di 10 miliardi di tasse
Ragazza sperata che guarda fogli contabili
Nonostante lo Statuto del Contribuente vieti l'introduzione di imposte applicabili da prima dell'entrata in vigore della legge, si stima che nell'arco temporale compreso tra il 2011 e il 2014 i contribuenti italiani abbiano pagato più di 10 miliardi di tasse "in deroga", cioè introdotte con effetto retroattivo
Questa anomalia sembra oggi riproporsi con la legge di Stabilità per il 2015. Il disegno di Legge sembra infatti voler ripristinare le aliquote Irap che lo scorso aprile erano state invece ridotte.

Il testo prevede anche l'incremento in modalità retroattiva dall'11% al 20% della tassazione sui rendimenti dei fondi pensione e moltiplica dal 5 al 77,74% dei dividendi la quota imponibile delle fondazioni e dei trust. 

Anche gli Esecutivi precedenti, nell'intento di trovare coperture o fare quadrare i saldi di bilancio, hanno agito in deroga al divieto contenuto nello Statuto del Contribuente

Basti pensare al decreto cosiddetto Salva Italia varato nel 2011 dal governo Monti che ha introdotto l'anticipo dell'Imu e l'incremento dell'addizionale regionale Irpef

In quattro anni, 6 miliardi di maggiori imposte e 4,3 miliardi di maggiori anticipi e acconti sono entrati nelle casse dello Stato. Oltre alle imposte con effetto retroattivo, gli acconti maggiorati complicano ulteriormente un quadro già di per sé complesso: l'incasso è anticipato, ma il saldo finale sarà inferiore.
(11/11/2014 - G.C.)
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