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Separazioni: come aiutare i bambini a far fronte alla disgregazione familiare

divorzio figli separazione
Di Laura Tirloni - Psicologa clinica
tirloni.laura@hsr.it
Le separazioni, si sa, sono in costante crescita e come è facile intuire, sono proprio i bambini i principali interessati dai danni psicologici derivanti dallo scioglimento del legame familiare.
A seconda dell'età del minore al momento della separazione, si avranno di norma conseguenze diverse.
In età prescolare potrebbero manifestarsi tendenze regressive come ad esempio tornare a bagnare il letto, comparsa di balbuzie, disturbi del sonno (incubi notturni); tutti sintomi legati a sottostanti vissuti di minaccia di abbandono.
In età scolare, potrebbero manifestarsi sentimenti di rabbia e ostilità verso i genitori, atteggiamenti oppositivi o sintomi depressivi.
In età adolescenziale, i ragazzi potrebbero dare sfogo alla frustrazione e alla rabbia attraverso condotte anti-sociali, ricercando situazioni trasgressive e spesso, mostrando difficoltà scolastiche.

In questi casi, prima di tutto i genitori dovrebbero cercare di mettersi in discussione, senza per questo ritirarsi in una condizione di colpevole passività o rinuncia, impegnandosi con maggiore dedizione e costanza a mostrare il loro affetto ai figli, dandogli la certezza della loro presenza, sempre. Ai figli andrà anche spiegato che l'evento di separazione li coinvolge ma non li vede responsabili; andranno aiutati ad esprimere i loro sentimenti negativi rispetto all'esperienza dolorosa e a dare un senso ai loro vissuti di ansia e tristezza.
È, inoltre, importante cercare di mantenere le stesse regole in casa, evitando di stravolgere lo stile di vita dei bambini, trasmettendo loro un senso di sicurezza e stabilità del quotidiano. In particolare, andrà evitato in ogni modo di discutere in presenza dei minori, andrà concessa loro la possibilità di incontrare sempre il genitore non più convivente e la libertà di nutrire lo stesso affetto per entrambe le figure di riferimento.

Tuttavia, quando il quadro familiare muta in modo così radicale, è importante incoraggiare i minori a ritrovare le diverse figure di attaccamento, che possono aiutarli a superare il momento di crisi e tutelarli nel proprio armonioso sviluppo psico-fisico.

In tal senso, si è espresso anche il legislatore della riforma dell'affido condiviso (l. n. 54/2006), ponendo l'accento sia sul diritto a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con entrambi i genitori anche in caso di separazione, che responsabilizzando tutti coloro (parenti, insegnanti, psicologi, istituzioni, ecc.) chiamati a rivestire un ruolo nella delicata situazione vissuta dai minori.

Così, in questi momenti sarà indispensabile anche la vicinanza e l'affetto dei nonni, che in qualche modo possono contribuire, soprattutto in caso di solidità del loro legame di coppia, a infondere un senso di stabilità e fiducia al bambino.

Altrettanto fondamentale è il ruolo della scuola e degli insegnanti che possono fare da guida e sostegno ai minori, stimolando la loro curiosità, l'interesse e l'attenzione nell'ambito delle diverse attività e relazioni scolastiche, infondendogli fiducia e sicurezza, compensando in tal modo la situazione conflittuale vissuta in famiglia e aiutandoli a ritrovare l'essenziale equilibrio nella crescita.

Nel caso in cui si dovessero riscontrare situazioni di disagio più profondo, che può manifestarsi sotto varie forme (dalle difficoltà di apprendimento, all'atteggiamento disfattivo sino alle ipotesi più gravi legate alla sindrome di alienazione parentale), può essere opportuno rivolgersi ad un professionista, una figura psicologica o un mediatore familiare in grado di aiutare i vari soggetti coinvolti a mettere a fuoco i loro sentimenti e vissuti, a uscire dalla tempesta emotiva e a raggiungere nuovi equilibri relazionali e personali.

Anche il ruolo dell'avvocato, in queste situazioni, è particolarmente delicato. Approcciandosi al contesto familiare, nell'ambito della propria attività legale, lo stesso deve agire tempestivamente ed avere la capacità e la sensibilità di riconoscere eventuali disturbi comportamentali dei minori, attivandosi in tal caso per promuovere strategie di negoziazione o di mediazione che possono aiutare a dirimere o attenuare le conflittualità di coppia.
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(10/04/2014 - Laura Tirloni)
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