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Avvocati: cinque miti da sfatare

libro penna e occhiali
di Nadia Fusar Poli -
Il disincanto rispetto all'attività legale (o pratica della legge) è piuttosto diffuso, sia tra i neofiti che tra gli avvocati più "stagionati". Quali e quanti professionisti, sono davvero soddisfatti delle proprie carriere? Da un punto di vista della scelta professionale e lavorativa, il modo migliore per evitare di prendere una decisione sbagliata (di cui pentirsi amaramente per il resto della vita), è quello di non crearsi illusioni e false aspettative e di avere una visione (chiara e reale) della vita che, giorno dopo giorno, quel contesto ci riserverà. 

Molte persone scelgono una carriera nella legge per ragioni sbagliate, costruite su falsi miti. Prima di intraprendere un viaggio impegnativo e costoso (in termini non solo economici ma anche di tempo) per diventare un avvocato, è importante raccogliere tutte le informazioni utili e assicurarsi che la decisione che si sta prendendo sia ben ponderata. Avete già fatto la vostra scelta e siete avvocati in carriera, con ancora un buon margine di crescita e di successo? Ecco alcuni luoghi comuni sulla vita da avvocato, assolutamente da sfatare, che potranno aiutarvi a raggiungere nuovi obiettivi, in modo più consapevole!

1. Diventare un avvocato è un percorso garantito per il successo... finanziario
La verità è che gli avvocati meglio retribuiti sono impiegati in mega-aziende di tutto il mondo (imprese con oltre 100 avvocati) e tali imprese rappresentano solo una minima percentuale di tutti gli studi legali esistenti. Inoltre , la maggior parte delle mega-imprese sono estremamente selettive nel loro processo di assunzione, e scelgono solo i migliori. A voi, ora, fare un esame di coscienza e un po' di sana autocritica.

2. Come avvocato, posso combattere l'ingiustizia e influenzare il cambiamento sociale
Il contenzioso ha poco a che fare con la virtù che trionfa sul male ma è, al contrario, strettamente connesso a come si riesce a sostenere la posizione del proprio cliente in base ai fatti e alla legge applicabile. Le decisioni giudiziarie non sono poi così tanto legate al perseguimento della giustizia, del "giusto vs sbagliato", quanto piuttosto alla possibilità di raggiungere un compromesso tra tutte le parti. In questo, gioco un ruolo (non secondario) anche la politica giudiziaria

3. Sarò un grande avvocato  perché sono bravo a litigare 
Anche se il contenzioso è un processo contraddittorio, nella difesa legale non si tratta di "discutere" (nel senso di impegnarsi in una battaglia verbale con il'avversario). Invece, si tratta di convincere il pubblico - giudice, mediatore o giuria - attraverso una logica ben studiata, una discussione ragionata sulla base dei fatti e della legge. Non basta sfoderare "argomenti vincenti ": serve avere buone capacità dialettiche, persuasive e comunicative.

4. La vita di un avvocato è emozionante e "glam"
A differenza degli avvocati che si affacciano sul grande o piccolo schermo (al cinema, nelle fiction e nelle trasmissioni televisive), la maggior parte del lavoro degli avvocati avviene al di fuori del tribunale. In realtà, una percentuale davvero minima di tutti i casi civili, effettivamente procede in giudizio. La stragrande maggioranza dei casi si riso.ve di fatto in un accordo stragiudiziale o attraverso metodi alternativi di risoluzione delle controversie.

La vita quotidiana di un avvocato medio, è tutt'altro che glamour. Gli avvocati passano la maggior parte del loro tempo tra memorie, deposizioni, redazione di atti, lettura di noiose scartoffie, raccogliendo migliaia di documenti da produrre in contenzioso e producendo una revisione di ciascun documento per determinare se debba essere girato alle altre parti.

5. Il lavoro di un avvocato è intellettualmente stimolante 
Se la pratica delle legge può essere intellettualmente rigorosa, e una parte dell'attività ha certamente dei risvolti gratificanti e stimolanti, gran parte del lavoro dell'avvocato è banale e ripetitivo e, azzardando, si direbbe persino noioso. 
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(29/12/2013 - Nadia F. Poli)
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