Riforma giustizia: nuove regole su responsabilità magistrati. Risponderanno anche per 'manifesto errore nella rilevazione dei fatti e delle prove'

giudice sentenza martello
Sappiamo tutti quanto sia difficile oggi ottenere un risarcimento del danno nel caso di errori commessi dai magistrati.  L'attuale disciplina della responsabilità civile magistrati è quella indicata dalla dalla legge n. 117 del 13 aprile 1988 (c.d. "legge Vassalli") i cui effetti sono spesso vanificati dalla cosiddetta clausola di salvaguardia e dal filtro di ammissibilità.

L'Art. 2 della legge 117 al comma 2 dispone infatti che "non può dar luogo a responsabilità l'attività di interpretazione di norme di diritto né quella di valutazione del fatto e delle prove".

La riforma della giustizia andrebbe ora di introdurre un obbligo di rivalsa da parte dello Stato nei confronti del magistrato nei casi in cui si sia verificata una negligenza grave.
In tal caso il magistrato potrebbe vedersi decurtato il suo stipendio fino al 50% (Questa dovrebbe essere la nuova soglia di rivalsa. Non prevista invece in caso di dolo). 

Anche questa volta non ci sarà una responsabilità diretta del magistrato. Il cittadino danneggiato dovrà quindi comunque richiedere risarcimento dei danni allo Stato che poi agirà rivalsa (obbligatoriamente in caso di negligenze gravi) nei confronti singolo giudice.

La riforma prevede anche un ampliamento delle ipotesi in cui è possibile richiedere il risarcimento danni da malagiustizia.
Si potrà fare causa anche per la "violazione manifesta delle norme applicate" e nel caso di "manifesto errore nella rilevazione dei fatti e delle prove". 

Vedi anche nella sezione delle guide legali: La responsabilità civile dei magistrati
(05/08/2014 - A.V.)
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