Il paese che vorrei - un possibile programma politico. Scritto dai cittadini

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Il Paese che vorrei - ecco un possibile programma politico. Scritto dai cittadini

di Angelo Casella

Se proviamo a chiedere ai comuni cittadini quali dovrebbero essere i provvedimenti che un governo serio dovrebbe oggi mettere in agenda scopriremmo che le priorità spesso sono molto diverse da quelle che il mondo politico propone. 

Ed ecco, sinteticamente, un elenco dei "desiderata" su cui sarebbe utile una riflessione. Il tutto preceduto dalla necessaria premessa che “spetta ai cittadini formulare i programmi politici e non ai partiti”.

Il panorama degli interventi necessari a rimettere appena in sesto il Paese è molto vasto e articolato e pertanto dobbiamo limitarci qui alle priorità ineludibili.

a) In primo luogo è indispensabile e preliminare rivedere il debito pubblico: oggi assorbe oltre un terzo del bilancio, rendendo impossibile ogni iniziativa di spesa.

Deve essere ristrutturato radicalmente, con emissione di nuovi titoli ad interesse ridotto e fisso. Deve essere sottoposto a revisione di legittimità (l'Ecquador ha sottoposto ad apposita perizia il proprio debito scoprendo numerose illegittimità, che gli hanno consentito di ridurlo notevolmente).

b) Occorre rivedere le modalità di emissione dei titoli, abolendo il sistema dell'”asta” ed emettendo titoli non commerciabili sul c.d. “mercato” (risolvendo così il trucco dello “spread” e il problema della oscillazione del prezzo del capitale), a reddito fisso, con clausola di salvaguardia dall'inflazione (la Costituzione impegna lo Stato a “tutelare il risparmio”…) ed esenti da imposte.

c) Sempre in via preliminare, è da regolamentare la finanza, causa prima dei disastri che viviamo.

Quindi: prima di tutto rifare la legge bancaria, inizialmente tornando al testo della precedente, per elaborare in seguito un insieme di norme migliori e più rispondenti all'interesse dei cittadini.

Contestualmente:

1. – Vietare tassativamente la creazione e la vendita di titoli derivati, strutturati, Cds (Credit Default Swaps), e simili e, comunque di tutti i titoli provenienti da istituzioni finanziarie, senza specifica e motivata autorizzazione.

2.- Inibire severamente ogni forma di cartolarizzazione dei crediti bancari, delle società ”veicolo” e simili..

3.- Sottoporre la gestione delle banche alla vigilanza ed al controllo di merito del Tesoro, particolarmente per quanto attiene alle delibere concernenti l'impiego del denaro depositato. Interdire ogni forma di investimento speculativo da parte delle banche e della c.d. “finanza ombra”. Decretare che l'attività bancaria è servizio pubblico.

4.- Abolire le Fondazioni bancarie

5.- Nazionalizzare la banca centrale. Attribuire allo Stato il potere di battere moneta e di fissare il livello dei tassi.

6.- Escludere la presenza di altre istituzioni finanziarie estere, oltre a quelli già operanti sul territorio nazionale.

7.- Istituire un rigido controllo sulla circolazione dei capitali. Porre un limite alla esportazione degli utili delle aziende di proprietà estera. (Stabilire tassativamente che esse sono sottoposte alle leggi ed alle regolamentazioni interne del Paese). Controllare la provenienza dei capitali esteri onde evitare insediamenti della criminalità internazionale.

8.- Rinegoziare tutti i Trattati europei (da sottoporre, comunque a referendum) e quelli con il WTO. Uscire dall'euro. Pretendere una radicale riforma in senso democratico delle istituzioni europee. Attribuire al solo Parlamento la potestà normativa e regolamentare e di nomina delle alte cariche rappresentative.

9.- Disporre controlli sul credito e sulle emissioni di titoli obbligazionari e azionari.

10.- Escludere, progressivamente, qualsiasi proprietà privata delle banche.

11.- Vietare severamente il fast trading in Borsa, le vendite allo scoperto, le speculazioni sui prodotti alimentari ed il mercato delle materie prime. Sottoporre ad imposta ogni investimento in Borsa.

12.- Proibire il c.d. leverage buyout.

13.- Tassazione delle rendite finanziarie a livello superiore ad ogni altra forma di rendita.

Occorre poi ridimensionare le regioni a semplici uffici amministrativi, abolendo le grottesche strutture dei governicchi, e ciò anche a livello provinciale e comunale, fonti di malversazioni, mangiatoie, prevaricazioni, nefaste interferenze con la vita economica, culturale e sociale della comunità, e di scadimento del livello della moralità pubblica. L'attività di amministrazione deve essere svestita di ogni influenza politica. Abolizione dei Consigli di quartiere.

Nello stesso ambito, si dovrà provvedere a ridisegnare tutta la macchina amministrativa, riducendone le strutture a livello essenziale e semplificandone al massimo l'operatività.

Nazionalizzare integralmente Poste, Ferrovie (incentivando il trasporto merci su rotaia), traghetti, Alitalia, Autostrade, Enel, Telecom, Eni. Questi enti che forniscono servizi essenziali per la collettività e non è corretto vengano sfruttati da privati per incassare profitti, (aumentando i costi dei servizi).

Da rifondare e riformare tutto il SSN, stabilendo centri unici di erogazione integrata dei servizi sanitari ai quali il cittadino possa rivolgersi per avere subito tutto ciò che gli occorre. Vietare ogni attività sanitaria privata.

Istituire due centri di ricerca pubblici: uno nell'area medica ed un altro in quella farmaceutica. Nazionalizzare le aziende farmaceutiche.

Condizione primaria per l'equilibrato sviluppo della società è un sistema giudiziario efficiente ed autonomo.

Oggi la Magistratura evidenzia un impressionante calo di professionalità e di indipendenza.

Necessario pertanto abolire la riforma dell'ordinamento giudiziario iniziata da Castelli nel 2005 e riproposta da Mastella nel 2006-2007. In particolare occorre ripristinare la lettura originaria dell'art 104 della Costituzione. Espellendo dal CSM tutti i membri “laici” e cancellando ogni forma di interferenza, diretta come indiretta della politica nella vita e nel funzionamento della Magistratura.

Ogni legge riguardante struttura e funzionamento dell'ordine giudiziario deve essere considerata legge costituzionale e deve comunque essere approvata dal CSM.

Da reintrodurre la figura ed il ruolo del Pretore, depennando l'infelice riforma che ha creato il Giudice di Pace ed il Giudice Unico.

Riformare i codici di procedura civile e penale con l'obbiettivo di snellire le procedure e conferire alla magistratura i più ampi poteri di indagine e di intercettazione.

Assicurare agli Uffici Giudiziari personale adeguato, supporti elettronici efficaci ed una completa informatizzazione delle procedure e degli atti.

Eliminare qualsiasi forma di rapporto di gerarchia all'interno degli Uffici stessi. Sia il Presidente del Tribunale e della Corte d'Appello, sia il Procuratore Capo debbono assumere la figura ed i poteri (solo organizzativi) di “primus inter pares”. L'assegnazione delle pratiche ai sostituti procuratori ed ogni altra decisione interna, deve avvenire in forma collegiale. Da escludere che il Procuratore Capo possa acquisire a se delle indagini in corso.

Promozioni, avanzamenti, trasferimenti e stipendi debbono essere sottoposti solo ad automatismi, così da garantire la massima autonomia al Magistrato.

L'accesso alla Magistratura deve garantire una selezione basata sulla massima professionalità e sull'accertamento di adeguati requisiti morali.

Abolizione della prescrizione per i reati contro la persona, per quelli societari e finanziari e per quelli contro la P.A. Revisione integrale dell'istituto.

Obbligo per le società telefoniche (nello stesso atto di concessione) di effettuare gratuitamente ogni intercettazione disposta dalla Magistratura.

Rielaborare le leggi fallimentare, del diritto societario (vietare – in particolare – che si possa acquisire il controllo di società per azioni con quote azionarie inferiori al 51%), e quelle sugli appalti, escludendo in particolare che la P.A. possa concedere appalti a trattativa privata.

Sul piano più generale della economia:

1.- Redigere un programma di sviluppo economico globale che ponga in primo piano l'occupazione e gli investimenti produttivi.

2.- Vietare tutte le delocalizzazioni. Fornire supporto finanziario e organizzativo agli addetti ad ogni azienda che decide di chiudere, affinché realizzino una loro gestione dell'attività.

3.- Escludere le acquisizioni di aziende da parte di fondi di investimento. Ogni acquisto di aziende nazionali deve essere autorizzato dal Tesoro in sintonia con il governo. La proprietà estera di aziende nazionali, se troppo estesa, rende difficoltosa se non impossibile la direzione dell'economia. Le multinazionali estere che operano in Italia, esportando gli utili, sottraggono ricchezza al Paese.

4.- Inibire ogni forma di privatizzazione e di liberalizzazione di beni e servizi pubblici.

5.- Riscrittura dell'intero sistema fiscale ispirandolo a criteri di progressività. Come stabilito dalla Costituzione, ogni imposta dovrà basarsi sulla entità dei flussi di reddito. Abolire l'imposta patrimoniale sugli immobili. Incrementare il livello di tassazioni delle grandi imprese e ridurre drasticamente quello sugli artigiani e sulle piccole imprese.

6.- Introdurre misure severissime contro l'evasione fiscale e la corruzione. Istituire il reato di “ottenimento di favori”. Per porre in essere il reato di corruzione sarà sufficiente acquisire (anche a propria insaputa) benefici di qualunque tipo (e non anche dimostrare i vantaggi ottenuti).

7.- Abolizione di ogni forma di lavoro precario.

8.- Adozione immediata di una politica di bilancio espansiva.

9.- Rinegoziazione dei contratti di fornitura di energia con i Paesi fornitori, escludendo ogni possibile possibile forma di beneficio, di mazzette, di cointeressenze. Rilettura di quelli in essere per l'accertamento di eventuali reati.

10.- Fissazione di un livello minimo di salario nazionale.

11.- Stabilire l'obbligo inderogabile di contratti collettivi di lavoro nazionali, inibendo tassativamente ogni tipo di contrattazione aziendale.

12.- Attuazione meticolosa del referendum sull'acqua, escludendo ogni forma di coinvolgimento privato e sciogliendo immediatamente le società miste.

13.- Obbligo ai Comuni di riacquisire la proprietà e la gestione degli acquedotti locali. Stabilire, con legge costituzionale, il principio della proprietà comune inalienabile e intangibile relativamente, non solo ai beni artistici e storici, ma anche al demanio ed ai beni patrimoniali delle collettività locali, ad un tempo beni e servizi nell'interesse di tutti i cittadini (parchi, laghi, spiagge, ponti, strade, boschi, edifici di valore storico, ecc.)

14.- Creare a Trieste un grande polo logistico integrato (portuale, ferroviario e camionale) in grado di assorbire il più possibile il traffico di merci da e per i Paesi dell'Est. Creare un Piano nazionale dei porti. L'economia italiana, essendo di trasformazione, deve poter fruire di un sistema di accessi e di circolazione interna ai massimi livelli.

In via generale:

1.- Rielaborazione della normativa sulla immigrazione. Abolizione del reato di clandestinità. Chiusura dei centri di accoglienza ed identificazione. Istituzione nei Paesi che circondano l'Europa di ufficieuropei per l'immigrazione, con opportuna selezione degli aspiranti ed il loro indirizzamento territoriale in base alle offerte di lavoro provenienti dai vari Paesi dell'Unione.

2.- Vietare la cementificazione ulteriore delle coste, anche con lo stratagemma dei “porticcioli turistici” e dei “club del golf”. Stabilire con un Piano regolare generale, un insieme di principi da applicare in qualsiasi insediamento urbano, favorendo il recupero degli edifici esistenti.

3.- Incentivare con ogni mezzo ricerca ed innovazione, favorendo con misure finanziarie idonee la applicazione pratica dei risultati.

4.- Costituire una società di assicurazioni pubblica.

5.- Cancellazione di tutte le c.d. Autorità (per l'energia, le comunicazioni, ecc. ecc.).

6.- Incentivazione del turismo e degli scambi culturali con l'estero. Provvedere alla massima tutela del patrimonio storico ed artistico nazionale. Istituire un catalogo nazionale totale dei beni di valore artistico e culturale.

7.- Regolare con norme rigorose la stipula di Trattati internazionali, escludendo in particolare che possano diventare, direttamente o indirettamente, fonti di diritto interno, aggirando la Costituzione e il Parlamento, e introducendo nell'ordinamento nazionale regole e principi di pertinenza parlamentare.

8.- Stabilire che l'istruzione è soltanto pubblica e gratuita. Il progresso economico, civile e morale del Paese è legato al livello dell'istruzione impartita alle nuove generazioni. Cancellare la riforma Gelmini. Costituire un Collegio qualificato (non politico) per la redazione di un piano di sviluppo e di programma dell'istruzione, seguendo il principio che la scuola deve costruire uomini, non strumenti per l'industria. L'indottrinamento religioso va escluso dalla scuola pubblica. Garantire severamente la massima preparazione e l'idoneità didattica dei docenti. Aumentare l'attuale – bassissimo – livello di spesa per l'istruzione (tra i più esigui al mondo), ad almeno il 7 – 10% del Pil.

9.- Abolizione immediata di tutte le missioni militari all'estero. Uscita dell'Italia dalla Nato.

10.- Cancellazione di tutti i finanziamenti e delle facilitazioni fiscali alla Chiesa. Costituzione di una commissione di indagine sulle proprietà della Chiesa. Sottoposizione integrale di ogni attività bancaria vaticana alle leggi italiane.

11.- Istituzione di un Comitato – non politico – di controllo sui servizi segreti e sul Viminale, che garantisca trasparenza assoluta su entrambi.

12.- Eliminazione del concetto stesso di segreto di Stato.

13.- Instaurazione di un Comitato di indagine sui grandi patrimoni.

14.- Divieto di finanziamento, pubblico e privato, dei partiti. Sono ammessi solo contributi degli associati (soggetti al limite massimo di 300 euro annuali). Istituzione di una Commissione di indagine sui partiti, sui loro bilanci, sulla attività extra politica svolta. Emanazione di una legge che regoli che disciplini struttura, funzioni e bilanci sia dei partiti sia dei sindacati, garantendo al loro interno dinamiche strutturali in grado di assicurare una autentica democraticità e continuo ricambio dei vertici. Diritto, per ogni associazione partitica, di disporre gratuitamente su tutti i media, di spazi, eguali, per la comunicazione politica.

15.- Redazione di un Piano dettagliato di tutela del territorio contro gli eventi naturali.

16.- Emanazione di un corpus sistemico di norme antimafia che concerna ogni aspetto del fenomeno, dalla tutela dei pentiti al regime carcerario, ai controlli finanziari, alla vendita o meglioassegnazione diretta ad associazioni di volontariato dei beni confiscati, ecc. Immediata espulsione automatica di ogni politico od amministratore indagato per rapporti con mafiosi.

17.- Abolizione del sistema europeo di “aiuti” all'agricoltura, che attualmente finiscono nelle mani dei grandi proprietari, tra cui molte istituzioni finanziarie. Revisione normativa di tutta la materia, con esclusione della proprietà finanziaria.

18.- Rilancio, anche mediante facilitazioni fiscali e speciali forme di finanziamento, dell'artigianato e delle piccole imprese.

19.- Graduale reintroduzione di controlli e tasse doganali, per proteggere l'attività economica interna. Riesame dei Trattati che impongono la globalizzazione, le privatizzazioni e l'introduzione di regole e principi non dibattuti e approvati nelle sedi parlamentari. Oggi i Trattati vengono approvati dal Parlamento a scatola chiusa, senza vero dibattito ed analisi dei testi, che spesso i parlamentari neppure conoscono.

20.- Abolizione immediata del c.d. premio di maggioranza (basilare violazione della volontà degli elettori e del democratico meccanismo di funzionamento delle aule parlamentari). Emanazione di una legge elettorale proporzionale a scrutinio di lista, senza soglie minime di accesso al Parlamento. Ridurre ad un terzo il numero dei parlamentari. Conservare il Senato, tradizionale contemperamento del potere legislativo e freno alla dilagante spinta verso l'autoritarismo. Garantire che ogni legge sia discussa e dibattuta in Parlamento e non nelle commissioni.

21.- Espulsione di tutte le basi militari estere dal territorio nazionale, ivi comprese le bombe nucleari Usa.

22.- Abolizione della legge che privatizza la Difesa (legge La Russa).

23.- Introduzione di una legge costituzionale che vieti l'emanazione di norme che regolino decisioni pertinenti alla sfera individuale del cittadino (aborto, procreazione assistita, eutanasia, ecc.).

24.- Stabilire la regola assoluta che ogni incarico, ad ogni livello, nelle aziende pubbliche o partecipate, debba essere assegnato solo con concorso pubblico e segreto.

25.- Abolizione dell'inutile e pomposa carica di Presidente della Repubblica. Dovrà essere sostituita con un incarico ad personam a una personalità eminente nel campo della cultura o della scienza. Adibire il Quirinale a Museo della Storia.

26.- Eliminazione della riforma Fornero delle pensioni. Stabilire, in accordo con il dettato costituzionale, un livello minimo dell'assegno, escludere che si possano percepire pensioni superiori a dieci volte il minimo così fissato.

27.- Riforma radicale dell'ordinamento universitario. Revisione in particolare dei criteri di scelta e nomina dei docenti. Ferree disposizioni verranno adottate circa la verifica delle capacità e doti dei docenti.

28.- Riforma severa delle regole attinenti i collegi elettorali esteri.

29.- Obbligo per ogni impresa di conferire i propri rifiuti tossici ad apposito ente pubblico.

30.- Revisione del corpus normativo attinente le società cooperative al fine di garantire effettiva democraticità interna ed evitare che tali entità possano essere “colonizzate” da gruppi di potere.

31.- Rivisitazione della normativa penale sulle droghe leggere, depenalizzandone l'uso e sottoponendolo a controllo medico obbligatorio.

32.- Abolizione assoluta del gioco d'azzardo, in ogni forma e modalità.

33.- Divieto di qualsiasi forma di speculazione sulle materie prime e sui prodotti agricoli. Esclusione tassativa della trattazione in Borsa dei relativi prezzi.

(09/08/2014 - Angelo Casella)
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