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Truffa internazionale. Vittime gli avvocati matrimonialisti

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Negli ultimi tempi si sta diffondendo una truffa che annovera tra le sue vittime proprio noi avvocati e, in particolar modo, coloro che si occupano di diritto di famiglia. Una truffa che è stata tentata anche nei confronti del nostro Studio ma che, con un pò di attenzione, siamo riusciti a sventare.

Questo fenomeno si é diffuso in ambito globale, coinvolgendo studi legali del Nord-America e dell'Europa. Di solito il truffatore cerca le proprie vittime nei soggetti che fanno parte di studi legali con una clientela internazionale o nei confronti di avvocati che parlano la lingua inglese. Naturalmente, trattandosi di una truffa a danno di persone colte, preparate e sempre „sospettose” verso possibili condotte criminose, gli autori del reato studiano tutto perfettamente e fanno credere che quanto stia avvenendo sia reale.

É bene premettere che le modalitá con cui viene perpetrata la truffa possono essere diverse ma in questo caso si é voluto tracciare una linea comune indicando le piú probabili fattispecie.

Il modus operandi della truffa si ha con un iniziale contatto via e-mail, in cui la sedicente parte lesa – di solito la finta ex moglie – contatta lo studio legale adducendo che l'ex coniuge non stia rispettando gli accordi divorzili, pur in forza di una sentenza di divorzio o di un accordo tra le parti relativo agli obblighi alimentari, sia per l'ex moglie che per i figli. I figli sono sempre un elemento centrale di questa truffa.

Oltre alla comunicazione tra le parti, se l'avvocato risponde il truffatore provvede a spedire tutti gli elementi utili ad avvalorare la propria posizione. La sentenza che viene allegata é ben articolata, con indicazione di tutti gli elementi giuridici necessari, quali le parti, gli avvocati ed il contenuto suddiviso per punti, senza tralasciare alcunché. Oltre alla sentenza il truffatore allega anche una copia del proprio documento di riconoscimento ed tutti gli altri documenti propedeutici al falso raggiungimento dello scopo, anche su richiesta dell'avvocato.

Pur essendo la sentenza o l'accordo originata da un giudice di uno Stato straniero, il truffatore si rivolge ad un avvocato di uno Stato "terzo", a causa della attuale residenza dell'ex coniuge o per interessi lavorativi od economici: pertanto é necessario poter adire la giurisdizione dello Stato in cui ha lo studio l'avvocato, nel caso in cui l'ex coniuge si rifiuti di pagare gli obblighi alimentari.

Puó capitare che il truffatore indichi il nome di un altro avvocato, all'oscuro di tutto, come "collega" dal quale la parte si era rivolta precedentemente ma che, per ragioni lavorative, o perché avvocato straniero che opera in un altro Paese, non aveva potuto accettare l'incarico. Se pertanto venisse fatto un controllo sull'esistenza o meno di questo avvocato risulterebbe che la persona fisica esiste realmente, seppur il nome sia stato speso alle sue spalle.

Dopo le prime comunicazioni tra la "parte lesa" ed il proprio difensore – in cui viene informato che il marito é a conoscenza dell'incarico affidato allo studio - quest'ultimo viene contattato dall'ex coniuge il quale afferma che vi é la volontá di versare il dovuto e che provvederá a farlo in un tempo piú o meno prossimo, pertanto senza addurre nessun sospetto. I timori del marito sono legati al non rispetto di quanto statuito nella sentenza di divorzio, poiché non rispettandola l'ex moglie potrebbe adire le vie legali, che lo porterebbero senza alcun dubbio ad una condanna.

Elemento centrale é che l'avvocato riceve, successivamente all'email iniziale o ad ulteriori comunicazioni che possono intercorrere tra le parti, un assegno da versare in banca. Detto assegno viene consegnato allo studio via corriere o posta poiché il truffatore non si fa mai incontrare di persona, adducendo la scusa che non é in quel Paese. Quel che puó trarre in inganno é la banca che comunica l'avvenuto deposito; non comunica, invece, di assumersi la responsabilitá in caso di scoperto.

Prima che venga versato l'assegno, il cliente dell'avvocato richiede un anticipo – adducendo una qualche banale scusa quale, ad esempio, motivi di salute che riguardano i figli come una operazione urgente che necessita un notevole sforzo economico – la cui somma di solito deve essere versata ad un proprio prestanome, indicato quale parente. L'anticipo della somma é una cifra ampiamente minore a quella che si puó avere con l'incasso dell'assegno stesso, e che alcune vittime versano a favore dell'autore del reato certe che a breve incasseranno il dovuto.

É quindi in questo momento che scatta il sentore di esser stati vittime di un meccanismo di artifici e raggiri: se verranno versati i soldi richiesti la truffa si sará dunque compiuta. In caso contrario, é bene allertare le competenti autorità mediante querela.

 

 

Questo tipo di truffa é sicuramente piú accurata di altre, elemento che si puó evincere anche da ulteriori aspetti, che possono essere di seguito riassunti, di cui ne possono ricorrere tutti o solamente alcuni.

Puó essere che vi sia una personalizzazione del contatto email senza il generico "Gentile Avvocato", e vi possono essere degli ulteriori contatti se la persona non risponde immediatamente.

Altri elementi da non sottovalutare e che fanno rendere la truffa credibile sono l'accuratezza dei documenti che vengono falsificati e l'utilizzo di nomi diversi da quelli aventi un carattere spiccatamente orientale, ad esempio nomi europei o americani. Vengono effettuate anche chiamate da numeri che sembrano essere locali, mentre in realtà non lo sono. Un ulteriore elemento è che in questo tipo di truffa si tende spesso a ricevere informazioni dettagliate sulla famiglia o sulla propria situazione sociale, di solito benestante.

Alla luce di quanto sopra descritto, e per l'infelice e sfortunata avventura capitataci, bisogna sempre diffidare da presunte richieste di anticipi a favore di nuovi clienti, in particolar modo se questi non si fanno mai vedere!

Il presente articolo é a cura dell'Avv. ssa Boglar Szervatiusz – Studio Legale Lajos – www.studiolegale.hu – con la collaborazione del Dott. Simone Paoli

1056 Budapest, Vaci utca 81.  – Tel. 00 36 1 331 6171 – l.lajos@llf.huwww.studiolegale.hu – twitter @lajoslawfirm

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(30/07/2014 - Avv. Levente Lajos)
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