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RIFORMA FORENSE: IL PROGETTO LEGGE 18.06.2014 di Andrea COLLETTI (Deputato M5S)

montecitorio camera deputati

PROGETTO DI LEGGE Riforma Forense 18.06.2014 Deputato COLLETTI (M5S)

  PROPOSTA DI LEGGE d'iniziativa del Deputato ANDREA COLLETTI

I punti principali, come comunicati da Andrea Colletti, riguardano:

  1. "abrogazione dell'obbligatorietà dell'iscrizione alla Cassa Forense, che rischia di far espellere circa 60.000 avvocati dalla professione;*
  2. abrogazione dell'albo dei cassazionisti;*
  3. abrogazione del titolo di specialista e dell'obbligo di formazione che, così come strutturato, si è rivelato totalmente inutile;
  4. abrogazione dell'obbligo di stipula dell'assicurazione così da abbassare il costo dell'assicurazione stessa;
  5. re-introduzione del patto di quota lite, tale da garantire meno costi per i clienti;
  6. suddivisione degli albi in 3 settori della professione forense, ognuno per ogni giurisdizione: amministrativo, civile e penale;
  7. vista la suddivisione si propone un deciso restyling dell'esame di abilitazione alla professione, cercando di renderlo più meritocratico e non aleatorio, favorendo chi davvero svolge una proficua e reale pratica forense – ovviamente tale modifica è una delle questioni più rilevanti e che necessitano di un maggior dibattito;
  8. si aboliscono i requisiti della abitualità, effettività e continuità della professione forense al fine di rimanere iscritti al relativo albo;*
  9. si disciplina un contratto di lavoro per gli avvocati che operano in altri studi legali;*
  10. si estende l'eleggibilità al Consiglio Nazionale Forense rispetto agli odierni requisiti."*

(Fonte: Andrea Colletti)


Per consultare il disegno di legge clicca qui  

In un video  diffuso on line Andrea Colletti ha presentato il suo progetto di legge.


* I punti  del progetto legge Colletti che ho riportato con l'asterisco sono quelli che certamente condivido. 



http://www.italiaincrisi.it/wp-content/uploads/2014/06/53a3303541d0c.png
Andrea Colletti | via ItaliaInCrisi

 

 

A cura di Avv. Gabriella Filippone -  L'avvocato  Colletti, scrive così sul suo sito personale: "Oggi su Lex potete consultare la mia proposta di riforma sul'ordinamento forense (avvocati) ... L'opinione di tutti voi è fondamentale, soprattutto per ciò che riguarda l'esame di abilitazione e le specializzazioni per le 3 diverse giurisdizioni. "

  
 

 

Segnalo altresì, in tema di  disegni legge e riforma forense: 

 

la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati perl'abrogazione dell'art. 21 della L. 247/2012che impone l'iscrizione obbligatoria a Cassa Forense, d'iniziativa dei deputati MAGORNO, BRUNO BOSSIO, D'INCECCO, FANUCCI, IACONO, OLIVERIO, ZANIN: "Modifiche alla legge 31 dicembre 2012, n. 247, recante nuova disciplina dell'ordinamento della professione forense". 

La proposta di legge include anche importanti modifiche riguardanti la pratica forense e l'esame di abilitazione professionale.
Per consultare il disegno di legge clicca qui




Stante quindi anche la proposta di legge appena menzionata, che mi risulta essere di provenienza PD, propongo il suggerimento postatomi da un collega, l'Avv. Roberto Castellano, e lo rivolgo agli Onorevoli Colletti (M5S) e Magorno (PD) in particolare:

 

   "Esprimo la mia massima gratitudine all'On. Andrea Colletti per aver presentato il suo disegno di legge sulla riforma forense. Mi permetto, tuttavia, di rilevare - sommessamente - che sarebbe opportuno (secondo me) un coordinamento tra M5S e PD (on.le Magorno) per giungere ad una rapida abrogazione dell'art. 21 L. 247/2012 prima che il Regolamento sulla continuità inneschi il "licenziamento" di molti Colleghi sulla base dell'assurdo principio secondo il quale chi lavora poco non avrebbe il diritto di lavorare affatto. E' URGENTE procedere a tale abrogazione, mentre gli altri aspetti della nuova normativa potranno pervenire in un secondo tempo. Solo se si formerà una maggioranza in Parlamento si potrà pervenire ad una azione tempestiva contro una riforma illiberale come quella giustamemte criticata dall'On.le Colletti e dall'On.le Magorno. Molti cordiali saluti."




  http://openclipart.org/image/300px/svg_to_png/3945/TomK32_message_in_a_bottle.png     Message in a bottle - Restando in tema di contributi minimi obbligatori, si mette a disposizione dei Colleghi interessati un modello di lettera da inviare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,  per chiedere: il rigetto del Regolamento presentato da Cassa Forense, l'integrale rispetto della nota ministeriale, la non applicabilità di contributi "minimi" e obbligatori svincolati dal reddito prodotto; l'applicazione del sistema calcolo contributivo. 





Avvocato     . ………………….

Foro di ..........................





Spett.le

Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Direzione Generale per Le Politiche Previdenziali e Assicurative

Direzione VI  Vigilanza sugli Enti previdenziali privatizzati e privati

via Flavia, 6

cap 00187 Roma



Alla C.A. dei Dottori  Gambacciani e Cassano


via fax: 06. 47887182 

via mail all'attenzione del Delegato alla Previdenza Dott. Massimo Cassano:

segreteriasottosegretariocassano@lavoro.gov.it 





Oggetto:

contestazione legittimità Regolamento ex art. 21,  L. 247/2012 di Cassa Forense e

richiesta applicazione sistema calcolo contributivo


Spett.le Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali,

 

con Vostra nota del 05.06.2014, avevate così relazionato:

 

  • nel rilevare “la criticità .. nella scelta operata dalla Cassa di fissare i minimi contributivi per coloro al di sotto dei parametri reddituali, operando un richiamo ai minimi già previsti .. piuttosto che prevederne di nuovi ed autonomi”;

  • invitando “l'ente ad un percorso di armonizzazione delle vigenti disposizioni regolamentari”, altresì osservando che “non sarebbe ragionevole considerare iscritto alla Cassa alcun soggetto senza aver prima disciplinato le conseguenze di tale iscrizione”, per cui disponevate l'irretroattività della iscrizione alla Cassa da far decorrere, invece, dall'entrata in vigore dell'emanando Regolamento; 

  • in considerazione degli elementi di forte indeterminatezza sottostanti le ipotesi attuariali .. si invita Codesta cassa a prevedere all'interno del corpo regolamentare, forme di eventuale revisione della soglia reddituale nonché delle agevolazioni in ordine ai minimi contributivi di cui agli artt. 7 e 9 ..”;

  • c'è una nuova realtà della professione, fatta anche di difficoltà lavorative,  che alla lunga non possono non riflettersi sui flussi contributivi..”, ritenevate pertanto necessario, per la prosecuzione dell'iter procedimentale di approvazione, di attendere che  Cassa  Forense "si determini ad apportare le opportune modifiche al Regolamento posto al vaglio" del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 



 

In spregio a quanto da Voi osservato e disposto, Cassa Forense, nella seduta del 20.06.2014, approvava un Regolamento che recepiva solo uno dei Vostri criteri, ossia la decorrenza dello stesso a decorrere dalla pubblicazione.


Voglia pertanto il Ministero Vigilante considerare la situazione di disagio in cui versiamo a causa dell'inadempienza dell'ente previdenziale Cassa Forense:

  • atteso che l'attuale congiuntura economica non risparmia la (gran parte) classe forense alle prese quotidianamente con i costi della professione;
  • chiarito come sarebbe desiderio di chiunque poter contribuire alla Cassa per gli importi richiesti, la qual cosa vorrebbe dire percepire redditi notevoli e soprattutto garantirsi un futuro pensionistico di tutto rispetto;
  • ribadito come la bozza di regolamento predisposto da Cassa Forense vada in senso diametralmente opposto a qualsiasi scelta di carattere equitativo, tale per cui la contribuzione si leghi al reddito effettivamente percepito, statuendo di contro una sorta di “pizzo” anomalo che pone in condizione di ulteriore disagio materiale e psicologico quanti di noi (e siamo tantissimi) versano nelle esposte condizioni;
  • peraltro, con la spada di Damocle della cancellazione dall'albo, per la cui iscrizione tanto si è sofferto e sudato e che aggiunge ulteriore frustrazione in tantissimi colleghi in analoghe condizioni;
  • la scelta di Cassa Forense con il placet governativo, contribuirebbe a rendere l'Avvocatura, in particolare nelle sue componenti migliori (ovvero la gran parte, fatta di tantissimi onesti lavoratori che ancora credono nella funzione per cui hanno giurato lealtà) ancora meno scevra da condizionamenti nello svolgimento del pubblico servizio loro affidato, dovendo anteporre giocoforza ad ogni altro interesse, quello alla sopravvivenza ed alla stessa permanenza nell'albo;
  • il Regolamento ex art. 21 della legge 247/2012, in caso di approvazione, comporterà  migliaia e migliaia di avvocati esodati, ed avvierà alla pensione contributiva - senza integrazione al minimo -  non meno di 25.000 avvocati, questo secondo le stime di Cassa Forense palesate al recente convegno di Trieste da uno dei relatori presenti.

Per tali motivi, nell'offrire sostegno al Ministero affinchè non desista dalla  richiesta di “contributi nuovi ed autonomi” per i neo iscritti; nel richiederne l'estensione a tutti i Colleghi in difficoltà, Vi rivolgo

ISTANZA

affinchè provvediate a rigettare in toto il Regolamento presentatoVi da Cassa Forense,in quanto in evidente contrasto con le Vs. disposizioni, nonchè in evidente contrasto con l'art. 53 Cost. "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva", ed in evidente contrasto altresì con la legge n. 247/2012, che orienta verso l'applicazione del sistema di calcolo contributivo, in caso di redditi pari a zero, o prossimi ad esso,  sollecitando nel contempo,

- l'integrale rispetto della nota ministeriale;

- la non applicabilità di contributi "minimi" e obbligatori svincolati dal reddito prodotto;

CHIEDO

che Cassa Forense in ossequio alla legge 247/2012, adotti, con il regolamento in corso di approvazione, il sistema di calcolo contributivo equo e solidale. 

Con Osservanza

Avv. .....................

 

 




Per Vs visione si riscontra altresì al Ministero Vigilante quanto segue:

 

BREVI CENNI SULLA  ILLEGITTIMITA' DELL'ART. 21, COMMA 8, Legge n. 247/2012

*****
L'articolo in discorso prevede l'obbligatorietà e l'automatica iscrizione alla Cassa previdenza forense, come conseguenza dell'iscrizione all'Albo degli Avvocati: trattasi di iscrizione non gratuita bensì onerosa.
Numerosi sono i profili di illegittimità che colpiscono tale articolo della Legge n. 247/2012, poiché in contrasto evidente con la Costituzione e con il dettato normativo europeo.
Occorrerà ricordare che la Costituzione è "Fonte del diritto", dunque, "Legge delle Leggi", di fronte alla quale tutte le altre leggi hanno l'obbligo di osservanza.

Con la Legge  247/2012 si assiste alla violazione dei seguenti principi fondamentali:

1) Violazione dei principi di equità contributiva:

Il sistema  contributivo adottato dall'ente privato Cassa Forense, che gestisce interessi eminentemente pubblici, contrasta con il principio dell'equità fiscale e contributiva.

Infatti, tale principio giuridico del nostro Ordinamento, strutturato sul combinato disposto degli articoli 2, 3 e 53 della Costituzione Italiana, delinea le caratteristiche generali  del sistema contributivo che devono essere rispettate sia dagli Enti previdenziali pubblici, sia dagli Enti previdenziali privati.
Questi, dunque, al pari degli altri soggetti che operano nel territorio, sono tenuti al rispetto delle leggi dello Stato e della Costituzione Italiana in forza della quale, il sistema previdenziale, anche di Enti Privati, deve essere tale da realizzare una giustizia fiscale (art. 3 Cost.)solidale (art. 2 Cost.), basata sul criterio della progressività (art. 53 Cost.) dell'imposizione contributiva.

A fronte delle Norme richiamate, costituenti Principi Fondamentali del Diritto e Fonti di esso, v'è l'attuazione di un sistema contributivo per mezzo dell'emanando Regolamento (di rango quindi inferiore rispetto alle Norme Costituzionali !!) della Cassa Forense che astrae da ogni considerazione sulla capacità contributiva dei singoli, laddove obbliga al pagamento di contributi (c.d. minimi) fissi ed indipendenti da situazioni reddituali (dovuti, infatti, anche in caso di reddito pari a zero).


2) Lesione di interesse legittimo

La nuova legge sull'Ordinamento Forense affida ai Consigli dell'Ordine il compito di  operare il c.d. sfoltimento degli albi (cancellazione), che sostanzialmente si risolverà in una  presumibile discriminazione quantitativa dei redditi, anche se formalmente esclusa dalla lettera della legge.
Tali azioni collidono con i principi di libertà del lavoro, di cui agli articoli 1, 4 e 35 della Costituzione Italiana, e dell'iniziativa economica e non discriminazione, di cui agli articoli 41 e 3 della Costituzione e con il principio di libera concorrenza previsto dall'Ordinamento europeo.

In riferimento al Diritto Comunitario, va detto che la Legge n. 247/2012, partorita dal Legislatore italiano, non può ignorare il principio di preferenza imposto dal diritto dell'Unione europea secondo cui, questo, prevale sul diritto interno dei suoi Stati membri.
La preminenza del diritto dell'Unione è sancita dall'articolo 10 della Convenzione Europea: "La Costituzione e il diritto adottato dalle istituzioni dell'Unione nell'esercizio delle competenze a questa attribuite hanno prevalenza sul diritto degli Stati membri"
(Convenzione di Bruxelles, art. 10-Diritto dell'Unione Europea, comma 1)

In presenza di una legge nazionale che contrasti con una norma comunitaria, pertanto, il giudice ordinario deve disapplicare la legge nazionale e applicare il diritto dell'Unione, senza porre quesiti di incostituzionalità o attendere che il legislatore nazionale risolva il conflitto di giurisprudenza adeguandolo al diritto dell'Unione.

Il principio di libera concorrenza in ambito comunitario è  richiamato dall'art. 33 comma V della Cost. che prevede l'accesso agli ordini professionali  previo superamento dell'esame di stato.

Ebbene la Legge n. 247/2012 vìola anche detto quadro normativo nazionale-europeo.

La cancellazione dall'albo, poi, imposta dalla Legge de qua, vìola l'interesse legittimo dell'avvocato che, dopo aver superato il concorso pubblico per l'abilitazione all'esercizio della professione di avvocato, non può vedersi negare il diritto di iscrizione all'Albo solo in forza di un "Regolamento in materia previdenziale" (sic!) che non ha la stessa cogenza della legge, dei principi Costituzionali, dei principi comunitari.

La riforma forense vìola la Legge Professionale (R.D. n. 1578/1933) che dispone il diritto di iscrizione all'Albo degli Avvocati in caso di superamento dell'esame di Stato, nonché la facoltà dell'Avvocato di svolgere la sua professione "gratuitamente".

Il Legislatore, forse troppo preoccupato di fare "Cassa" ha dimenticato che l'Avvocato svolge un ruolo istituzionale: egli garantisce l'osservanza della Costituzione e l'applicazione dell'art. 24 di essa. Da questi principi fondamentali la Legge n. 247/2012 non potrà in alcun modo prescindere.

Si ringraziano i Colleghi tutti per i loro contributi alla missiva.



 

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News Giuridiche a cura di Avv. Gabriella Filippone             Gabriella Filippone Blog

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(05/07/2014 - Gabriella Filippone)
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