Sblocca Italia: ecco il decalogo del Governo che dovrà far ripartire il Paese

euro

Dai cantieri delle grandi opere, agli interventi nei piccoli comuni, passando per le infrastrutture della banda larga, l'energia e la burocrazia. Sono alcuni dei dieci punti del c.d. “Sblocca Italia”, illustrato nei giorni scorsi dal premier in Consiglio dei Ministri, che dovrà liberare le risorse per far ripartire l'economia del Paese.

Al primo punto del decalogo, c'è proprio lo sblocco dei cantieri relativi alle grandi opere ferme e già finanziate, che possono essere sbloccate con semplificazioni attivando risorse per 30 miliardi di euro (di cui il 57% da risorse private) e creando fino a 95mila nuovi posti di lavoro.

Gli interventi nei piccoli comuni, gli investimenti aggiuntivi per le autostrade e la manutenzione di strade e ferrovie rappresentano il secondo punto dello Sblocca Italia, mentre al terzo si collocano le facilitazioni e le semplificazioni per gli interventi sulla banda larga e ultralarga, nelle aree cosiddette “bianche”.

Le operazioni in ambito portuale, ove è prevista una riduzione delle autorità e misure per il rilancio della nautica, con un'attenzione ai porti turistici, e lo sblocco dei cantieri per le opere antidissesto idrogeologico costituiscono, invece, il quarto e il quinto punto del decalogo.

Alla burocrazia è dedicato l'intero sesto punto, con la previsione di 6 miliardi di euro quale “valore degli interventi su finanza di progetto, defiscalizzazione, bancabilità dei progetti, contratti di partenariato pubblico-privato”, oltre alla riforma del codice dei contratti pubblici, tramite delega legislativa e al potenziamento dell'operatività di Cassa depositi e prestiti a supporto dell'economia.

Stabilizzazione dell'Ecobonus, sgravi fiscali per chi acquista e affitta case a contratto concordato e agevolazioni per le permute immobiliari e gli interventi di efficientamento energetico rappresentano il clou delle misure in tema edilizio, mentre lo “Sblocca Export”, con la previsione di un piano straordinario per l'internazionalizzazione delle imprese e l'attrazione di investimenti esteri, con potenziamento dei grandi eventi, voucher temporary export manager, piattaforme e-commerce per le PMI e valorizzazione del settore agroalimentare in vista di Expo 2015, occupa tutto l'ottavo punto. 

Nuovo modello di governance territoriale per le aree di crisi industriale e interventi di bonifica si concentrano nello “Sblocca Bagnoli”, per finire con gli investimenti privati nazionali e internazionali dello “Sblocca Energia”, finalizzati ad aumentare l'occupazione di 100mila unità e a generare risparmi in bolletta per 200 miliardi in 20 anni.

Fino alla fine di agosto il progetto sarà aperto alla consultazione pubblica (per partecipare alle linee guida, basta seguire le istruzioni sul sito del Governo). 

Le misure poi confluiranno in un decreto che inizierà il suo iter parlamentare.

Rassegna stampa sullo "sblocca Italia":
(07/08/2014 - Marina Crisafi)
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