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Famiglia: Le trasformazioni sociali del ruolo maschile e femminile

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Di Laura Tirloni - Non c'è dubbio: l'uomo sta attraversando una fase di profondi cambiamenti che vanno di pari passo con i mutamenti culturali e sociali del nostro tempo. Gli stereotipi che vogliono costringere l'uomo nell'angusto ruolo di figura sempre forte, dominante e sicura di sé, hanno progressivamente ceduto il passo a modelli più flessibili con i quali gli uomini si possono identificare. Le donne, a loro volta, superando i limiti culturali, stanno diventando via via più competitive. Rifiutando il ruolo di spalla, acquisiscono un senso critico che più facilmente lascia trapelare aspetti meno idealizzati del maschile. Il prodotto di tutto ciò è che gli uomini perdono la posizione privilegiata di cui godevano in precedenza e incontrano più difficoltà a mantenere dominanza, potere e credibilità agli occhi dell'altro sesso e ai propri.
L'uomo in crisi, minacciato dalla perdita della propria identità, può tentare di reagire chiudendosi difensivamente in sé, evitando ogni forma di confronto o mostrando aggressività e attaccando prima di essere attaccato. Schematizzare, generalizzare, semplificare la realtà e incasellare le informazioni di ciò che si sta vivendo in categorie rigide, può creare un illusorio senso di sicurezza e di controllo sulla realtà. Che è rigidità appunto, ma non forza.
Allo stesso modo, sono sempre di più le donne che scelgono consapevolmente di investire su se stesse e sul proprio valore, rifiutando di disperdere le energie nel tentativo di cambiare il loro uomo, il che può determinare un ulteriore distacco e maggiori difficoltà di comprensione reciproca.
All'interno di questo panorama, rischia purtroppo di venire compromessa l'opportunità di approfittare del cambiamento nel ruolo della donna per costruire relazioni meno scontate, più originali e svincolate dagli ormai superati stereotipi sociali.
Figure maschili e femminili stanno vivendo i primi sgrammaticati passi di una lunga trasformazione, alla quale ha contribuito anche il diritto, assimilando e facendo proprie le istanze e i cambiamenti provenienti dall'evoluzione sociale.
A partire dalla Carta Costituzionale che afferma per la prima volta il principio di parità tra uomini e donne, da realizzare attraverso un'uguaglianza formale e sostanziale (art. 3), alla riforma del diritto di famiglia (l. n. 151/1975), alle successive leggi e discipline specifiche in ambito lavorativo, tese alla eliminazione delle discriminazioni nell'accesso al lavoro, nelle retribuzioni e nelle cariche (l. n. 903/1977), all'introduzione degli organismi di pari opportunità e alle azioni positive per realizzare concretamente la parità nel lavoro e riequilibrare le posizioni professionali femminili e maschili (l. n. 125/91; d.lgs. n. 196/2000), agli interventi relativi alle politiche familiari, aventi l'obiettivo di favorire una più equa distribuzione dei ruoli all'interno della famiglia (l. n. 53/00; d.lgs. n. 151/2001), sono innumerevoli gli esempi rintracciabili nell'ordinamento giuridico.
Il sistema normativo italiano, complici anche le indicazioni a livello comunitario e il ruolo svolto dalla giurisprudenza nell'interpretazione e applicazione concreta delle norme, testimoniano il graduale mutamento di prospettiva, tesa verso una compiuta affermazione dell'identità di genere, dell'uguaglianza formale e sostanziale tra i sessi e, al contempo, attenta alla valorizzazione delle rispettive specificità maschili e femminili.
Certo, quello cui si assiste rappresenta uno stravolgimento degli stereotipi che hanno condizionato per secoli i ruoli sociali e familiari della donna e dell'uomo, che richiederà ancora molto tempo affinchè possa essere assimilato con naturalezza; ne è prova l'aumento dei conflitti all'interno delle relazioni coniugali e di coppia, che in questa fase storica, definita dalla sociologa francese Irène Théry di "demariage" (de-matrimonio), vede i rapporti uomo-donna implicati in una continua "negoziazione", che finisce spesso per coinvolgere anche la giustizia.
Messi da parte, i modelli comportamentali estremi a cui la società e le necessità economiche li avevano obbligati, uomini e donne procedono dunque verso l'acquisizione di un nuovo equilibrio, che si accompagnerà a ruoli e differenze rivisitati.
Nonostante che a prevalere sia ancora la confusione e il disorientamento, l'evoluzione troverà il punto di massima stabilità possibile. Con poca pace di chi si trova, adesso, nel pieno della rivoluzione.
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(23/05/2014 - Laura Tirloni)
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