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Tasi, Imu e Tari: il gioco delle tre carte della politica italiana

tre carte

Dr. Carmelo Cataldi - Quando la politica non perde il vizietto di usare il mazzo di “carte” truccato nei rapporti fiscali e tributari con il cittadino. 

Che la politica nazionale fosse assente, lontana e fedifraga nei rapporti con il cittadino c'eravamo abituati, ma che fosse addirittura un baro a questo ancora no! E' noto, perché ne aveva fatto un vessillo della propria azione politica nel 2013, che l'On. Alfano, e tutta la schiera di forzisti transitati in quello che oggi è il NCD, aveva posto come condizione sine qua non, per entrare a far parte del Governo Letta, ma ha fatto lo stesso nel 2014 per il Governo Renzi, che non fossero introdotte nuove tasse e anzi fosse abolita l'IMU. 


Da spalla, sia nel precedente governo che in quello attuale, con il solito refrain del non governo delle tasse, ha fatto Del Rio, confermando prima che non vi sarebbero state nuove tasse, smentito subito poco tempo dopo con l'introduzione della Tares che conteneva un balzello di 30 centesimi di Euro a mq. che andava direttamente nelle tasche dell'erario nazionale, con sommo sgomento delle amministrazioni locali e del cittadino stesso, poi che in ogni caso (la Tasi) non sarebbe stata un'ulteriore tassa e quindi, che lo sarebbe stata, ma in misura molto, molto ridotta, rispetto all'Imu? 


Purtroppo, in questo gioco delle tre “carte” (Tasi, Imu e Tari) ancora una volta si è rivelato il vero volto di una politica “disattenta” per essere benigni, fedifraga per essere realisti perché smentita dai fatti e che bara per essere cattivi.

Approssimandosi infatti le prossime scadenze tributarie, per prima la Tasi, sigla che sta ad indicare la Tassa sui Servizi Indivisibili, voluta con la legge di stabilità 2014, ben conosciuta da Alfano e Del Rio etc. e riguardante la fornitura di quei servizi comunali, come ad esempio la manutenzione stradale, l'illuminazione pubblica etc. e che già era stata parzialmente introdotta con quel discreto e parziale pagamento della Tares 2013, che appunto conteneva solo 30 centesimi per mq., e poi subito dopo l'Imu, ecco che viene scoperto il trucco e la malafede politica, sport nazionale di una politica nata già vecchia.

Da un'analisi attenta delle disposizioni normative relativamente all'introduzione della Tasi si constata che questa non nuova tassa, che aveva visto stravolgere in pejus la bolletta Tares 2013, oltre ad essere un altro scandaloso balzello imposto al popolo italiano, già stremato da una fiscalità sbilanciata e sempre di più opprimente, per come strutturata in alcuni casi, come imposizione, è maggiore di quell'Imu già pagata nel 2012 e di quella da pagare per coloro che non ne fossero esonerati, come nel caso dei proprietari di seconde case a qualsiasi titolo.

Per sintetizzare e scoprire in cosa sta barando la politica italiana, relativamente anche ai proclami fatti nella recentissima campagna elettorale occorre dire che : E' vero è stata tolta l'Imu sulla prima casa, che permane però per le case considerate di lusso e le secondo case, scompare, forse, e lo sapremo solo più avanti, quando si avranno i bollettini di pagamento in mano, i famosi 30 centesimi sulla tassa dei rifiuti (ex Tares da quest'anno Tari), ma compare la Tasi, che altro non è che una Imu camuffatta e maggiormente gravata di parametri catastali e fiscali, quali il valore dell'immobile calcolato con riferimento appunto alla rendita catastale con l'aggiunta di una rivalutazione pari al 5%, moltiplicata ancora per i coefficienti di legge.

In sintesi si tratta dell'Imu aumentata del 5%! Per stupire però con effetti ancora speciali e più paradossali la mossa del noto baro non poteva terminare così, perchè la Tasi la si dovrà paga in aggiunta all'Imu ed alla Tari da tutti coloro che risultano proprietari delle così dette case di lusso, ma soprattutto anche da quei cittadini, di fascia media, che dopo tanti sacrifici di una vita si sono costruiti o hanno acquistato una seconda casa per le vacanze estive o hanno ereditato un immobile, etc. etc., che costituirà titolo come seconda casa e che in buona percentuale non risulta produttiva di reddito al di fuori di quello catastale.

Se ne deduce che questa politica ancora una volta oggi non solo subdolamente ci propina altre tasse ma anche più esose rispetto alle precedenti e in alcuni casi anche da sommare! Questo governo ha svelato dunque il suo vero volto e cioè, se da una parte fa gran cassa per l'unica tangibile azione approvata favorevolmente ad alcuni cittadini e non tutti (i famosi 80 euro) dall'altra con tasse nuove, maggiori e aggiuntive rispetto a prima, annulla l'effetto della prima, e lo dice anche a quanto pare la Corte dei Conti, e ricarica il sistema tributario in modo subdolo e scorretto.
Pertanto se fossi in Renzi mi chiederei se alle prossime elezioni i cittadini italiani mi confermerebbero il 41% di consensi avuti alle ultime elezioni, mentre una certezza mi assalirebbe e cioè che di sicuro avrò il 41% meno alcuni voti, quelli degli elettori che finalmente, davanti a tale scostamento dal sentire comune della politica soprattutto nell'ambito dei tributi, si destano dallo stato di ipnotismo indotto dalla macchina mediatica, che è stata determinate in questo gioco delle tre carte.
Dr. Carmelo Cataldi

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(05/06/2014 - Carmelo Cataldi)
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