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La legge di stabilità 2015 approda in Cdm. Dopo il voto, l'esame di Bruxelles

Tempi stretti per la legge di stabilità 2015 approdata oggi in Consiglio dei Ministri per l'approvazione prima dell'invio a Bruxelles per il responso definitivo entro fine mese
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Tempi stretti per la legge di stabilità 2015 approdata oggi in Consiglio dei Ministri per l'approvazione prima dell'invio a Bruxelles per il responso definitivo entro fine mese.

Lievitata a 30 miliardi di euro, dai 15-20 inizialmente ipotizzati, la manovra, notevolmente più appesantita, si “giustifica”, a detta dell'esecutivo, con la riduzione delle tasse pari a 18 miliardi, avente la finalità di rilanciare la crescita e i consumi del Paese.

Cinque i punti principali che il Consiglio dovrà varare: alleggerimento del peso fiscale e del costo del lavoro per le imprese, con, da un lato, il taglio dell'Irap pari a 6,5 miliardi di euro, e, dall'altro, la decontribuzione per le nuove assunzioni a tempo indeterminato; conferma del bonus di 80 euro per i lavoratori dipendenti e 500 milioni di euro per sgravi alle famiglie numerose con un solo reddito; Tfr in busta paga su base volontaria per i lavoratori.

Quanto alle “coperture”, oltre alle manovre a costo zero (come la restituzione del Tfr in busta paga), si farà fronte con il deficit aggiuntivo e i tagli della spending review.

Dopo il varo del Consiglio dei Ministri, spetterà comunque all'Unione Europea, previa valutazione degli impegni presi dall'Italia, dare il placet, chiedere eventuali correzioni o, peggio, bocciare la manovra.

Qui di seguito la rassegna stampa sulla legge di stabilità:


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(15/10/2014 - Marina Crisafi)
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