Dal D.L. n. 63/2013 al D.L. n.145/2013, quali novità in materia di condominio? In allegato il testo del DL 145/2013

   
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Dott. Emanuele Mascolo - Il Governo ha approvato il D.L. n. 145/2013, che comprende modifiche anche in materia di condominio e che entrano in vigore immediatamente. Ne avevamo già parlato in un precedente articolo (Condominio: ancora una riforma con l'entrata in vigore della legge di stabilità): è prevista la possibilità per i condomini di versare le somme per i lavori di manutenzione straordinaria, secondo lo stato di avanzamento dei lavori, ciò vuol dire di volta in volta. 

Ulteriore novità è data dall'abbassamento del quorum assembleare per delibere che riguarderanno i risparmi energetici: sarà sufficiente un terzo degli intervenuti con un terzo dei millesimi di proprietà.

L'anagrafe condominiale, invece dovrà contenere solo i dati essenziali

 Modifiche importanti arrivano per i professionisti che acquisteranno gli immobili per cui non è più necessario l' Attestato di Presentazione Energetica (APE), e per chi nel contratto di affitto non lo ha allegato, tale contratto non sarà più nullo in quanto con il Decreto in discorso, riprendono efficacia quei contratti che con la riforma di giugno venivano considerati nulli. 

La riforma di giugno 2013 aveva previsto in questi casi la nullità di quei contratti che non avevano in allegato l'APE.Ad oggi, con il D.L. n. 63/2013, è sufficiente la dichiarazione "di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici; copia dell'attestato di prestazione energetica deve essere altresì allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unità immobiliari." 

Il D.L n. 145/2013 ha definitivamente previsto che la nullità viene sostituita da una ammenda da pagare in parte uguale tra le parti del contratto che può essere anche pagata da una sola parte anche in caso di contratto già concluso senza APE sanando così la nullità e fermando un eventuale contenzioso già avviato per dichiarare tale nullità, in tal caso però il Tribunale non deve essersi già pronunciato in via definitiva. 

Ricordiamo che i decreti legge entrano in vigore immediatamente dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Qui di seguito il testo del provvedimento.

Testo del DECRETO-LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145
Interventi urgenti di avvio del piano "Destinazione Italia", per il contenimento delle tariffe elettriche e del gas, per la riduzione dei premi RC-auto, per l'internazionalizzazione, lo sviluppo e la digitalizzazione delle imprese, nonche' misure per la realizzazione di opere pubbliche ed EXPO 2015.
                                  Art. 1      Disposizioni per  la  riduzione  dei  costi  gravanti  sulle  tariffe    elettriche, per gli indirizzi strategici  dell'energia  geotermica,    in  materia  di  certificazione  energetica  degli  edifici  e   di    condominio, e per lo  sviluppo  di  tecnologie  di  maggior  tutela    ambientale     1. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas aggiorna  entro  90  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto i criteri  per la determinazione dei prezzi  di  riferimento  per  le  forniture  destinate ai clienti finali non riforniti sul mercato libero, tenendo  conto delle mutazioni intervenute nell'effettivo andamento orario dei  prezzi dell'energia elettrica sul mercato.     2. A decorrere dal 1° gennaio  2014,  i  prezzi  minimi  garantiti,  definiti dall'Autorita' per l'energia elettrica  e  il  gas  ai  fini  dell'applicazione  dell'articolo  13,  commi  3  e  4,  del   decreto  legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e dell'articolo  1,  comma  41,  della legge 23 agosto 2004, n. 239, sono pari, per ciascun  impianto,  al prezzo zonale orario  nel  caso  in  cui  l'energia  ritirata  sia  prodotta da impianti che accedono a  incentivazioni  a  carico  delle  tariffe elettriche sull'energia prodotta. 
3. Al fine di contenere l'onere annuo sui prezzi e sulle tariffe elettriche degli incentivi alle energie rinnovabili e massimizzare l'apporto produttivo nel medio-lungo termine dagli esistenti impianti, i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili titolari di impianti che beneficiano di incentivi sotto la forma di certificati verdi, tariffe omnicomprensive ovvero tariffe premio possono, per i medesimi impianti, in misura alternativa: a) continuare a godere del regime incentivante spettante per il periodo di diritto residuo. In tal caso, per un periodo di dieci anni decorrenti dal termine del periodo di diritto al regime incentivante, interventi di qualunque tipo realizzati sullo stesso sito non hanno diritto di accesso ad ulteriori strumenti incentivanti, incluso ritiro dedicato e scambio sul posto, a carico dei prezzi o delle tariffe dell'energia elettrica; b) optare per una rimodulazione dell'incentivo spettante, volta a valorizzare l'intera vita utile dell'impianto. In tal caso, a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di cui al comma 5, il produttore accede a un incentivo ridotto di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di impianto, definita con decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, con parere dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas, entro 60 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto, da applicarsi per un periodo rinnovato di incentivazione pari al periodo residuo dell'incentivazione spettante alla medesima data incrementato di 7 anni. La specifica percentuale di riduzione e' applicata: 1) per gli impianti a certificati verdi, al coefficiente moltiplicativo di cui alla tabella 2 allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244; 2) per gli impianti a tariffa onnicomprensiva, al valore della tariffa spettante al netto del prezzo di cessione dell'energia elettrica definito dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas in attuazione dell'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, registrato nell'anno precedente; 3) per gli impianti a tariffa premio, alla medesima tariffa premio. 4. La riduzione di cui al comma 3, lettera b), viene differenziata in ragione del residuo periodo di incentivazione, del tipo di fonte rinnovabile e dell'istituto incentivante, ed e' determinata tenendo conto dei costi indotti dall'operazione di rimodulazione degli incentivi, incluso un premio adeguatamente maggiorato per gli impianti per i quali non sono previsti, per il periodo successivo a quello di diritto al regime incentivante, incentivi diversi dallo scambio sul posto e dal ritiro dedicato per interventi realizzati sullo stesso sito. 5. L'opzione di cui al comma 3, lettera b), deve essere esercitata entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 3, lettera b), mediante richiesta al Gestore dei servizi energetici (Gse) resa con modalita' definite dallo stesso Gse entro 15 giorni dalla medesima data. 6. Le disposizioni di cui ai commi 3, 4 e 5 non si applicano: a) agli impianti incentivati ai sensi del provvedimento del Comitato interministeriale dei prezzi n. 6 del 29 aprile 1992; b) agli impianti incentivati ai sensi del decreto del Ministro dello sviluppo economico 6 luglio 2012, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 159 del 10 luglio 2012, supplemento ordinario n. 143, fatta eccezione per quelli ricadenti nel regime transitorio di cui all'articolo 30 dello stesso decreto. 7. All'articolo 6 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, i commi 3 e 3-bis sono sostituiti dal seguente: «3. Nei contratti di compravendita immobiliare, negli atti di trasferimento di immobili a titolo oneroso e nei nuovi contratti di locazione di edifici o di singole unita' immobiliari soggetti a registrazione e' inserita apposita clausola con la quale l'acquirente o il conduttore dichiarano di aver ricevuto le informazioni e la documentazione, comprensiva dell'attestato, in ordine alla attestazione della prestazione energetica degli edifici; copia dell'attestato di prestazione energetica deve essere altresi' allegata al contratto, tranne che nei casi di locazione di singole unita' immobiliari. In caso di omessa dichiarazione o allegazione, se dovuta, le parti sono soggette al pagamento, in solido e in parti uguali, della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 a euro 18.000; la sanzione e' da euro 1.000 a euro 4.000 per i contratti di locazione di singole unita' immobiliari e, se la durata della locazione non eccede i tre anni, essa e' ridotta alla meta'. L'accertamento e la contestazione della violazione sono svolti dalla Guardia di Finanza o, all'atto della registrazione di uno dei contratti previsti dal presente comma, dall'Agenzia delle Entrate, ai fini dell'ulteriore corso del procedimento sanzionatorio ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.». 8. Su richiesta di almeno una delle parti o di un suo avente causa, la stessa sanzione amministrativa di cui al comma 3 dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 192 del 2005 si applica altresi' ai richiedenti, in luogo di quella della nullita' del contratto anteriormente prevista, per le violazioni del previgente comma 3-bis dello stesso articolo 6 commesse anteriormente all'entrata in vigore del presente decreto, purche' la nullita' del contratto non sia gia' stata dichiarata con sentenza passata in giudicato. 9. La riforma della disciplina del condominio negli edifici, di cui alla legge 11 dicembre 2012, n. 220, e' cosi' integrata: a) con Regolamento del Ministro della giustizia, emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono determinati i requisiti necessari per esercitare l'attivita' di formazione degli amministratori di condominio nonche' i criteri, i contenuti e le modalita' di svolgimento dei corsi della formazione iniziale e periodica prevista dall'articolo 71-bis, primo comma, lettera g), delle disposizioni per l'attuazione del Codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220; b) all'articolo 1120, secondo comma, n. 2, del Codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, le parole «, per il contenimento del consumo energetico degli edifici» sono soppresse; c) all'articolo 1130, primo comma, n. 6, del Codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, dopo le parole: «nonche' ogni dato relativo alle condizioni di sicurezza» sono inserite le seguenti: «delle parti comuni dell'edificio»; d) all'articolo 1135, primo comma, n. 4, del Codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «; se i lavori devono essere eseguiti in base a un contratto che ne prevede il pagamento graduale in funzione del loro progressivo stato di avanzamento, il fondo puo' essere costituito in relazione ai singoli pagamenti dovuti»; e) all'articolo 70 delle disposizioni per l'attuazione del Codice civile, per come modificato dalla legge 11 dicembre 2012, n. 220, dopo le parole: «spese ordinarie» sono aggiunte le seguenti: «L'irrogazione della sanzione e' deliberata dall'assemblea con le maggioranze di cui al secondo comma dell'articolo 1136 del Codice». 10. All'articolo 1 del decreto legislativo 11 febbraio 2010, n. 22, dopo il comma 7 e' inserito il seguente: «7-bis. Lo Stato esercita le funzioni di cui all'articolo 1, comma 7, lettera i), della legge 23 agosto 2004, n. 239, e all'articolo 57, comma 1, lettera f-bis), del decreto-legge n. 5 del 2012, nell'ambito della determinazione degli indirizzi della politica energetica nazionale, al fine di sostenere lo sviluppo delle risorse geotermiche.». 11. L'articolo 11, comma 14, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e successive modificazioni, e' abrogato e cessa l'efficacia delle disposizioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 9 marzo 1994, n. 56, relativamente alla concessione integrata per la gestione della miniera di carbone del Sulcis e produzione di energia elettrica e cogenerazione di fluidi caldi mediante gassificazione e ai relativi meccanismi di incentivazione. 12. La Regione Autonoma della Sardegna, entro il 30 giugno 2016, ha la facolta' di bandire una gara per realizzare una centrale termoelettrica a carbone, dotata di apposita sezione di impianto per la cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica prodotta, da realizzare sul territorio del Sulcis Iglesiente, in prossimita' del giacimento carbonifero, assicurando la disponibilita' delle aree e delle infrastrutture necessarie. Al vincitore della gara e' assicurato l'acquisto da parte del Gestore dei servizi energetici S.p.a. dell'energia elettrica prodotta e immessa in rete dall'impianto, dal primo al ventesimo anno di esercizio, al prezzo di mercato maggiorato di un incentivo fino a 30 Euro/MWh sulla base della produzione di energia elettrica con funzionamento a piena capacita' di cattura della CO2 e del funzionamento del relativo stoccaggio nonche' rivalutato sulla base dell'inflazione calcolata sull'indice Istat, per un massimo di 2100 GWh/anno. Il rapporto tra l'ammontare complessivo di tale incentivo e il costo totale di investimento sostenuto dal vincitore della gara non deve superare le proporzioni consentite dalle norme comunitarie sugli aiuti di Stato e nessun incentivo puo' essere concesso prima della approvazione da parte della Commissione europea. In caso di funzionamento della centrale termoelettrica in assenza di cattura e stoccaggio della CO2, le emissioni di gas serra attribuite all'impianto sono incrementate del 30%. 13. Gli oneri derivanti dall'attuazione del comma 12 sono a carico del sistema elettrico italiano e ad essi si provvede mediante corrispondente prelievo sulle tariffe elettriche, con modalita' di esazione della relativa componente tariffaria basate su parametri tecnici rappresentanti i punti di connessione alle reti di distribuzione, definite dall'Autorita' per l'energia elettrica e il gas con provvedimento da adottare entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. 14. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono stabiliti gli elementi e i criteri per la valutazione delle offerte della gara di cui al comma 12 nonche' le modalita' dell'audit esterno cui il vincitore della gara e' tenuto sottoporsi per evitare sovra compensazioni. L'Autorita' per l'energia elettrica e il gas stabilisce le modalita' con cui le risorse di cui al comma 13 sono erogate dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico a copertura del fabbisogno derivante dal pagamento dell'incentivo sull'energia acquistata dal Gestore dei servizi energetici S.p.a. 15. Al secondo periodo del comma 2 dell'articolo 33 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, la parola: «5%» e' sostituita dalla seguente: «4,5%». Al terzo periodo del comma 2 dell'articolo 33 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, la parola: «2014» e' sostituita dalla seguente: «2020» e le parole: «e puo' essere rideterminato l'obiettivo di cui al periodo precedente» sono soppresse. A decorrere dal 1° gennaio 2015 la quota minima di cui all'articolo 2-quater, comma 1, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, come sostituito dall'articolo 1, comma 368, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e' determinata in una quota percentuale di tutto il carburante, benzina e gasolio, immesso in consumo nello stesso anno solare, calcolata sulla base del tenore energetico. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Comitato tecnico consultivo biocarburanti di cui all'articolo 33, comma 5-sexies del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, si provvede ad aggiornare le condizioni, i criteri e le modalita' di attuazione dell'obbligo, ai sensi dell'articolo 1, comma 368, punto 3 della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Al comma 5-ter dell'articolo 33 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, sono apportate le seguenti modificazioni: al secondo punto dell'elenco le parole: «condotta all'interno degli stabilimenti di produzione del biodiesel» sono soppresse; al terzo punto dell'elenco le parole: «durante il processo di produzione del biodiesel» sono soppresse; al quarto punto dell'elenco le parole: «condotta nelle aziende oleochimiche» sono soppresse; al settimo punto dell'elenco dopo le parole: «grassi animali di categoria 1» sono inserite le seguenti: «e di categoria 2». Al comma 5-quienquies dell'articolo 33 del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «A decorrere dall'anno 2014, la misura massima sopra indicata e' pari al 40%. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Comitato tecnico consultivo biocarburanti di cui all'articolo 33, comma 5-sexies del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, si provvede ad aggiornare il valore della misura massima sopra indicata.». 16. All'articolo 15, comma 5, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, le parole: «con i criteri di cui alle lettere a e b dell'articolo 24 del regio decreto 15 ottobre 1925, n. 2578» sono sostituite dalle seguenti: «con le modalita' di calcolo di cui all'articolo 14 comma 8. In ogni caso dal rimborso di cui al presente comma sono detratti i contributi privati relativi ai cespiti di localita', valutati secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente».
                               Art. 2      Misure in materia di nuove imprese e di  riqualificazione  produttiva    di aree di crisi industriale e fondo di investimento  nel  capitale    di rischio delle PMI        1. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, sono apportate le  seguenti modificazioni:       a) prima dell'articolo 1, sono inserite le seguenti parole: «Capo  0I, Misure in favore della nuova imprenditorialita' nei settori della  produzione dei beni e servizi»;       b) gli articoli da 1 a 4 sono sostituiti dai seguenti:                                    «Art. 1.                                   Principi generali        1. Le disposizioni del presente Capo sono dirette  a  sostenere  in  tutto il territorio nazionale la creazione di micro e piccole imprese  a prevalente o  totale  partecipazione  giovanile  o  femminile  e  a  sostenerne lo sviluppo attraverso migliori condizioni  per  l'accesso  al credito.                                     Art. 2.                                    Benefici        1. Ai soggetti ammessi alle agevolazioni di cui  al  presente  Capo  sono concedibili mutui agevolati per gli  investimenti,  a  un  tasso  pari a zero, della  durata  massima  di  8  anni  e  di  importo  non  superiore al 75 per cento della spesa ammissibile,  ai  sensi  e  nei  limiti del regolamento (CE) n. 1998/2006  della  Commissione  del  15  dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88  del  trattato agli  aiuti  d'importanza  minore  ("de  minimis")  e  delle  eventuali    successive    disposizioni    comunitarie    applicabili  modificative del predetto regolamento.     2. I mutui di  cui  al  comma  1  possono  essere  assistiti  dalle  garanzie  previste  dal  codice  civile  e  da  privilegio  speciale,  acquisibili nell'ambito degli investimenti da realizzare.                                     Art. 3.                              Soggetti beneficiari        1. Possono beneficiare delle agevolazioni di cui al  presente  Capo  le imprese:       a) costituite da non piu' di sei mesi alla data di  presentazione  della domanda di agevolazione;       b) di micro e  piccola  dimensione,  secondo  la  classificazione  contenuta nell'Allegato 1  al  regolamento  (CE)  n.  800/2008  della  Commissione del 6 agosto 2008;       c) costituite in forma societaria;       d) in cui la compagine societaria  sia  composta,  per  oltre  la  meta' numerica dei soci e di quote  partecipazione,  da  soggetti  di  eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne.                                     Art. 4.                                 Progetti finanziabili        1. Possono essere finanziate, secondo  i  criteri  e  le  modalita'  stabiliti con il decreto di cui all'articolo  24  e  fatti  salvi  le  esclusioni e i limiti  previsti  dal  regolamento  e  dalle  relative  disposizioni  modificative  di  cui  all'articolo  2,  comma  1,   le  iniziative che prevedano investimenti non superiori a 1.500.000 euro,  relative  alla  produzione  di  beni  nei   settori   dell'industria,  dell'artigianato, della trasformazione dei prodotti  agricoli  ovvero  alla  fornitura  di  servizi  alle  imprese,  nonche'  le  iniziative  relative agli ulteriori  settori  di  particolare  rilevanza  per  lo  sviluppo dell'imprenditoria giovanile  individuati  con  il  predetto  decreto.     2. Dall'attuazione delle disposizioni di cui al  presente  articolo  non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.                                   Art. 4-bis.                            Risorse finanziarie disponibili        1. La concessione delle agevolazioni di cui  al  presente  Capo  e'  disposta a valere sulle disponibilita' del  Fondo  rotativo  previsto  dall'articolo 4  del  decreto  30  novembre  2004,  pubblicato  nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  14  del  19  gennaio  2005,   del   Ministro  dell'economia e  delle  finanze,  derivanti  dai  rientri  dei  mutui  concessi ai sensi del presente decreto.  Le  predette  disponibilita'  possono essere incrementate da eventuali ulteriori risorse  derivanti  dalla programmazione nazionale e comunitaria.».       c) sono abrogati i Capi I, II e IV del Titolo I;       d) all'articolo 9, sono apportate le seguenti modificazioni:         1) al  comma  1,  le  parole:  «di  cui  all'articolo  3»  sono  sostituite dalle seguenti: «di cui al presente Capo»;         2) al comma 2 e al comma 3, le parole: «di cui all'articolo 2»,  sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle seguenti: «di cui al  comma  01»;         3) dopo il comma 3, e' aggiunto il seguente:       «3-bis. Le agevolazioni concedibili ai sensi  del  presente  Capo  possono assumere la forma di contributi a fondo perduto e di mutui  a  tasso agevolato.»;         e) all'articolo 23, comma 1, prima delle parole: «Alla societa'  Sviluppo Italia S.p.a.», sono  inserite  le  seguenti:  «Fatto  salvo  quanto previsto dal comma 4-ter del presente articolo»;         f)  al  comma  2  dell'articolo  23  dopo  le  parole:   «della  programmazione economica» sono inserite le  seguenti:  «relativamente  al Titolo II del presente decreto e con il Ministero  dello  sviluppo  economico, sentito il  Ministro  della  coesione  territoriale  e  il  Ministro dell'economia e delle finanze, relativamente al Titolo I del  presente decreto»;         g) all'articolo  23,  dopo  il  comma  4-bis,  e'  aggiunto  il  seguente:       «4-ter. Per l'attuazione degli interventi di  cui  al  Titolo  I,  Capo III si applica il decreto 28  dicembre  2006,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale n. 5  dell'8  gennaio  2007,  del  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  di  concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze, e successive modificazioni.»;         h) all'articolo 24, il comma 1 e' sostituito dal seguente:     «1. Il Ministro  dello  sviluppo  economico,  di  concerto  con  il  Ministro  dell'economia   e   delle   finanze,   relativamente   alle  disposizioni di cui al Capo 0I del  Titolo  I,  nonche'  il  Ministro  dell'economia e delle finanze di concerto con il Ministro del  lavoro  e delle politiche sociali, relativamente alle disposizioni di cui  al  titolo II, fissano con uno o  piu'  regolamenti,  da  emanarsi  entro  novanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  presente  disposizione, ai sensi dell'articolo 17,  comma  3,  della  legge  23  agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, criteri e  modalita'  di concessione delle agevolazioni previste nel presente decreto.  Per  gli interventi  di  cui  al  Capo  III  del  Titolo  I,  il  predetto  regolamento e' emanato, entro i medesimi  termini,  con  decreto  del  Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze.».     2. All'articolo  27  del  decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,  convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  134,  sono apportate le seguenti modificazioni:       a) al  comma  1,  le  parole:  «che,  a  seguito  di  istanza  di  riconoscimento  della  regione  interessata»  sono  sostituite  dalle  seguenti: «riconosciute dal Ministero dello sviluppo economico  anche  a seguito di istanza della regione interessata, che», e le parole da:  «Non sono oggetto» a: «competenza regionale» sono soppresse;       b) al comma 2, ultimo periodo,  la  parola:  «esclusivamente»  e'  sostituita dalla seguente: «anche»;       c) al comma 5, le parole da:  «La  concessione  di  finanziamenti  agevolati» fino a: «nell'ambito dei progetti di cui al comma 1»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «La  concessione  di  agevolazioni  per  l'incentivazione degli investimenti di cui al decreto-legge 1° aprile  1989, n. 120, convertito, con modificazioni, dalla  legge  15  maggio  1989,  n.  181,  ivi  incluse  quelle   concesse   sotto   forma   di  finanziamento agevolato, e' applicabile, prioritariamente nell'ambito  dei progetti di cui al comma 1, nonche' per gli interventi di cui  al  comma 8-bis,»;       d) dopo il comma 8 e' inserito il seguente:     «8-bis. Il Ministro dello sviluppo economico, con decreto di natura  non regolamentare, da adottare, sentita la Conferenza permanente  per  i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di  Trento  e di Bolzano, entro 90 giorni dall'entrata in vigore  della  presente  disposizione,  disciplina  le   condizioni   e   le   modalita'   per  l'attuazione degli interventi da effettuare, ai sensi degli  articoli  5, 6, e 8 del decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge   15   maggio   1989,   n.   181,   come  successivamente estesi, nei casi di situazioni di  crisi  industriali  diverse da quelle complesse individuate ai sensi del decreto  di  cui  al comma 8 che  presentano,  comunque,  impatto  significativo  sullo  sviluppo dei territori interessati e sull'occupazione.».   
                               Art. 3                 Credito d'imposta per attivita' di ricerca e sviluppo        1.  A  valere  sulla  proposta  nazionale  relativa  alla  prossima  programmazione 2014-2020 dei  fondi  strutturali  comunitari,  previa  verifica della coerenza con le linee di intervento in  essa  previste  ed a seguito dell'approvazione della Commissione europea, e' disposta  l'istituzione di un credito di imposta a  favore  delle  imprese  che  investono in attivita' di ricerca  e  sviluppo,  nel  limite  massimo  complessivo di euro 600 milioni per il  triennio  2014-2016,  le  cui  modalita' operative e la cui decorrenza  sono  definite,  nell'ambito  del programma operativo di  riferimento,  con  decreto  del  Ministro  dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e  delle finanze, ai sensi del comma 12.     2. Il credito d'imposta di cui al comma 1 e' riconosciuto, fino  ad  un importo massimo annuale di euro 2.500.000 per ciascun beneficiario  e nel limite complessivo  di  spesa  delle  risorse  individuate  per  ciascun  anno  ai  sensi  del  comma   1,   a   tutte   le   imprese,  indipendentemente dalla forma giuridica, dalle dimensioni  aziendali,  dal settore economico in cui operano, nonche'  dal  regime  contabile  adottato, nella misura del 50 per cento degli incrementi  annuali  di  spesa nelle attivita' di ricerca e sviluppo, registrati  in  ciascuno  dei  periodi  d'imposta  con  decorrenza  dal  periodo   di   imposta  determinato con il decreto di cui al comma 12 e  fino  alla  chiusura  del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2016, a condizione che  siano sostenute spese per attivita' di ricerca e sviluppo almeno pari  a euro 50.000 in ciascuno dei suddetti periodi di imposta.     3. Sono ammissibili al credito d'imposta le seguenti  attivita'  di  ricerca e sviluppo:       a) lavori sperimentali o teorici svolti aventi  quale  principale  finalita'  l'acquisizione  di  nuove  conoscenze  sui  fondamenti  di  fenomeni  e  di  fatti  osservabili,   senza   che   siano   previste  applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette;       b) ricerca pianificata o indagini critiche miranti  ad  acquisire  nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto  nuovi  prodotti,  processi o  servizi  o  permettere  un  miglioramento  dei  prodotti,  processi o servizi esistenti ovvero la  creazione  di  componenti  di  sistemi  complessi,  necessaria  per  la  ricerca   industriale,   ad  esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);       c) acquisizione, combinazione, strutturazione  e  utilizzo  delle  conoscenze e capacita' esistenti di natura scientifica, tecnologica e  commerciale allo scopo di produrre  piani,  progetti  o  disegni  per  prodotti, processi o servizi nuovi,  modificati  o  migliorati.  Puo'  trattarsi  anche  di  altre  attivita'  destinate  alla   definizione  concettuale, alla pianificazione e  alla  documentazione  concernenti  nuovi  prodotti,  processi  e   servizi;   tali   attivita'   possono  comprendere  l'elaborazione  di  progetti,  disegni,  piani  e  altra  documentazione,  purche'  non  siano  destinati  a  uso  commerciale;  realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi  commerciali  e  di  progetti pilota destinati a esperimenti  tecnologici  o  commerciali,  quando il prototipo e' necessariamente il prodotto commerciale finale  e il suo costo di fabbricazione e' troppo elevato per  poterlo  usare  soltanto  a  fini  di  dimostrazione  e  di  convalida.  L'eventuale,  ulteriore sfruttamento di progetti di  dimostrazione  o  di  progetti  pilota a scopo commerciale comporta la deduzione  dei  redditi  cosi'  generati dai costi ammissibili;       d) produzione e collaudo  di  prodotti,  processi  e  servizi,  a  condizione  che  non  siano  impiegati  o  trasformati  in  vista  di  applicazioni industriali o per finalita' commerciali.     4. Non si considerano attivita' di ricerca e sviluppo le  modifiche  ordinarie o periodiche apportate a  prodotti,  linee  di  produzione,  processi di fabbricazione, servizi esistenti e  altre  operazioni  in  corso, anche quando tali modifiche rappresentino miglioramenti.     5.  Ai  fini  della  determinazione  del  credito  d'imposta   sono  ammissibili le spese relative a:       a) personale impiegato nelle attivita' di ricerca e sviluppo;       b)  quote  di  ammortamento  delle  spese   di   acquisizione   o  utilizzazione di strumenti e attrezzature di laboratorio, nei  limiti  dell'importo risultante dall'applicazione dei coefficienti  stabiliti  con decreto del Ministro delle finanze del 31 dicembre 1988,  recante  coefficienti di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali  impiegati   nell'esercizio   di   attivita'   commerciali,   arti   e  professioni,  pubblicato  nel  supplemento  ordinario  alla  Gazzetta  Ufficiale n. 27 del 2 febbraio 1989, in relazione alla  misura  e  al  periodo di utilizzo per l'attivita' di ricerca e sviluppo e  comunque  con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro al netto di iva;       c)  costi  della  ricerca  svolta  in   collaborazione   con   le  universita' e gli  organismi  di  ricerca,  quella  contrattuale,  le  competenze tecniche e i brevetti, acquisiti o ottenuti in licenza  da  fonti esterne.     6. Il credito d'imposta deve essere  indicato  nella  dichiarazione  dei redditi relativa al periodo d'imposta  nel  corso  del  quale  il  beneficio e' maturato. Esso non concorre alla formazione del reddito,  ne' della base  imponibile  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e  109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive  modificazioni,  ed  e'  utilizzabile  esclusivamente   in  compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9  luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.     7. Per fruire  del  contributo  le  imprese  presentano  un'istanza  telematica mediante le modalita' tecniche predisposte  dal  Ministero  dello sviluppo economico secondo quanto previsto al successivo  comma  12.     8. Per la gestione della misura di agevolazione fiscale di  cui  al  presente articolo, il  Ministero  dello  sviluppo  economico,  potra'  avvalersi sulla base di apposita convenzione, di  societa'  in  house  ovvero di  societa'  o  enti  in  possesso  dei  necessari  requisiti  tecnici,  organizzativi  e  di  terzieta'  scelti,  sulla   base   di  un'apposita gara, secondo le modalita'  e  le  procedure  di  cui  al  decreto  legislativo  12  aprile  2006,  n.  163.  Agli  oneri  della  convenzione si provvede nel limite massimo dell'uno per  cento  delle  risorse di cui al successivo comma 14.     9. Per la verifica della corretta fruizione del  credito  d'imposta  di cui al presente articolo, il Ministero dello sviluppo economico  e  l'Agenzia delle entrate effettuano controlli nei rispettivi ambiti di  competenza secondo le modalita' individuate dal  decreto  di  cui  al  comma 12 del presente articolo.     10. I controlli sono svolti sulla base di  apposita  documentazione  contabile certificata dal soggetto incaricato della revisione  legale  o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel registro  della revisione legale di cui al decreto legislativo n. 39 del  2010.  Tale certificazione va allegata al bilancio. Le imprese non  soggette  a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale  devono  comunque avvalersi della certificazione di  un  revisore  legale  dei  conti o di una societa' di revisione legale dei conti iscritti  quali  attivi nel registro di cui all'articolo 6 del decreto legislativo  27  gennaio 2010, n. 39. Il revisore o professionista responsabile  della  revisione,  nell'assunzione  dell'incarico,  osserva  i  principi  di  indipendenza  elaborati  ai  sensi  dell'articolo  10   del   decreto  legislativo  27  gennaio  2010,  n.  39  e,  in  attesa  della   loro  emanazione, dal  codice  etico  dell'IFAC.  Le  spese  sostenute  per  l'attivita' di certificazione contabile da parte delle imprese di cui  al precedente periodo sono ammissibili entro  il  limite  massimo  di  euro 5.000.     11. Nei confronti del revisore legale  dei  conti  che  incorre  in  colpa grave nell'esecuzione degli atti che gli sono richiesti per  il  rilascio della certificazione di cui ai commi 8 e 9 si  applicano  le  disposizioni dell'articolo 64 del codice di procedura civile.     12. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi  entro  30  giorni  dall'adozione  dell'intervento  all'interno   del   programma  operativo nazionale di riferimento,  sono  adottate  le  disposizioni  applicative necessarie, ivi comprese le modalita' di iscrizione delle  spese  in  bilancio,   le   modalita'   di   verifica   e   controllo  dell'effettivita' delle spese sostenute e della coerenza delle stesse  con le previsioni di cui ai precedenti commi 3, 4  e  5,  nonche'  le  cause  di  decadenza  e  revoca  del  beneficio,  le   modalita'   di  restituzione dell'importo di cui l'impresa ha fruito indebitamente  e  le eventuali relative  maggiorazioni.  La  procedura  telematica  per  usufruire del credito d'imposta prevede una verifica  ex  ante  sulla  conformita'  delle  spese  di  ricerca  e  sviluppo  che  le  imprese  sostengono  ed  una  ex  post  sull'effettiva  entita'  delle   spese  sostenute.  Qualora  le  spese  effettivamente  sostenute   risultino  inferiori di oltre il 20 per cento rispetto a quelle  dichiarate,  la  misura dell'agevolazione sara' ridotta dal 50 per  cento  al  40  per  cento sempre che permanga la spesa incrementale.     13. Le risorse  individuate  nell'ambito  del  Programma  Operativo  Nazionale di  riferimento  per  il  cofinanziamento  del  credito  di  imposta del presente articolo sono versate all'entrata  del  bilancio  dello Stato e successivamente riassegnate, per le suddette  finalita'  di spesa,  ad  apposito  programma  dello  stato  di  previsione  del  Ministero dell'economia e delle finanze. A  tal  fine,  il  Ministero  dello sviluppo economico  comunica  al  Fondo  di  rotazione  di  cui  all'articolo 5 della legge  16  aprile  1987,  n.  183,  gli  importi  comunitari e nazionali riconosciuti a titolo di credito di imposta da  versare all'entrata del bilancio dello Stato.   
                               Art. 4      Misure volte a favorire la realizzazione delle bonifiche dei siti  di    interesse nazionale  e  misure  particolari  per  l'area  di  crisi    complessa del porto di Trieste        1. L'articolo 252-bis del decreto legislativo  3  aprile  2006,  n.  152, e' sostituito dal seguente:                                 «Art. 252-bis.         Siti inquinati nazionali di  preminente  interesse  pubblico  per  la                        riconversione industriale        1. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del  mare e il Ministro dello sviluppo economico, d'intesa con la  regione  territorialmente interessata e, per le materie di competenza, con  il  Ministro del  lavoro  e  delle  politiche  sociali,  nonche'  con  il  Ministro dei beni e delle attivita' culturali e del turismo  per  gli  aspetti di competenza in relazione agli eventuali  specifici  vincoli  di tutela insistenti sulle aree e sugli immobili,  possono  stipulare  accordi di programma con uno o piu' proprietari di aree contaminate o  altri soggetti interessati ad attuare progetti integrati di messa  in  sicurezza o bonifica,  e  di  riconversione  industriale  e  sviluppo  economico produttivo in siti di interesse nazionale individuati entro  il 30 aprile 2007 ai sensi della legge 9 dicembre 1998,  n.  426,  al  fine di promuovere il  riutilizzo  di  tali  siti  in  condizioni  di  sicurezza  sanitaria  e  ambientale,  e  di  preservare  le   matrici  ambientali non contaminate. Sono escluse le  aree  interessate  dalle  misure di cui al decreto-legge 4 giugno 2013, n. 61, convertito,  con  modificazioni, dalla  legge  3  agosto  2013,  n.  89,  e  successive  modificazioni.     2. Gli accordi di  programma  di  cui  al  comma  1  assicurano  il  coordinamento delle azioni per determinare i tempi, le modalita',  il  finanziamento e ogni altro  connesso  e  funzionale  adempimento  per  l'attuazione dei progetti e disciplinano in particolare:       a) l'individuazione degli interventi  di  messa  in  sicurezza  e  bonifica da attuare, sulla base dei risultati della caratterizzazione  validati dalle agenzie regionali per la protezione dell'ambiente;       b) l'individuazione degli interventi di riconversione industriale  e di sviluppo economico produttivo anche attraverso studi e  ricerche  appositamente  condotti   da   universita'   ed   enti   di   ricerca  specializzati;       c) il piano economico finanziario dell'investimento e  la  durata  del relativo programma;       d) i tempi di attuazione degli interventi e le relative garanzie;       e) i contributi pubblici e le altre misure di sostegno  economico  finanziario disponibili e attribuiti;       f) la causa di revoca dei contributi  e  delle  altre  misure  di  sostegno, e di risoluzione dell'accordo;       g) l'individuazione del soggetto attuatore  degli  interventi  di  messa in sicurezza e di bonifica, e delle attivita' di  monitoraggio,  controllo e gestione degli  interventi  di  messa  in  sicurezza  che  restano a carico del soggetto interessato;       h) i tempi di presentazione e approvazione  degli  interventi  di  messa in sicurezza e di bonifica;       i) la previsione di interventi di formazione, riqualificazione  e  aggiornamento delle competenze dei lavoratori degli impianti dismessi  da reimpiegare nei lavori di bonifica previsti dai  medesimi  accordi  di programma, mediante il ricorso a fondi preliminarmente individuati  a livello nazionale e regionale.     3. La stipula dell'accordo di programma costituisce  riconoscimento  dell'interesse pubblico generale alla realizzazione  degli  impianti,  delle opere e di ogni altro intervento  connesso  e  funzionale  agli  obiettivi  di  risanamento  e  di  sviluppo  economico  produttivo  e  dichiarazione di pubblica utilita'.     4.  Ad  eccezione  di  quanto  previsto  al  comma  5,  i  soggetti  interessati di cui al comma 1 non devono  essere  responsabili  della  contaminazione  del  sito  oggetto  degli  interventi  di  messa   in  sicurezza  e  bonifica,  riconversione  industriale  e  di   sviluppo  economico produttivo, tenuto conto anche dei collegamenti societari e  di cariche direttive ricoperte nelle societa' interessate o  ad  esse  collegate. A tal fine sono soggetti interessati  non  responsabili  i  proprietari e i gestori di siti inquinati che non hanno cagionato  la  contaminazione  del  sito  e  hanno  assolto  gli  obblighi   imposti  dall'articolo 245, comma 2.     5. Gli Accordi di Programma  di  cui  al  comma  1  possono  essere  stipulati anche con soggetti che non soddisfano i requisiti di cui al  comma 4 alle seguenti ulteriori condizioni:       a)  i  fatti  che  hanno  causato  l'inquinamento  devono  essere  antecedenti al 30 aprile 2007;       b) oltre alle misure di messa in  sicurezza  e  bonifica,  devono  essere individuati gli interventi di riparazione del danno ambientale  disciplinati dall'allegato 3 alla Parte VI del presente;       c) termine  finale  per  il  completamento  degli  interventi  di  riparazione del danno  ambientale  e'  determinato  in  base  ad  uno  specifico  piano  finanziario  presentato  dal  soggetto  interessato  tenendo conto dell'esigenza di non pregiudicare l'avvio e lo sviluppo  dell'iniziativa economica e di garantire la sostenibilita'  economica  di detti interventi, comunque in misura non inferiore a dieci anni.     6. L'attuazione da parte dei soggetti interessati degli impegni  di  messa in sicurezza,  bonifica,  monitoraggio,  controllo  e  relativa  gestione, e di riparazione,  individuati  dall'accordo  di  programma  esclude  per  tali  soggetti  ogni  altro  obbligo  di   bonifica   e  riparazione ambientale e fa venir meno  l'onere  reale  per  tutti  i  fatti antecedenti all'accordo medesimo.     7. Al di fuori dei casi che rientrano nel campo di applicazione del  comma 5, la pubblica amministrazione  puo'  agire  autonomamente  nei  confronti del responsabile della contaminazione  per  la  ripetizione  delle spese sostenute per gli interventi di messa in sicurezza  e  di  bonifica  individuati  dall'accordo   nonche'   per   gli   ulteriori  interventi di bonifica e riparazione del danno ambientale nelle forme  e nei modi previsti dalla legge.     8. Gli interventi per  l'attuazione  del  progetto  integrato  sono  autorizzati e approvati con  decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della tutela del territorio e del mare e del Ministro dello  sviluppo  economico sulla base delle determinazioni assunte  in  Conferenza  di  Servizi indetta  dal  Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del  territorio e del mare ai sensi  dell'articolo  14  e  seguenti  della  legge 7 agosto 1990, n. 241. Alla Conferenza di  Servizi  partecipano  tutti i soggetti  pubblici  firmatari  dell'accordo  di  programma  o  titolari dei procedimenti di approvazione e autorizzazione,  comunque  denominati, aventi ad oggetto gli interventi, le opere e le attivita'  previste  dall'accordo  medesimo,  nonche'  i  soggetti   interessati  proponenti. L'assenso espresso dai rappresentanti degli  enti  locali  sulla base delle determinazioni a provvedere degli organi competenti,  sostituisce ogni atto di competenza di detti enti.     9. Fatta salva l'applicazione delle norme in materia di valutazione  di impatto ambientale e di  autorizzazione  ambientale  integrata,  i  decreti di cui al comma 8 autorizzano  gli  interventi  di  messa  in  sicurezza e di bonifica nonche' la costruzione  e  l'esercizio  degli  impianti e delle opere connesse.     10.   All'attuazione   dei   progetti   integrati   di    bonifica,  riconversione industriale e sviluppo economico in siti  inquinati  di  interesse nazionale di cui al comma 1 sono preposte, con oneri  posti  a carico delle risorse stanziate a legislazione vigente, una  o  piu'  societa' "in house" individuate nell'accordo di programma, di  intesa  tra  il  Ministero  dello  sviluppo   economico   ed   il   Ministero  dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare,  che  vi  provvedono  con  le  risorse   umane,   strumentali   e   finanziarie  disponibili a legislazione vigente.     11. Il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della  ricerca  d'intesa con il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero  del  lavoro e delle politiche sociali, e le Regioni e  Province  Autonome,  adotta misure volte a favorire  la  formazione  di  nuove  competenze  professionali, anche in ambito degli Istituti tecnici  superiori,  in  materia di bonifica ambientale, finanziate, nell'ambito delle risorse  stanziate a legislazione vigente nonche' a valere sulle risorse della  programmazione  2014-2020,  previamente  incluse  negli  Accordi   di  programma di cui al comma 1 del presente articolo.».     2. Alle imprese, sottoscrittrici degli accordi di programma di  cui  all'articolo 252-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e  successive modificazioni, che acquisiscono beni strumentali  nuovi  a  decorrere dal periodo d'imposta successivo a  quello  in  corso  alla  data di entrata in vigore del presente decreto e fino  alla  chiusura  del periodo d'imposta in corso alla data del  31  dicembre  2015,  e'  attribuito un credito  d'imposta  secondo  le  modalita'  di  cui  al  presente articolo, e nei limiti delle risorse stanziate al comma  14,  a condizione che:       a) siano costituite a decorrere dalla data di entrata  in  vigore  del presente decreto;       b) abbiano  ad  oggetto  l'esercizio  esclusivo  delle  attivita'  risultanti dall'accordo di programma sottoscritto;       c) i nuovi beni strumentali  siano  acquisiti  dai  soggetti  che  hanno sottoscritto l'accordo;       d) i nuovi beni strumentali siano acquisiti nell'ambito di unita'  produttive  comprese  in  siti  inquinati  di   interesse   nazionale  localizzati   nelle   aree   ammissibili   alle   deroghe    previste  dall'articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e  c),  del  Trattato  sul  funzionamento dell'Unione europea (TFUE), ovvero nelle restanti  aree  qualora riferibili a piccole e medie imprese.     3. Il  credito  d'imposta  e'  riconosciuto  nella  misura  massima  consentita  in  applicazione   delle   intensita'   di   aiuto   agli  investimenti previste dalla normativa comunitaria in materia di aiuti  di Stato e, per le aree ammissibili agli aiuti a finalita' regionale,  di quelle previste dalla  Carta  italiana  degli  aiuti  a  finalita'  regionale per il periodo 2007-2013, fino alla data di  vigenza  della  stessa  e,  successivamente,  nella  misura  massima  consentita   in  applicazione delle intensita' di aiuto previste dalla Carta  italiana  degli  aiuti  a  finalita'  regionale  per  il   periodo   2014-2020,  subordinatamente  all'approvazione  della  stessa  da   parte   della  Commissione europea. Il credito d'imposta non e' cumulabile con altri  aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i  medesimi  costi  ammissibili  anche a titolo di «de minimis»  ai  sensi  del  regolamento  (CE)  n.  1998/06.     4. Ai fini del comma  2,  si  considerano  agevolabili  l'acquisto,  anche mediante contratti di locazione finanziaria,  e,  limitatamente  ai beni di cui alla lettera a) del presente comma,  la  realizzazione  di:       a) fabbricati classificabili nell'attivo dello stato patrimoniale  di cui al primo comma, voce  B.II.1  dell'articolo  2424  del  codice  civile, nell'ambito di strutture produttive  localizzate  nelle  aree  territoriali di cui al comma 2;       b) macchinari, impianti  ed  attrezzature  varie,  classificabili  nell'attivo dello stato patrimoniale di  cui  al  primo  comma,  voci  B.II.2 e B.II.3, dell'articolo 2424 del codice  civile,  destinati  a  strutture produttive localizzate nelle aree territoriali  di  cui  al  comma 2;       c) programmi informatici commisurati alle esigenze  produttive  e  gestionali   dell'impresa,   utilizzati   per   l'attivita'    svolta  nell'unita' produttiva e brevetti  concernenti  nuove  tecnologie  di  prodotti e processi produttivi, per la parte in cui  sono  utilizzati  per l'attivita' svolta nell'unita' produttiva; per le grandi imprese,  come definite ai sensi della normativa comunitaria, gli  investimenti  in tali beni sono  agevolabili  nel  limite  del  50  per  cento  del  complesso  degli  investimenti  agevolati  per  il  medesimo  periodo  d'imposta.     5. Il  credito  d'imposta  e'  commisurato  alla  quota  del  costo  complessivo dei beni indicati nel comma 4 eccedente gli  ammortamenti  dedotti nel periodo d'imposta, relativi alle medesime  categorie  dei  beni d'investimento della stessa struttura produttiva, ad  esclusione  degli ammortamenti dei beni  che  formano  oggetto  dell'investimento  agevolato effettuati nel periodo  d'imposta  della  loro  entrata  in  funzione. Per  gli  investimenti  effettuati  mediante  contratti  di  locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore  per  l'acquisto dei beni.     6. Il credito d'imposta e' determinato  con  riferimento  ai  nuovi  investimenti eseguiti in ciascun  periodo  d'imposta  e  deve  essere  indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non  concorre  alla formazione del reddito ne' della  base  imponibile  dell'imposta  regionale sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto  di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte  sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed e' utilizzabile  esclusivamente in compensazione ai  sensi  dell'articolo  17  decreto  legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni, con il  modello di  pagamento  F24  da  presentare  unicamente  attraverso  i  servizi telematici messi a disposizione dell'Agenzia  delle  Entrate,  pena lo scarto della operazione di versamento,  secondo  modalita'  e  termini definiti con provvedimento della medesima Agenzia.     7. Con uno o piu' decreti del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono adottate  le disposizioni per l'attuazione dei commi  da  2  a  6  al  fine  di  individuare tra l'altro modalita' e termini per  la  concessione  del  credito d'imposta a seguito di istanza delle imprese da presentare al  Ministero dello  sviluppo  economico.  Il  Ministero  dello  sviluppo  economico determina, nel rispetto del limite di  spesa  rappresentato  dalle  risorse   annue   stanziate,   l'ammontare   dell'agevolazione  spettante  a  ciascun  beneficiario  e  trasmette  all'Agenzia  delle  Entrate, in via  telematica,  l'elenco  dei  soggetti  beneficiari  e  l'importo del credito  spettante  a  ciascuno  di  essi,  nonche'  le  eventuali revoche, anche parziali.     8. Per la verifica della corretta fruizione del  credito  d'imposta  di cui al presente articolo, il Ministero dello sviluppo economico  e  l'Agenzia delle Entrate effettuano controlli nei rispettivi ambiti di  competenza secondo le modalita' individuate dal  decreto  di  cui  al  comma 7 del presente articolo.     9. L'agevolazione di cui al comma 2 non si applica ai soggetti  che  operano nei settori della produzione di prodotti di cui  all'allegato  I del TFUE, dell'industria siderurgica e delle fibre sintetiche, come  definiti negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a  finalita'  regionale 2007-2013 e negli Orientamenti in materia di aiuti di Stato  a finalita' regionale 2014-2020 della Commissione europea, nonche' ai  settori  della   pesca,   dell'industria   carbonifera,   creditizio,  finanziario e assicurativo. Il credito d'imposta a favore di  imprese  o  attivita'  che  riguardano  prodotti  o  appartengono  ai  settori  soggetti  a  discipline  comunitarie  specifiche,  ivi   inclusa   la  disciplina dei grandi progetti di investimento, e'  riconosciuto  nel  rispetto delle condizioni sostanziali e  procedurali  definite  dalle  predette discipline dell'Unione europea e previa autorizzazione,  ove  prescritta, della Commissione europea.     10. L'efficacia delle agevolazioni di cui al presente  articolo  e'  subordinata al rispetto delle disposizioni della Commissione  europea  per l'attuazione di aiuti di stato ad investimenti produttivi.     11. Al fine di assicurare l'attuazione  dell'accordo  di  programma  quadro nonche' la realizzazione degli  interventi  di  cui  al  comma  7-ter dell'articolo 1  del  decreto-legge  26  aprile  2013,  n.  43,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, con  decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri,  il  Presidente  della Regione Friuli-Venezia Giulia e'  nominato,  senza  diritto  ad  alcun compenso, indennita', rimborso  spese  ed  emolumento  comunque  denominato e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri a  carico  della  finanza   pubblica,   Commissario   straordinario,   autorizzato   ad  esercitare i poteri di cui all'articolo 13 del decreto-legge 25 marzo  1997, n. 67, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  23  maggio  1997, n. 135, e successive modificazioni.  Il  Commissario  resta  in  carica per  la  durata  di  un  anno,  prorogabile  con  decreto  del  Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dello  sviluppo  economico  e  del  Ministro  delle  infrastrutture  e   dei  trasporti, di concerto con il Ministro dell'ambiente e  della  tutela  del territorio e del  mare  e  con  il  Ministro  dei  beni  e  delle  attivita' culturali e del turismo per gli aspetti  di  competenza  in  relazione agli eventuali specifici vincoli di tutela insistenti sulle  aree e sugli immobili.     12. Il  Commissario,  a  decorrere  dalla  data  di  sottoscrizione  dell'accordo di programma quadro di cui  al  comma  11,  assicura  la  realizzazione degli interventi urgenti di cui al comma 11 e, per ogni  adempimento propedeutico o comunque connesso,  puo'  avvalersi  degli  uffici e delle  strutture  di  amministrazioni  pubbliche,  centrali,  regionali e locali, nell'ambito delle risorse  umane,  finanziarie  e  strumentali  disponibili  a  legislazione  vigente,  senza  nuovi   o  maggiori  oneri  per  la  finanza  pubblica.  Sulle  aree   demaniali  marittime, non ricomprese nell'accordo di programma quadro di cui  al  comma  11,  nella  circoscrizione  dell'Autorita'  portuale   restano  impregiudicate  le  attribuzioni  e  le   competenze   della   stessa  Autorita', come individuate dalla legge 28 gennaio  1994,  n.  84,  e  successive modificazioni.     13. Ai fini dell'attuazione dei commi  11  e  12  si  applicano  le  disposizioni di cui all'articolo 2, commi 2-septies e  2-octies,  del  decreto-legge   29   dicembre   2010,   n.   225,   convertito,   con  modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2011,  n.  10,  e  successive  modificazioni.     14.  Agli  oneri  derivanti  dall'attuazione  del  comma  2,   pari  complessivamente a 20 milioni di euro per l'anno 2014 ed a 50 milioni  di euro per l'anno 2015, si provvede, quanto a  20  milioni  di  euro  annui per l'anno 2014 e a 10 milioni di euro per l'anno 2015 mediante  corrispondente riduzione delle proiezioni, per i medesimi anni, dello  stanziamento del fondo speciale di conto capitale iscritto,  ai  fini  del bilancio triennale 2013-2015, nell'ambito del programma «Fondi di  riserva e speciali» della missione «Fondi da ripartire»  dello  stato  di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per  l'anno  2013, allo scopo parzialmente utilizzando  l'accantonamento  relativo  al Ministero del lavoro e delle politiche sociali per 20  milioni  di  euro  per  l'anno  2014  e  l'accantonamento  relativo  al  Ministero  dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per 10 milioni  di euro per l'anno 2015 e quanto a 40 milioni di euro per l'anno 2015  mediante riduzione del Fondo per interventi strutturali  di  politica  economica, di cui all'articolo 10,  comma  5,  del  decreto-legge  29  novembre 2004, n. 287, convertito, con modificazioni, dalla legge  27  dicembre 2004, n 307. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad  apportare,  con  propri   decreti,   le   occorrenti  variazioni di bilancio.   
                               Art. 5      Misure per favorire  l'internazionalizzazione  delle  imprese  ed  in    materia di facilitazione dell'ingresso e del  soggiorno  in  Italia    per start-up innovative, ricerca e studio        1.    Al    fine    di    potenziare     l'azione     in     favore  dell'internazionalizzazione delle imprese italiane  e  la  promozione  dell'immagine del prodotto italiano nel mondo, le risorse del  «Fondo  per la  promozione  degli  scambi  e  l'internazionalizzazione  delle  imprese» sono incrementate di 22.594.000 euro per l'anno 2014 tramite  utilizzo di pari importo delle risorse giacenti presso la  Banca  del  Mezzogiorno-Mediocredito  Centrale  rivenienti  dalla  chiusura   del  Programma   Operativo   Multiregionale    «Industria    e    Servizi»  1989/93-Misura 2.2, che vengono a tal fine versate all'entrata  dello  Stato per essere riassegnate all'apposito  capitolo  dello  stato  di  previsione della spesa per  il  medesimo  anno  del  Ministero  dello  sviluppo economico.     2. All'articolo 1, comma 2 del decreto legislativo 8 novembre 1990,  n. 374, dopo le  parole:  «di  transito.»  e'  aggiunto  il  seguente  periodo: «Con determinazione del Direttore dell'Agenzia delle  Dogane  e  dei  Monopoli  sono  individuati  gli  uffici  doganali   in   cui  l'operativita' di cui al precedente periodo e' assicurata  anche  per  l'espletamento dei controlli e delle formalita' inerenti le merci che  circolano  in  regimi  diversi  dal  transito,   a   condizione   che  nell'ufficio doganale la consistenza del personale  in  servizio  sia  superiore a quella dell'anno precedente in misura tale  da  garantire  la copertura dell'orario prolungato.».     3.  All'articolo  42  del  decreto-legge  22  giugno  2012  n.  83,  convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  134,  concernente misure urgenti per la crescita del Paese  sono  apportate  le seguenti modifiche:       a) al comma 5 le parole: «e agroalimentari» sono sostituite dalle  seguenti: «, agroalimentari e agricole»;       b) al comma 6  dopo  le  parole:  «del  15  dicembre  2006»  sono  inserite le seguenti: «e successive modificazioni»;       c) al comma 6 dopo le parole: «piu' favorevoli.» e'  inserito  il  seguente periodo: «Nel caso in cui al  progetto  partecipino  imprese  agricole,  a  queste  ultime  ai  fini  del  contributo  si  applica,  nell'ambito del plafond nazionale, il regolamento (CE) n. 1535/2007 e  successive modificazioni, che disciplina le sovvenzioni pubbliche che  rientrano nella regola de minimis  in  favore  delle  imprese  attive  nella produzione primaria dei prodotti  di  cui  all'allegato  I  del  trattato CE».     4. Le Camere di commercio competenti rilasciano su richiesta  delle  imprese  i  certificati  camerali  anche  in  lingua   inglese   che,  esclusivamente ai fini dell'utilizzo in uno Stato estero, sono esenti  dall'imposta di bollo.     5. All'articolo 2, comma 2, lettera l),  della  legge  29  dicembre  1993, n. 580, come modificata dal  decreto  legislativo  15  febbraio  2010, n. 23, dopo le parole: «di origine delle merci»  sono  aggiunte  le seguenti: «e, nel rispetto delle competenze attribuite dalla legge  ad altre pubbliche amministrazioni, il rilascio  di  attestazioni  di  libera vendita e  commercializzazione  dei  prodotti  sul  territorio  italiano o comunitario e di certificazioni dei poteri  di  firma,  su  atti e  dichiarazioni,  a  valere  all'estero,  in  conformita'  alle  informazioni contenute nel registro delle imprese». Con  decreto  del  Ministero dello sviluppo  economico  sono  approvati  i  modelli  dei  certificati rilasciati  dalle  camere  di  commercio.  All'attuazione  delle disposizioni di cui  al  presente  comma  si  provvede  con  le  risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione  vigente.     6. L'articolo 6-decies del decreto-legge 26  aprile  2013,  n.  43,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71,  e'  abrogato. Gli effetti prodotti dal medesimo articolo vengono meno,  a  far data dall'entrata in vigore del presente  decreto,  con  salvezza  degli  effetti  giuridici  degli  atti  eventualmente  adottati   dai  soggetti titolari di  incarichi  negli  organi  statutari  dichiarati  decaduti ai sensi della predetta disposizione.     7. Nel rispetto della normativa vigente nazionale  ed  europea,  il  Ministero  degli  affari  esteri,  il  Ministero  dell'interno  e  il  Ministero del lavoro e delle politiche sociali individuano  forme  di  agevolazione nella trattazione delle domande di visto di  ingresso  e  di permesso  di  soggiorno  connesse  con  start-up  innovative,  con  iniziative d'investimento, di formazione avanzata, di  ricerca  o  di  mecenatismo,  da  realizzare  anche  in  partenariato  con   imprese,  universita', enti di ricerca ed altri  soggetti  pubblici  o  privati  italiani.     8. Al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sono apportate le  seguenti modificazioni:       a) all'articolo 22, comma 11-bis, le parole: «di secondo livello»  sono soppresse;       b) all'articolo 27-ter, dopo il comma 3, e' aggiunto il seguente:     «3-bis. La sussistenza delle risorse mensili di cui al comma  3  e'  accertata e  dichiarata  da  parte  dell'istituto  di  ricerca  nella  convenzione di accoglienza, anche nel caso in cui  la  partecipazione  del  ricercatore  al  progetto  di  ricerca  benefici  del   sostegno  finanziario dell'Unione Europea, di un'organizzazione internazionale,  di altro istituto  di  ricerca  o  di  un  soggetto  estero  ad  esso  assimilabile.»;       c) all'articolo 27-ter, al comma 8, al  primo  periodo,  dopo  le  parole: «previste  dall'articolo  29»  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti: «, ad eccezione del requisito di cui alla  lettera  a)  del  comma 3 del medesimo articolo»;       d) all'articolo 27-quater, comma 1, lettera a), le parole: «della  relativa» sono sostituite dalle seguenti: «di una»;       e) all'articolo  27-quater,  comma  5,  lettera  b),  la  parola:  «relativa» e' soppressa;       f) il comma 4 dell'articolo 39 e' abrogato.     9. Dall'attuazione dei commi  7  e  8  non  devono  derivare  oneri  aggiuntivi  a  carico  della  finanza  pubblica.  All'attuazione  del  presente articolo le  amministrazioni  provvedono  nell'ambito  delle  risorse umane, finanziarie  e  strumentali  previste  a  legislazione  vigente.   
                               Art. 6      Misure per favorire la  digitalizzazione  e  la  connettivita'  delle    piccole e medie imprese, ed in materia di frequenze per il servizio    televisivo digitale terrestre, comunicazioni ed editoria     1. Al fine di favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e  l'ammodernamento tecnologico delle micro, piccole  e  medie  imprese,  nell'ambito di apposito Programma Operativo Nazionale della  prossima  programmazione 2014-2020 dei  fondi  strutturali  comunitari,  previa  verifica della coerenza con le linee di intervento in  essa  previste  ed  a  seguito  dell'approvazione  della  Commissione  europea,  sono  adottati interventi per il finanziamento  a  fondo  perduto,  tramite  Voucher di importo non superiore  a  10.000  euro,  conformemente  al  regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre  2006  relativo all'applicazione degli articoli 87 e  88  del  trattato  sul  funzionamento dell'Unione europea agli  aiuti  di  importanza  minore  («de minimis»), concessi  ad  imprese  per  l'acquisto  di  software,  hardware o servizi che consentano  il  miglioramento  dell'efficienza  aziendale, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettivita' a  banda larga e ultralarga. I voucher potranno altresi'  finanziare  la  formazione qualificata, nel campo ICT, del personale  delle  suddette  piccole e medie imprese.     2. Previa verifica  della  coerenza  con  le  linee  di  intervento  previste   nella   proposta   nazionale   relativa   alla    prossima  programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali comunitari, fruibili a  seguito dell'approvazione da  parte  della  Commissione  europea  del  Programma  Operativo  Nazionale  relativo  alla   Competitivita'   di  responsabilita' del Ministero dello sviluppo economico,  con  decreto  del Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministro per la coesione territoriale e il Ministro  per  gli  affari  regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo  economico,  e' stabilito l'ammontare dell'intervento nella misura massima di  100  milioni di euro a valere sulla medesima proposta nazionale. La  somma  cosi' individuata dal CIPE e' ripartita  tra  le  Regioni  in  misura  proporzionale al numero delle imprese registrate presso le Camere  di  commercio operanti nelle singole Regioni.     3. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto  con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze  sono  stabiliti  lo  schema standard di bando e le modalita' di erogazione dei  contributi  di cui al presente articolo.     4. All'articolo 1 dell'allegato n. 10 al codice delle comunicazioni  elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003,  n.  259,  sono apportate le seguenti modificazioni:       a) al comma 1, lettera a), numero 1), dopo le parole: «111.000,00  euro» sono aggiunte le seguenti: «ad eccezione delle imprese  con  un  numero di utenti pari o inferiore a 50.000»;       b) al comma 1, lettera a), dopo  il  numero  1)  e'  inserito  il  seguente: «1-bis) per le imprese con  un  numero  di  utenti  pari  o  inferiore a 50.000, 300 euro ogni mille utenti»;       c) al comma 1, lettera b), numero 1), dopo le parole:  «66.500,00  euro» sono aggiunte le seguenti: «ad eccezione delle imprese  con  un  numero di utenti pari o inferiore a 50.000»;       d) al comma 1, lettera b), dopo  il  numero  1)  e'  inserito  il  seguente: «1-bis) per le imprese con  un  numero  di  utenti  pari  o  inferiore a 50.000, 100 euro ogni 1.000 utenti».     5. All'articolo 15, comma 2-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241,  le parole: «1° gennaio 2013», sono  sostituite  dalle  seguenti:  «30  giugno 2014».     6. All'articolo 6  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,  il comma 4 e' sostituito dal seguente:       «4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano  a  fare  data  dal 30 giugno 2014  per  i  contratti  stipulati  in  forma  pubblica  amministrativa e a far data dal  1°  gennaio  2015  per  i  contratti  stipulati mediante scrittura privata.».     7. Sono validi gli accordi di cui  all'articolo  15,  comma  2-bis,  della legge 7 agosto 1990, n. 241, e i contratti di cui  all'articolo  6, comma 3, del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,  convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,  non  stipulati in modalita' elettronica a far data dal 1° gennaio  2013  e  fino alle date in cui la stipula in modalita' non elettronica diventa  obbligatoria ai sensi, rispettivamente, dei citati articoli 15, comma  2-bis, della legge 7 agosto 1990, n. 241, e 6, comma  4,  del  citato  decreto-legge n. 179 del 2012.     8. Entro quindici giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente decreto, l'Autorita' per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  avvia le procedure per escludere dalla pianificazione delle frequenze  per  il  servizio  televisivo   digitale   terrestre   le   frequenze  riconosciute  a  livello  internazionale  ed  utilizzate  dai   Paesi  confinanti, pianificate ed assegnate ad operatori di rete  televisivi  in Italia ed oggetto  di  accertate  situazioni  interferenziali.  La  liberazione delle frequenze di cui al primo periodo deve avere  luogo  entro e non oltre il 31 dicembre 2014.  Alla  scadenza  del  predetto  termine, in caso di mancata  liberazione  delle  suddette  frequenze,  l'Amministrazione competente procede senza ulteriore  preavviso  alla  disattivazione coattiva degli impianti avvalendosi degli organi della  polizia postale e delle comunicazioni ai sensi dell'articolo  98  del  Codice  delle  comunicazioni  elettroniche,   di   cui   al   decreto  legislativo 1° agosto 2003, n. 259.     9. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto  con il Ministro dell'economia  e  delle  finanze,  da  emanare  entro  trenta giorni dalla data di entrata in vigore del  presente  decreto,  sono definiti i criteri e le modalita' per l'attribuzione,  entro  il  31 dicembre 2014, in favore degli operatori abilitati alla diffusione  di servizi di media  audiovisivi,  di  misure  economiche  di  natura  compensativa, a valere sulla quota non impiegata per l'erogazione dei  contributi per i ricevitori per la televisione digitale nella  misura  massima di 20 milioni di euro, trasferiti a Poste Italiane S.p.a.  in  via anticipata, di cui al decreto del Ministro delle comunicazioni 30  dicembre 2003, pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  18  del  23  gennaio 2004, finalizzate  al  volontario  rilascio  di  porzioni  di  spettro funzionali alla liberazione delle frequenze di cui  al  comma  8. Successivamente alla data del 31 dicembre 2014 le risorse  di  cui  al primo periodo che residuino successivamente  all'erogazione  delle  misure economiche di natura compensativa di cui al  medesimo  periodo  possono essere utilizzate, per le stesse finalita', per  l'erogazione  di indennizzi eventualmente dovuti.     10. Nell'ambito di apposito  Programma  Operativo  Nazionale  della  prossima programmazione 2014-2020 dei fondi  strutturali  comunitari,  previa verifica della coerenza con le linee  di  intervento  in  essa  previste ed a seguito dell'approvazione  della  Commissione  europea,  sono adottati interventi per  il  riconoscimento  di  un  credito  di  imposta per le spese documentate  e  sostenute  da  piccole  e  medie  imprese di cui alla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del  6 maggio 2003, ovvero da consorzi da reti di piccole e medie imprese,  e relative ad interventi  di  rete  fissa  e  mobile  che  consentano  l'attivazione dei servizi di  connettivita'  digitale  con  capacita'  uguale o superiore a 30 Mbps. Il credito di imposta e' riconosciuto a  decorrere dalla data individuata con il decreto di cui al comma 11  e  fino al 2016, nella percentuale  del  65%  degli  importi  rimasti  a  carico del contribuente, fino a un valore massimo di  20.000  euro  e  nella misura massima complessiva di 50 milioni di euro a valere sulla  proposta nazionale relativa alla programmazione 2014-2020.     11. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di  concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, con il Ministro per la  coesione territoriale e con il Ministro per gli affari regionali e le  autonomie, da emanare entro 30 giorni  dall'adozione  dell'intervento  all'interno del programma operativo nazionale di riferimento  ,  sono  definite,  conformemente  al  regolamento  (CE)  n.  1998/2006  della  Commissione del 15  dicembre  2006  relativo  all'applicazione  degli  articoli 87 e 88 del trattato sul funzionamento  dell'Unione  europea  agli aiuti di importanza minore  («de  minimis»),  le  modalita'  per  usufruire del credito d'imposta  di  cui  al  comma  10,  inclusa  la  certificazione del prestatore del servizio di connessione digitale  e  le modalita' di comunicazione delle spese effettuate, ai  fini  delle  verifica di capienza dei fondi annualmente disponibili, il regime dei  controlli sulle spese nonche' ogni altra disposizione necessaria  per  il monitoraggio dell'agevolazione ed il rispetto del  limite  massimo  di risorse stanziate.     12. Il credito di imposta di cui al comma 10 non e' cumulabile  con  l'agevolazione prevista dal comma 1.     13. Il credito d'imposta deve essere indicato  nella  dichiarazione  dei redditi relativa al periodo d'imposta  nel  corso  del  quale  il  beneficio e' maturato. Esso non concorre alla formazione del reddito,  ne' della base  imponibile  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e  109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive  modificazioni,  ed  e'  utilizzabile  esclusivamente   in  compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9  luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.     14. Le risorse individuate ai sensi  del  comma  11,  sono  versate  all'entrata del bilancio dello Stato e  successivamente  riassegnate,  per le finalita' di spesa di cui ai commi da 10  a  13,  ad  apposito  programma dello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle finanze. A tal fine,  il  Ministero  dello  sviluppo  economico  comunica al Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della  legge  16  aprile 1987, n. 183, gli importi comunitari e nazionali  riconosciuti  a titolo di credito di imposta da versare  all'entrata  del  bilancio  dello Stato.   
                               Art. 7         Misura di razionalizzazione  dell'istituto  del  ruling  di  standard                             internazionale        1. All'articolo 8 del decreto-legge  30  settembre  2003,  n.  269,  convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n.  326,  sono apportate le seguenti modificazioni:       a) il comma 1, e' sostituito dal seguente:     «1. Le imprese con attivita' internazionale hanno  accesso  ad  una  procedura  di  ruling  di  standard  internazionale,  con  principale  riferimento al regime dei prezzi di trasferimento,  degli  interessi,  dei dividendi, delle royalties e alla  valutazione  preventiva  della  sussistenza  o  meno  dei  requisiti  che  configurano  una   stabile  organizzazione situata nel territorio dello Stato, tenuti presenti  i  criteri previsti dall'articolo 162 del decreto del  Presidente  della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,   nonche'   dalle   vigenti  Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulate all'Italia.»;       b) al comma 2 le parole: «per i due periodi d'imposta successivi»  sono sostituite dalle seguenti:  «per  i  quattro  periodi  d'imposta  successivi»;       c) al comma 5 le parole: «, di Milano o di Roma,» sono soppresse.   
                               Art. 8                  Disposizioni in materia di assicurazione r.c. auto        1. Al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209,  e  successive  modificazioni, recante il Codice delle  assicurazioni  private,  sono  apportate le seguenti modificazioni:       a) al comma 1 dell'articolo 128, dopo la lettera b)  e'  inserita  la seguente:         «c) per i veicoli a motore  adibiti  al  trasporto  di  persone  classificati nelle categorie M2 e M3 ai sensi  dell'articolo  47  del  decreto legislativo 30 aprile 1992, recante  il  Nuovo  codice  della  strada, i contratti devono essere stipulati per importi non inferiori  a dieci milioni di euro  per  sinistro  per  i  danni  alla  persona,  indipendentemente dal numero delle vittime, e a un  milione  di  euro  per sinistro per i danni alle cose, indipendentemente dal numero  dei  danneggiati.»;       b) all'articolo 132, il comma 1 e' sostituito dai seguenti:     «1. Le imprese di assicurazione sono tenute ad  accettare,  secondo  le condizioni  di  polizza  e  le  tariffe  che  hanno  l'obbligo  di  stabilire  preventivamente   per   ogni   rischio   derivante   dalla  circolazione dei veicoli a motore e  dei  natanti,  le  proposte  per  l'assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la  necessaria   verifica   della   correttezza   dei   dati   risultanti  dall'attestato di rischio, nonche' dell'identita'  del  contraente  e  dell'intestatario  del  veicolo,  se  persona  diversa.  Le   imprese  richiedono ai soggetti che presentano  proposte  per  l'assicurazione  obbligatoria di sottoporre volontariamente il veicolo  ad  ispezione,  prima della stipula del contratto. Qualora si proceda ad ispezione ai  sensi  del  secondo  periodo,  le  imprese  praticano  una  riduzione  rispetto alle tariffe  stabilite  ai  sensi  del  primo  periodo.  Le  imprese di assicurazione possono proporre la stipula di contratti che  prevedono l'installazione di meccanismi  elettronici  che  registrano  l'attivita' del veicolo, denominati scatola  nera  o  equivalenti,  o  ulteriori dispositivi, individuati con decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture e dei trasporti, di concerto con  il  Ministero  dello  sviluppo economico del  25  gennaio  2013,  n.  5,  pubblicato  nella  Gazzetta Ufficiale  n.  30  del  5  febbraio  2013.  Se  l'assicurato  acconsente all'installazione dei meccanismi di cui al quarto periodo,  i  costi   di   installazione,   disinstallazione,   sostituzione   e  portabilita' sono a carico dell'impresa che deve applicare,  all'atto  della stipulazione del contratto,  una  riduzione  significativa  del  premio rispetto ai premi stabiliti ai sensi del primo  periodo.  Tale  riduzione, in caso di contratto stipulato con  un  nuovo  assicurato,  non e' inferiore al sette per  cento  dell'importo  risultante  dalla  somma dei premi RCA incassati nella Regione dalla medesima  compagnia  nell'anno precedente divisa per  il  numero  degli  assicurati  nella  stessa Regione. In caso di scadenza di un contratto e di  stipula  di  un nuovo contratto di assicurazione tra le  stesse  parti,  l'entita'  della riduzione del premio come sopra determinata, per la prima volta  in cui si realizzano le condizioni previste dal presente  comma,  non  puo', comunque, essere  inferiore  al  sette  per  cento  del  premio  applicato all'assicurato nell'anno precedente. Resta fermo  l'obbligo  di rispettare i parametri stabiliti dal contratto di assicurazione.     1-bis. Quando uno dei veicoli coinvolti  in  un  incidente  risulta  dotato di un dispositivo elettronico che presenta le  caratteristiche  tecniche e funzionali stabilite  a  norma  del  presente  articolo  e  dell'articolo 32, commi 1-bis e 1-ter, del decreto-legge  24  gennaio  2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n. 27,  le  risultanze  del  dispositivo  formano  piena  prova,  nei  procedimenti civili, dei fatti cui esse si riferiscono, salvo che  la  parte contro  la  quale  sono  state  prodotte  dimostri  il  mancato  funzionamento del predetto dispositivo.     1-ter.   L'interoperabilita'   dei   meccanismi   elettronici   che  registrano l'attivita' del veicolo di cui all'articolo 32,  comma  1,  del  decreto-legge  24  gennaio   2012,   n.   1,   convertito,   con  modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.  27,  e'  garantita  dal  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  attraverso   un  servizio unico di raccolta dei dati, anche affidato  in  concessione,  da  costituirsi  presso  le  strutture   tecniche   del   centro   di  coordinamento delle informazioni sul  traffico,  sulla  viabilita'  e  sulla sicurezza stradale di cui all'articolo 73  del  regolamento  di  cui al decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre  1992,  n.  495.  A  tal  fine,  a  decorrere  dal  1°  ottobre  2014,   i   dati  sull'attivita' del veicolo sono trasmessi direttamente dai meccanismi  elettronici di bordo  al  suddetto  centro,  che  ne  e'  titolare  e  responsabile ai fini  dell'interoperabilita'.  Le  informazioni  sono  successivamente trasmesse dal Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti alle compagnie  di  assicurazioni  competenti  per  ciascun  veicolo  assicurato.  I  dati  sono   trattati   dalla   impresa   di  assicurazione nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo  30 giugno 2003, n. 196. L'impresa di assicurazione  e'  titolare  del  trattamento dei dati ai sensi dell'articolo  28  del  citato  decreto  legislativo n. 196 del 2003. E' fatto  divieto  per  l'assicurato  di  disinstallare, manomettere o  comunque  rendere  non  funzionante  il  dispositivo   installato.   In   caso   di   violazione   da    parte  dell'assicurato del divieto di cui al terzo periodo la riduzione  del  premio di cui al presente articolo non e'  applicata  per  la  durata  residua  del  contratto.  Con  provvedimento   del   Ministro   delle  infrastrutture e dei trasporti, da emanarsi entro trenta giorni dalla  entrata in vigore  delle  disposizioni  di  cui  al  presente  comma,  sentito l'IVASS, sono disciplinate le  caratteristiche  tecniche,  le  modalita' e i contenuti dei trasferimenti di informazioni disposti al  presente comma.».       c) all'articolo 135, dopo il comma 3 sono aggiunti i seguenti:     «3-bis. L'identificazione  di  eventuali  testimoni  sul  luogo  di  accadimento dell'incidente deve risultare dalla denuncia di  sinistro  prevista dall'articolo 143, nonche' dalla richiesta  di  risarcimento  presentata all'impresa di assicurazione ai sensi degli articoli 148 e  149. Fatte salve le risultanze contenute in verbali  delle  autorita'  di polizia intervenute sul  luogo  dell'incidente,  l'identificazione  dei  testimoni   avvenuta   in   un   momento   successivo   comporta  l'inammissibilita' della prova testimoniale addotta.     3-ter.  In  caso  di  giudizio,  il  giudice,  sulla   base   della  documentazione  prodotta,  non  ammette  le  testimonianze  che   non  risultino acquisite secondo le modalita' previste dal comma 3-bis. Il  giudice dispone l'audizione dei testimoni che non sono stati indicati  nel rispetto del comma 3-bis nei soli casi in cui risulti  comprovata  l'oggettiva impossibilita' della loro tempestiva identificazione.     3-quater.  Nei   processi   attivati   per   l'accertamento   della  responsabilita' e la quantificazione dei danni, il  giudice  verifica  la eventuale ricorrenza dei medesimi testimoni gia' chiamati in altre  cause nel settore  dell'infortunistica  stradale  e,  ove  riscontri,  anche  avvalendosi  dell'archivio  integrato   informatico   di   cui  all'articolo  21  del  decreto-legge  18  ottobre   2012,   n.   179,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,  la ricorrenza dei medesimi nominativi in  piu'  di  tre  cause  negli  ultimi  cinque  anni,  trasmette  l'informativa  alla  Procura  della  Repubblica competente per gli  ulteriori  accertamenti.  Il  presente  comma non si applica agli ufficiali e agli agenti delle autorita'  di  polizia che sono chiamati a testimoniare.».       d) dopo l'articolo 147 e' inserito il seguente:                                 «Art. 147-bis.                            Risarcimento in forma specifica        1. In alternativa al  risarcimento  per  equivalente,  e'  facolta'  delle  imprese  di  assicurazione,  in  assenza  di   responsabilita'  concorsuale, risarcire in forma  specifica  danni  a  cose,  fornendo  idonea garanzia sulle riparazioni effettuate, con una  validita'  non  inferiore a due  anni  per  tutte  le  parti  non  soggette  a  usura  ordinaria. L'impresa di assicurazione  che  intende  avvalersi  della  facolta' di cui al primo  periodo  comunica  all'IVASS  entro  il  20  dicembre di ogni anno e,  per  l'anno  2014,  entro  il  30  gennaio,  l'entita' della riduzione del premio prevista in misura non inferiore  al cinque per cento dell'importo risultante dalla somma dei premi RCA  incassati nella Regione dalla medesima compagnia nell'anno precedente  divisa per il numero  degli  assicurati  nella  stessa  Regione.  Con  decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare  entro  il  20  gennaio  2014,  sentito  l'IVASS,  sono   individuate   le   aree  territoriali nelle quali sono  applicate  riduzioni  del  premio  non  inferiori al dieci per cento dell'importo come calcolato nel  secondo  periodo. Le aree di cui al terzo periodo sono individuate sulla  base  dei seguenti criteri, riferiti ai dati dell'anno  precedente:  numero  dei sinistri  denunciati,  entita'  dei  rimborsi,  numero  dei  casi  fraudolenti  riscontrati  dall'autorita'  giudiziaria.  I  dati  sono  desumibili  anche  dall'archivio   integrato   informatico   di   cui  all'articolo  21  del  decreto-legge  18  ottobre   2012,   n.   179,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,  gestito dall'IVASS. Nelle more dell'adozione del citato  decreto  del  Ministro dello sviluppo  economico  si  applicano  le  riduzioni  del  cinque  per  cento.  Nei  casi  di  cui  al  presente   articolo   il  danneggiato,  anche  se  diverso   dall'assicurato,   puo'   comunque  rifiutare il risarcimento in forma specifica  da  parte  dell'impresa  convenzionata con  l'impresa  di  assicurazione,  individuandone  una  diversa; la somma corrisposta a titolo di risarcimento, che non  puo'  comunque superare il costo che  l'impresa  di  assicurazione  avrebbe  sostenuto  provvedendo  alla  riparazione  delle   cose   danneggiate  mediante impresa convenzionata, e' versata  direttamente  all'impresa  che  ha  svolto  l'attivita'  di   autoriparazione,   ovvero   previa  presentazione  di  fattura.  Resta  comunque  fermo  il  diritto  del  danneggiato al risarcimento per equivalente nell'ipotesi  in  cui  il  costo della riparazione sia pari o superiore al valore di mercato del  bene e, in tali casi, la somma corrisposta a titolo  di  risarcimento  non puo' comunque superare il medesimo valore di mercato.     2. L'impresa di assicurazione che non effettua entro il 20 dicembre  e, per il 2014, entro il 30 gennaio, la  comunicazione  prevista  nel  comma 1 non puo' esercitare la facolta' nell'anno successivo.».       e) all'articolo 148 sono apportate le seguenti modificazioni:         1) al  comma  1,  al  primo  periodo  la  parola:  «cinque»  e'  sostituita dalla seguente: «dieci» e il sesto periodo e' soppresso.         2)  al  comma  2-bis,  il  quinto  periodo  e'  sostituito  dai  seguenti:     «La medesima procedura  si  applica  anche  in  presenza  di  altri  indicatori di frode acquisiti dall'archivio integrato informatico  di  cui all'articolo 21  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,  convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,  definiti  dall'IVASS  con  apposito  provvedimento,  dai  dispositivi  elettronici di cui all'articolo 132, comma 1, o  emersi  in  sede  di  perizia  da  cui  risulti  documentata   l'incongruenza   del   danno  dichiarato dal richiedente. Nei predetti casi, l'azione  in  giudizio  prevista dall'articolo 145 e'  proponibile  solo  dopo  la  ricezione  delle determinazioni conclusive dell'impresa o, in sua mancanza, allo  spirare  del  termine  di  novanta  giorni   di   sospensione   della  procedura.»;       f) dopo l'articolo 150-bis e' inserito il seguente:                                 «Art. 150-ter.                    Divieto di cessione del diritto al risarcimento        1. L'impresa di assicurazione  ha  la  facolta'  di  prevedere,  in  deroga agli articoli contenuti nel libro quarto, titolo  I,  capo  V,  del  codice  civile,  all'atto  della  stipula   del   contratto   di  assicurazione e  in  occasione  delle  scadenze  successive,  che  il  diritto al risarcimento dei danni derivanti  dalla  circolazione  dei  veicoli a motore e dei natanti non sia  cedibile  a  terzi  senza  il  consenso dell'assicuratore tenuto al risarcimento. Nei casi di cui al  presente   articolo,   l'impresa   di   assicurazione   applica   una  significativa riduzione del premio a  beneficio  dell'assicurato,  in  misura comunque non  inferiore  al  quattro  per  cento  dell'importo  risultante dalla somma dei premi RCA incassati  nella  Regione  dalla  medesima compagnia nell'anno precedente divisa per  il  numero  degli  assicurati nella stessa Regione.».     2. Le imprese di assicurazione  sono  tenute  a  proporre  clausole  contrattuali, facoltative per l'assicurato, che prevedono prestazioni  di servizi  medico-sanitari  resi  da  professionisti  individuati  e  remunerati dalle medesime imprese, che pubblicano  i  nominativi  sul  proprio sito  internet.  Nel  caso  in  cui  l'assicurato  acconsente  all'inserimento di tali clausole, l'impresa applica una significativa  riduzione del premio a beneficio dell'assicurato, in misura  comunque  non inferiore al sette per cento dell'importo risultante dalla  somma  dei premi  RCA  incassati  nella  Regione  dalla  medesima  compagnia  nell'anno precedente divisa per  il  numero  degli  assicurati  nella  stessa Regione.     3. All'articolo 32, comma 3-quater, del  decreto-legge  24  gennaio  2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,  n. 27, le parole: «visivamente o» sono soppresse.     4.  Il  mancato  rispetto  da  parte   dell'impresa   assicuratrice  dell'obbligo di riduzione del premio nei casi  di  cui  al  comma  1,  lettere b), d) ed f), ed al comma  2,  comporta  l'applicazione  alla  medesima impresa, da parte dell'IVASS, di una sanzione amministrativa  pecuniaria da 5.000 euro a 40.000 euro e la riduzione automatica  del  premio di assicurazione relativo al contratto in essere.     5. Le imprese di assicurazione che non si avvalgono delle  facolta'  di cui al comma 1, lettere b), d)  ed  f),  hanno  obbligo  di  darne  comunicazione  all'assicurato   all'atto   della   stipulazione   del  contratto  con  apposita  dichiarazione  da  allegare   al   medesimo  contratto. In caso di inadempimento, si applica da  parte  dell'IVASS  una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro.     6. Il  secondo  comma  dell'articolo  2947  del  Codice  civile  e'  sostituito dal seguente:       «Per il risarcimento del danno prodotto  dalla  circolazione  dei  veicoli di ogni specie il diritto si prescrive in due anni.  In  ogni  caso il danneggiato  decade  dal  diritto  qualora  la  richiesta  di  risarcimento non venga presentata entro tre mesi dal  fatto  dannoso,  salvo i casi di forza maggiore.».     7. L'IVASS esercita poteri di controllo e di monitoraggio in merito  all'osservanza delle disposizioni contenute nel presente articolo, in  specie  quelle  relative  alla  riduzione  dei  premi  delle  polizze  assicurative e  al  rispetto  degli  obblighi  di  pubblicita'  e  di  comunicazione  di  cui  ai  commi  4,  5  e  8.  Nella  relazione  al  Parlamento, di cui all'articolo 13,  comma  5,  del  decreto-legge  6  luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7  agosto  2012,  n.  135,  viene  dato   specifico   conto   dell'esito  dell'attivita' svolta.     8. Al fine del conseguimento della massima  trasparenza,  l'impresa  di assicurazione pubblica sul proprio sito internet  l'entita'  della  riduzione dei premi effettuata ai sensi del comma 1, lettere  b),  d)  ed f), ed al comma 2, secondo forme di  pubblicita'  che  ne  rendano  efficace e  chiara  l'applicazione.  L'impresa  comunica  altresi'  i  medesimi dati al Ministero dello sviluppo economico e  all'IVASS,  ai  fini della loro pubblicazione sui rispettivi siti internet.     9. Il mancato rispetto di una delle disposizioni di cui al comma  8  comporta  l'applicazione  da  parte  dell'IVASS   di   una   sanzione  amministrativa pecuniaria da 1.000 euro a 10.000 euro.     10.  Gli  introiti  derivanti  dall'applicazione   delle   sanzioni  amministrative pecuniarie previste dai commi 4, 5 e 9 sono  destinati  ad incrementare il Fondo di garanzia per le vittime della strada,  di  cui all'articolo 285 del decreto legislativo  7  settembre  2005,  n.  209.     11. L'articolo 14 del decreto del Presidente  della  Repubblica  18  luglio 2006, n. 254, e' abrogato.     12. I massimali di cui al comma 1, lettera a), entrano in vigore  a  decorrere dal 1° gennaio 2014.     13.  All'attuazione  del  presente  articolo   le   amministrazioni  provvedono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali  previste a legislazione vigente.   
                               Art. 9                    Misure per favorire la diffusione della lettura        1. Nell'ambito di  apposito  Programma  Operativo  Nazionale  della  prossima programmazione 2014-2020 dei fondi  strutturali  comunitari,  previa verifica della coerenza con le linee  di  intervento  in  essa  previste ed a seguito dell'approvazione della Commissione europea, e'  disposta l'istituzione di un credito di  imposta  sui  redditi  delle  persone fisiche e giuridiche con  decorrenza  dal  periodo  d'imposta  determinato con il decreto di cui  al  comma  5  e  fino  al  periodo  d'imposta in corso al 31  dicembre  2016,  per  l'acquisto  di  libri  muniti di codice ISBN.     2. Il credito di imposta di cui al comma 1, fermo il  rispetto  dei  limiti  delle  risorse  complessive  effettivamente  individuate  per  ciascun  anno  nell'ambito  del  Programma  operativo  nazionale   di  riferimento, e' pari al 19 per cento della spesa effettuata nel corso  dell'anno solare per un importo massimo,  per  ciascun  soggetto,  di  euro 2000, di cui euro 1000  per  i  libri  di  testo  scolastici  ed  universitari ed euro 1000 per tutte le altre pubblicazioni.     3. L'acquisto deve essere documentato  fiscalmente  dal  venditore.  Sono esclusi gli acquisti di libri in formato  digitale,  o  comunque  gia'  deducibili  nella  determinazione  dei  singoli   redditi   che  concorrono a formare il reddito complessivo.     4. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,  di  concerto  con il Ministro dell'economia e delle finanze, da  emanare  entro  30  giorni  dall'adozione  dell'intervento  all'interno   del   programma  operativo nazionale di riferimento, sono definite,  conformemente  al  regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione del 15 dicembre  2006  relativo all'applicazione degli articoli 87 e  88  del  trattato  sul  funzionamento dell'Unione europea agli  aiuti  di  importanza  minore  («de minimis»), le modalita' per usufruire del  credito  d'imposta  e  per la comunicazione delle spese effettuate ai fini della verifica di  capienza dei fondi annualmente disponibili, la documentazione fiscale  che deve essere rilasciata dal venditore,  il  regime  dei  controlli  sulle  spese  nonche'  ogni  altra  disposizione  necessaria  per  il  monitoraggio dell'agevolazione ed il rispetto del limite  massimo  di  risorse stanziate.     5. Previa verifica della coerenza con le  linee  di  intervento  in  essa previste, fruibili a seguito dell'approvazione  da  parte  della  Commissione europea del Programma Operativo Nazionale  relativo  alla  Competitivita'  di  responsabilita'  del  Ministero  dello   sviluppo  economico, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di  concerto con il Ministro per la coesione  territoriale,  il  Ministro  per gli affari regionali e le  autonomie  e  con  il  Ministro  dello  sviluppo economico, e' stabilito  l'ammontare  dell'intervento  nella  misura massima  di  50  milioni  di  euro  a  valere  sulla  proposta  nazionale relativa alla prossima programmazione 2014-2020  dei  fondi  strutturali comunitari.     6. Il credito d'imposta deve essere  indicato  nella  dichiarazione  dei redditi relativa al periodo d'imposta  nel  corso  del  quale  il  beneficio e' maturato. Esso non concorre alla formazione del reddito,  ne' della base  imponibile  dell'imposta  regionale  sulle  attivita'  produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e  109, comma 5, del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive  modificazioni,  ed  e'  utilizzabile  esclusivamente   in  compensazione ai sensi dell'articolo 17  del  decreto  legislativo  9  luglio 1997, n. 241, e successive modificazioni.     7. Le risorse individuate  ai  sensi  del  comma  5,  sono  versate  all'entrata del bilancio dello Stato e  successivamente  riassegnate,  per le finalita' di spesa di cui al presente  articolo,  ad  apposito  programma dello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle finanze. A tal fine,  il  Ministero  dello  sviluppo  economico  comunica al Fondo di rotazione di cui all'articolo 5 della  legge  16  aprile 1987, n. 183, gli importi comunitari e nazionali  riconosciuti  a titolo di credito di imposta da versare  all'entrata  del  bilancio  dello Stato.   
                               Art. 10                     Tribunale delle societa' con sede all'estero        1. All'articolo 4 del decreto legislativo 27 giugno  2003  n.  168,  sono apportate le seguenti modificazioni:       a) al comma  1,  prima  delle  parole  «Le  controversie  di  cui  all'articolo 3» sono  inserite  le  seguenti  parole:  «Fermo  quanto  previsto dal comma 1-bis,»;       b) dopo il comma 1 e' aggiunto il seguente comma: «1-bis. Per  le  controversie di cui all'articolo 3 nelle quali e'  parte,  anche  nel  caso di piu' convenuti  ai  sensi  dell'articolo  33  del  codice  di  procedura civile, una societa', in qualunque  forma  costituita,  con  sede all'estero, anche  avente  sedi  secondarie  con  rappresentanza  stabile nel territorio dello  Stato,  e  che,  secondo  gli  ordinari  criteri di competenza territoriale e nel rispetto delle  disposizioni  normative speciali che le disciplinano,  dovrebbero  essere  trattate  dagli uffici giudiziari di seguito  elencati,  sono  inderogabilmente  competenti:         1) la sezione specializzata in materia di impresa di  Bari  per  gli uffici  giudiziari  ricompresi  nei  distretti  di  Bari,  Lecce,  Taranto (sezione distaccata), Potenza;         2) la sezione specializzata in materia di impresa  di  Cagliari  per gli uffici giudiziari ricompresi  nei  distretti  di  Cagliari  e  Sassari (sezione distaccata);         3) la sezione specializzata in materia di  impresa  di  Catania  per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di  Caltanissetta,  Catania, Catanzaro, Messina, Palermo, Reggio Calabria;         4) la sezione specializzata in materia di impresa di Genova per  gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Bologna, Genova;         5) la sezione specializzata in materia di impresa di Milano per  gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Brescia, Milano;         6) la sezione specializzata in materia di impresa di Napoli per  gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di corte d'appello  di  Campobasso, Napoli, Salerno;         7) la sezione specializzata in materia di impresa di  Roma  per  gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti  di  Ancona,  Firenze,  L'Aquila, Perugia, Roma;         8) la sezione specializzata in materia di impresa di Torino per  gli uffici giudiziari ricompresi nel distretto di Torino;         9) la sezione specializzata in materia di  impresa  di  Venezia  per gli uffici giudiziari ricompresi nei distretti di Trento, Bolzano  (sezione distaccata), Trieste, Venezia.».     2. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  ai  giudizi  instaurati a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello di  entrata in vigore del presente decreto.     3. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi  o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. All'attuazione  del  presente articolo le  amministrazioni  provvedono  nell'ambito  delle  risorse umane, finanziarie  e  strumentali  previste  a  legislazione  vigente.   
                               Art. 11         Misure per favorire la risoluzione di  crisi  aziendali  e  difendere                              l'occupazione        1. Alla legge 27 febbraio 1985, n. 49, e successive  modificazioni,  sono apportate le seguenti integrazioni:       a)  all'articolo  9,  dopo  le  parole:  «Ai  finanziamenti   del  Foncooper» sono aggiunte le  seguenti:  «e  a  quelli  erogati  dalle  societa' finanziarie ai sensi dell'articolo 17, comma 5»;       b)  all'articolo  17,  comma  5,  dopo   le   parole:   «per   la  realizzazione di progetti di impresa.» sono aggiunte le seguenti: «In  deroga a quanto previsto dall'articolo 2522  del  codice  civile,  le  societa' finanziarie possono intervenire nelle  societa'  cooperative  costituite da meno di nove soci.».     2. Nel caso di affitto o di vendita di aziende,  rami  d'azienda  o  complessi di beni e contratti di  imprese  sottoposte  a  fallimento,  concordato preventivo o amministrazione straordinaria, hanno  diritto  di prelazione per l'affitto o per l'acquisto le societa'  cooperative  costituite da  lavoratori  dipendenti  dell'impresa  sottoposta  alla  procedura.     3. L'atto di  aggiudicazione  dell'affitto  o  della  vendita  alle  societa' cooperative di cui al comma 1, costituisce  titolo  ai  fini  dell'applicazione dell'articolo 7, comma 5,  della  legge  23  luglio  1991, n. 223, ai soci lavoratori delle medesime, ferma l'applicazione  delle vigenti  norme  in  materia  di  integrazione  del  trattamento  salariale in favore dei lavoratori che non  passano  alle  dipendenze  della societa' cooperativa.   
                               Art. 12              Misure per favorire il credito alla piccola e media impresa        1. Alla legge 30 aprile 1999, n. 130, sono  apportate  le  seguenti  modificazioni:       a) all'articolo 1, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:     «1-bis. La presente legge si applica altresi'  alle  operazioni  di  cartolarizzazione realizzate mediante la sottoscrizione e  l'acquisto  di  obbligazioni  e  titoli   similari,   esclusi   comunque   titoli  rappresentativi del capitale sociale, titoli ibridi  e  convertibili,  da  parte  della  societa'  per  la  cartolarizzazione  dei   crediti  emittente i titoli.»;       b) all'articolo 2, dopo il comma 4 e' inserito il seguente:     «4-bis. Nel caso in  cui  i  titoli  oggetto  delle  operazioni  di  cartolarizzazione siano destinati ad investitori qualificati ai sensi  dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  i  titoli possono essere sottoscritti anche da un unico investitore.».       c) all'articolo 3, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:     «2-bis. Le societa' di cui al comma 1 possono aprire conti correnti  segregati presso i soggetti all'articolo 2, comma 3, lettera c), dove  vengano accreditate le somme corrisposte dai debitori ceduti  nonche'  ogni altra somma pagata o comunque di  spettanza  della  societa'  ai  sensi delle operazioni accessorie condotte  nell'ambito  di  ciascuna  operazione di cartolarizzazione o comunque  ai  sensi  dei  contratti  dell'operazione.  Le  somme  accreditate  su  tali  conti   segregati  costituiscono patrimonio separato a tutti gli effetti da  quello  del  depositario e da quello degli altri depositanti. Su  tali  somme  non  sono ammesse azioni da parte di soggetti diversi da quelli di cui  al  comma 2 e tali somme possono essere utilizzate esclusivamente per  il  soddisfacimento di crediti vantati dai soggetti di cui al comma  2  e  dalle controparti dei contratti derivati con finalita'  di  copertura  dei rischi insiti nei crediti e nei titoli  ceduti,  nonche'  per  il  pagamento degli altri costi dell'operazione. In  caso  di  avvio  nei  confronti del depositario di procedimenti di cui  al  titolo  IV  del  testo unico bancario, nonche' di procedure concorsuali o  di  accordi  di ristrutturazione, le somme accreditate  su  tali  conti  non  sono  considerate come rientranti nel patrimonio del soggetto  e  non  sono  soggette a sospensione dei pagamenti.     2-ter. I soggetti che svolgono, anche su delega dei soggetti di cui  all'articolo 2, comma 6, i servizi indicati nell'articolo 2, comma 3,  lettera  c),  nell'ambito  di  operazioni  di  cartolarizzazione  dei  crediti, possono aprire presso banche conti correnti  segregati  dove  vengano accreditate le  somme  incassate  per  conto  della  societa'  cessionaria o della societa' emittente  dai  debitori  ceduti.  Sulle  somme accreditate sui conti segregati, non  sono  ammesse  azioni  da  parte dei creditori dei soggetti  che  svolgono  i  servizi  indicati  nell'articolo 2, comma 3, lettera c), se non  per  l'eccedenza  delle  somme incassate e dovute alla societa' cessionaria  o  emittente.  In  caso  di  avvio  di  procedimenti  concorsuali  o   di   accordi   di  ristrutturazione, le somme accreditate sui conti  segregati,  per  un  importo pari alle somme incassate e dovute alla societa'  cessionaria  o emittente, non vengono considerate come rientranti  nel  patrimonio  del soggetto che svolge i servizi indicati nell'articolo 2, comma  3,  lettera c).»;       d) all'articolo 4 sono apportate le seguenti modificazioni:         1) i commi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:     «1. Alle cessioni dei  crediti  poste  in  essere  ai  sensi  della  presente legge si applicano le disposizioni  contenute  nell'articolo  58, commi 2, 3 e 4, del testo unico bancario.  Alle  cessioni,  anche  non in blocco, aventi ad oggetto crediti di cui all'articolo 1  della  legge 21 febbraio 1991, n. 52, puo' altresi' applicarsi, su  espressa  volonta' delle parti, il disposto dell'articolo 5, commi 1,  1-bis  e  2, della legge 21 febbraio 1991, n. 52.     2. Dalla  data  della  pubblicazione  della  notizia  dell'avvenuta  cessione nella Gazzetta Ufficiale o dalla  data  certa  dell'avvenuto  pagamento, anche in parte,  del  corrispettivo  della  cessione,  sui  crediti acquistati e sulle somme corrisposte dai debitori ceduti sono  ammesse azioni soltanto a tutela dei diritti di cui  all'articolo  1,  comma 1, lettera b), e, in deroga ad ogni altra disposizione, non  e'  esercitabile dai relativi debitori  ceduti  la  compensazione  tra  i  crediti acquistati e i crediti  sorti  posteriormente  a  tale  data.  Dalla stessa data la cessione dei crediti e' opponibile:       a) agli altri aventi causa del cedente, il cui titolo di acquisto  non sia stato reso efficace verso i terzi in data anteriore;       b) ai creditori del cedente che non abbiano pignorato il  credito  prima della pubblicazione della cessione.»;         2) al comma 3, le parole:  «non  si  applica»  sono  sostituite  dalle seguenti: «non si applicano l'articolo 65 e»;         3) dopo il comma 4 e' inserito il seguente:     «4-bis. Alle  cessioni  effettuate  nell'ambito  di  operazioni  di  cartolarizzazione non si applicano gli articoli 69  e  70  del  regio  decreto 18 novembre 1923, n. 2440, nonche' le altre disposizioni  che  richiedano formalita' diverse o ulteriori rispetto a  quelle  di  cui  alla presente legge. Dell'affidamento o trasferimento delle  funzioni  di cui all'articolo 2, comma 3, lettera c), a soggetti diversi  dalla  banca cedente e' dato avviso mediante  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale nonche' comunicazione  mediante  lettera  raccomandata  con  avviso di ricevimento alle pubbliche amministrazioni debitrici.»;       e) all'articolo 5, dopo il comma 2 e' aggiunto il seguente:     «2-bis.   I   titoli   emessi   nell'ambito   di   operazioni    di  cartolarizzazione di cui  all'articolo  1,  comma  1-bis,  anche  non  destinati ad essere  negoziati  in  un  mercato  regolamentato  o  in  sistemi multilaterali di negoziazione e anche  privi  di  valutazione  del merito di credito da  parte  di  operatori  terzi,  costituiscono  attivi ammessi a copertura delle riserve tecniche  delle  imprese  di  assicurazione ai sensi dell'articolo 38  del  decreto  legislativo  7  settembre 2005, n. 209, e successive modificazioni. Entro  30  giorni  dall'entrata in vigore della presente disposizione, l'IVASS adotta un  regolamento che disciplini le misure di dettaglio  per  la  copertura  delle  riserve  tecniche  tramite  gli   attivi   sopra   menzionati.  L'investimento nei titoli  di  cui  al  presente  comma  e'  altresi'  compatibile con le vigenti  disposizioni  in  materia  di  limiti  di  investimento di fondi pensione.»;       f) all'articolo 7, dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:     «2-bis. Nel caso di operazioni realizzate mediante  cessione  a  un  fondo comune di investimento, i  servizi  indicati  nell'articolo  2,  comma 3,  lettera  c),  possono  essere  svolti,  in  alternativa  ai  soggetti di cui all'articolo 2, comma 6, dalla societa'  di  gestione  del risparmio che  gestisce  il  fondo.  Alle  cessioni  dei  crediti  effettuate in favore del fondo si applicano gli articoli 4 e 6, comma  2, della presente  legge,  nonche'  le  restanti  disposizioni  della  presente legge, in quanto compatibili.     2-ter. Le disposizioni di  cui  all'articolo  5,  comma  2-bis,  si  applicano, in quanto compatibili, alle imprese  ed  ai  soggetti  ivi  menzionati ai fini dell'investimento nelle quote  dei  fondi  di  cui  all'articolo 7, comma 2-bis.»;       g) al comma 1 dell'articolo 7-bis, dopo le parole:  «all'articolo  3, commi 2,» sono inserite le seguenti: «2-bis, 2-ter e»;       h) dopo l'articolo 7-ter e' inserito il seguente:                                 «Art. 7-quater.                        Cessione di ulteriori crediti e titoli        1. Gli articoli 7-bis, commi 1, 2, 3, 4, 5 e 7, e 7-ter, comma 1, e  le disposizioni ivi richiamate si applicano  anche  alle  operazioni,  ivi disciplinate, aventi ad oggetto obbligazioni e  titoli  similari,  crediti garantiti da ipoteca navale, crediti nei confronti di piccole  e medie imprese, crediti derivanti  da  contratti  di  leasing  o  di  factoring, nonche' di titoli  emessi  nell'ambito  di  operazioni  di  cartolarizzazione aventi ad oggetto crediti della medesima natura.     2. Il regolamento di cui al  comma  5  dell'articolo  7-bis  adotta  anche  disposizioni  di  attuazione   del   presente   articolo   con  riferimento  ai  medesimi  profili  ivi   menzionati.   Il   medesimo  regolamento individua le categorie di crediti  o  titoli  di  cui  al  comma 1,  cui  si  applicano  le  disposizioni  di  cui  al  presente  articolo.».     2. All'articolo  32  del  decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,  convertito, con modificazioni, dalla legge 7  agosto  2012,  n.  134,  dopo il comma 26 e' aggiunto il seguente:     «26-bis. Le obbligazioni e i titoli similari  di  cui  al  presente  articolo,  le  quote  di  fondi   di   investimento   che   investono  prevalentemente  negli  anzidetti  strumenti  finanziari,  nonche'  i  titoli rappresentativi di operazioni di cartolarizzazione  aventi  ad  oggetto gli anzidetti strumenti finanziari  costituiscono,  anche  se  non destinati ad essere negoziati in un mercato  regolamentato  o  in  sistemi multilaterali di negoziazione e anche se privi di valutazione  del merito di credito da parte di operatori terzi, attivi  ammessi  a  copertura delle riserve tecniche delle imprese  di  assicurazione  di  cui all'articolo 38 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209,  e successive modificazioni. Entro 30 giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  l'IVASS  adotta  un  regolamento  che  disciplini le misure di dettaglio  per  la  copertura  delle  riserve  tecniche tramite gli  attivi  sopra  menzionati.  L'investimento  nei  titoli e nelle quote di fondi di cui al presente  comma  e'  altresi'  compatibile con le vigenti  disposizioni  in  materia  di  limiti  di  investimento di fondi pensione.».     3. All'articolo 5 della legge 21 febbraio  1991,  n.  52,  dopo  il  comma 1 e' inserito il seguente:       «1-bis. Ai fini dell'ottenimento della data certa  del  pagamento  e' sufficiente l'annotazione del contante sul conto di pertinenza del  cedente, in conformita' al disposto dell'articolo 2, comma 1, lettera  b), del decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 170.».     4. Al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n.  601, sono apportate le seguenti modificazioni:       a) all'articolo 15, primo comma, dopo le parole: «dalla legge  24  novembre 2003, n. 326,» sono inserite le seguenti: «per le  quali  e'  stata esercitata l'opzione di cui all'articolo 17,»;       b) all'articolo 17, primo comma, le parole: «sono tenuti a»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «,  a  seguito  di  specifica  opzione,  possono» e dopo il primo periodo e' aggiunto il seguente:  «L'opzione  e' esercitata per iscritto nell'atto di finanziamento.»;       c) dopo l'articolo 20 e' inserito il seguente:                                  «Art. 20-bis.                        Operazioni di finanziamento strutturate        1. Gli articoli da 15 a 20 si  applicano  anche  alle  garanzie  di  qualunque tipo, da  chiunque  e  in  qualsiasi  momento  prestate  in  relazione alle operazioni di finanziamento strutturate come emissioni  di  obbligazioni  o  titoli  similari  alle   obbligazioni   di   cui  all'articolo 44, comma 2, lettera c), del Testo unico  delle  imposte  sui redditi, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica  22 dicembre  1986,  n.  917,  da  chiunque  sottoscritte,  alle  loro  eventuali  surroghe,  sostituzioni,  postergazioni,  frazionamenti  e  cancellazioni anche parziali, ivi comprese  le  cessioni  di  credito  stipulate in relazione  alle  stesse,  nonche'  ai  trasferimenti  di  garanzie anche conseguenti alla cessione delle predette obbligazioni,  nonche' alla modificazione o estinzione di tali operazioni.     2. L'opzione di cui all'articolo 17,  primo  comma,  e'  esercitata  nella deliberazione di emissione.     3. L'imposta sostitutiva e' dovuta  dagli  intermediari  finanziari  incaricati, ai sensi del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,  delle attivita' di promozione e collocamento delle operazioni di  cui  al  comma  1,  ovvero,  nel  caso  in  cui  tali   intermediari   non  intervengano, dalle societa' che emettono le  obbligazioni  o  titoli  similari con riferimento ai quali e' stata esercitata  l'opzione.  Il  soggetto finanziato risponde in solido con  i  predetti  intermediari  per il pagamento dell'imposta.     4. Gli intermediari finanziari e le societa'  emittenti  tenute  al  pagamento dell'imposta sostitutiva dichiarano, secondo  le  modalita'  previste dall'articolo 20 del presente  decreto  e  dall'articolo  8,  comma 4, del decreto-legge 27 aprile 1990,  n.  90,  convertito,  con  modificazioni, dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, l'ammontare  delle  obbligazioni collocate.     5. Alle operazioni di cui al presente articolo non si applicano  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  3,  commi   3   e   3-bis,   del  decreto-legge 13 maggio 1991, n. 151, convertito, con  modificazioni,  dalla legge 12 luglio 1991, n. 202.».     5. Dopo l'articolo 32, comma 9 del decreto-legge 22 giugno 2012, n.  83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,  e' inserito il seguente:       «9-bis. La ritenuta del 20 per  cento  di  cui  all'articolo  26,  comma 1, del decreto del Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973, n. 600, non si applica sugli interessi  e  gli  altri  proventi  delle obbligazioni e titoli similari, e delle  cambiali  finanziarie,  corrisposti  a  organismi  di  investimento  collettivo   in   valori  mobiliari le cui quote siano detenute esclusivamente  da  investitori  qualificati ai sensi dell'articolo 100  del  decreto  legislativo  24  febbraio  1998,  n.  58,  e   il   cui   patrimonio   sia   investito  prevalentemente   in   tali   obbligazioni,   titoli    o    cambiali  finanziarie.».     6. All'articolo 46 del decreto legislativo 1°  settembre  1993,  n.  385, sono apportate le seguenti modificazioni:       a) dopo il comma 1 e' inserito il seguente:     «1-bis. Il privilegio previsto dal presente  articolo  puo'  essere  costituito anche per garantire obbligazioni e titoli similari  emessi  da societa' ai sensi degli articoli 2410 e seguenti o 2483 del codice  civile,  aventi  una  scadenza  a  medio  o  lungo  termine,  la  cui  sottoscrizione e circolazione e' riservata a investitori  qualificati  ai sensi dell'articolo 100 del decreto legislativo 24 febbraio  1998,  n. 58.»;       b) al comma 2 sono apportate le seguenti modificazioni:         1)  dopo  le  parole:  «banca  creditrice»  sono  inserite   le  seguenti: «o, nel caso di obbligazioni  o  titoli  di  cui  al  comma  1-bis, il sottoscrittore o i sottoscrittori di tali obbligazioni o un  loro rappresentante»;         2) dopo le parole: «e le  condizioni  del  finanziamento»  sono  inserite le seguenti: «o, nel caso di obbligazioni o titoli di cui al  comma 1-bis,  gli  elementi  di  cui  ai  numeri  1),  3),  4)  e  6)  dell'articolo 2414 del codice civile  o  di  cui  all'articolo  2483,  comma 3, del codice civile».     7. All'onere derivante dal presente articolo, pari a 4  milioni  di  euro  a  decorrere  dall'esercizio   2014,   si   provvede   mediante  corrispondente  riduzione  della   dotazione   del   fondo   di   cui  all'articolo 2, comma 616, della legge  24  dicembre  2007,  n.  244,  relativo allo  stato  di  previsione  del  Ministero  dello  sviluppo  economico.   
                               Art. 13      Disposizioni urgenti per EXPO 2015,  per  i  lavori  pubblici  ed  in    materia di trasporto aereo        1. Le assegnazioni disposte dal CIPE con le delibere n. 146 del  17  novembre 2006 e le assegnazioni disposte dalla delibera  CIPE  n.  33  del 13 maggio 2010 sono revocate. Le  quote  annuali  dei  contributi  revocati,  iscritte  in  bilancio,  affluiscono  al  Fondo   di   cui  all'articolo 32, comma 6, del decreto-legge 6  luglio  2011,  n.  98,  convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111. Le  somme relative ai finanziamenti revocati iscritte in  conto  residui,  ad eccezione di quelle conservate in bilancio ai sensi  dell'articolo  30 della legge 31 dicembre 2009,  n.  196,  dovranno  essere  versate  all'entrata del bilancio dello Stato, entro il 31 dicembre 2013,  per  essere successivamente riassegnate, compatibilmente con gli equilibri  di finanza pubblica, sul Fondo  di  cui  al  precedente  periodo.  Le  risorse revocate sono  destinate,  con  decreto  del  Ministro  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  in  relazione   alle   annualita'  disponibili:       a) prioritariamente, per l'importo di 53,2 milioni di euro,  alla  realizzazione  dei  progetti  cantierabili  relativi   a   opere   di  connessione indispensabili per lo svolgimento dell'Evento Expo  2015,  gia' individuate dal  tavolo  Lombardia,  riguardanti  il  parcheggio  remoto di stazionamento di Cascina Merlata, nel limite di 31  milioni  di euro, il collegamento S.S. 11 - S.S. 233, lotto 1-B, nel limite di  17,2  milioni  di  euro  e  le  connesse  opere  di  collegamento   e  accoglienza tra il parcheggio e il sito espositivo, nel limite  di  5  milioni di euro;       b) per l'importo di 45 milioni di euro, ad opere  necessarie  per  l'accessibilita' ferroviaria Malpensa - terminal T1-T2;       c) per l'importo di 42,8 milioni di euro,  alla  linea  M4  della  metropolitana di Milano.     2. L'importo di 42,8 milioni di euro per l'anno 2013 assegnato  dal  CIPE nella seduta  del  9  settembre  2013  a  valere  sulle  risorse  dell'articolo 18, comma 1, del decreto-legge 21 giugno 2013,  n.  69,  convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013,  n.  98,  a  favore della linea M4 della metropolitana di Milano e'  assegnato  al  Collegamento SS 11-SS 233, lotto 1-B, di  cui  alla  lettera  a)  del  comma 1. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio. Il  contributo dello Stato assegnato, ai sensi dell'articolo 18, comma 3,  del citato  decreto-legge  n.  69  del  2013,  alla  linea  M4  della  metropolitana di Milano, nel complessivo importo di 172,2 milioni  di  euro, e' revocato, in  caso  di  mancata  stipula  del  contratto  di  finanziamento entro il 30 giugno 2014. Con apposita delibera del CIPE  vengono definiti il cronoprogramma  dei  lavori  e  le  modalita'  di  monitoraggio.     3. In relazione agli interventi di cui al comma 1, lettere a) e b),  i soggetti attuatori sono autorizzati, alla data di entrata in vigore  del presente decreto, ad avviare le procedure per  l'affidamento  dei  lavori nel limite delle risorse autorizzate dalle lettere a) e b) del  comma 1 e dal comma 2 e a  condizione  che  le  erogazioni  avvengano  compatibilmente con le risorse  iscritte  sull'apposito  capitolo  di  bilancio.  Il  Commissario  Unico   di   cui   all'articolo   5   del  decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, e il Tavolo istituzionale  per  il  governo complessivo degli  interventi  regionali  e  sovra  regionali  vigilano sullo stato di attuazione delle opere e, ove necessario,  il  Commissario Unico adotta le deroghe per l'immediato avvio delle opere  e per la loro tempestiva realizzazione.     4. Le disponibilita' derivanti dalle revoche di cui al comma 1  non  utilizzate  per  le  finalita'  ivi  previste  sono  destinate   alla  realizzazione di interventi immediatamente  cantierabili  finalizzati  al miglioramento della competitivita' dei porti italiani e a  rendere  piu' efficiente il trasferimento ferroviario e modale all'interno dei  sistemi portuali, nella fase iniziale per favorire i traffici  con  i  Paesi dell'Unione Europea, da sottoporre  al  CIPE  entro  60  giorni  dalla data di entrata in vigore del presente decreto, su proposta del  Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sentite  le  Regioni  interessate. Per le medesime finalita' sono revocati i fondi  statali  trasferiti  o  assegnati  alle  Autorita'  portuali,  anche  mediante  operazioni finanziarie di mutuo con oneri di  ammortamento  a  carico  dello Stato, per la realizzazione di opere infrastrutturali, a fronte  dei quali, essendo trascorsi almeno  due  anni  dal  trasferimento  o  dall'assegnazione, non sia stato pubblicato  il  bando  di  gara  per  l'assegnazione dei lavori. Le disponibilita' derivanti dalle  revoche  di cui  al  precedente  periodo  sono  individuate  con  decreto  del  Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il  Ministro dell'economia e delle finanze,  da  adottare  entro  novanta  giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,  e  sono  versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere  riassegnate,  nel limite di 200 milioni di euro per l'anno 2014, ad apposito Fondo,  istituito   nello   stato   di   previsione   del   Ministero   delle  infrastrutture e dei trasporti.     5. Nel caso in cui  la  revoca  riguardi  finanziamenti  realizzati  mediante operazioni finanziarie di mutuo con oneri di ammortamento  a  carico dello Stato, con il decreto  di  cui  al  comma  4  e  per  le  medesime  finalita'  e'  disposta  la  cessione  ad  altra  Autorita'  portuale della parte di finanziamento ancora  disponibile  presso  il  soggetto  finanziatore,  fermo  restando  che  il   Ministero   delle  infrastrutture e dei trasporti continua a  corrispondere  alla  banca  mutuante, fino alla scadenza,  la  quota  del  contributo  dovuta  in  relazione  all'ammontare  del  finanziamento   erogato.   L'eventuale  risoluzione dei contratti di mutuo non deve comportare oneri  per  la  finanza pubblica.     6. Una quota pari a 20 milioni di euro  delle  risorse  di  cui  al  comma 1 dell'articolo 18-bis della legge 28 gennaio 1994, n.  84,  e'  assegnata  a  decorrere  dall'anno  2014  alla  realizzazione   degli  interventi immediatamente cantierabili finalizzati  al  miglioramento  della competitivita' dei porti italiani e a rendere  piu'  efficiente  il  trasferimento  ferroviario  e  modale  all'interno  dei   sistemi  portuali previsti al comma 4.     7. Il CIPE, su proposta del Ministero delle  infrastrutture  e  dei  trasporti, d'intesa con le Regioni interessate, entro  il  30  giugno  2014 assegna le risorse di cui ai commi  4,  5  e  6  contestualmente  all'approvazione dei progetti definitivi degli interventi. In caso di  mancata presentazione dei progetti entro il termine di cui al periodo  precedente, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su  proposta del Ministro delle infrastrutture e dei  trasporti,  sentito  il Presidente della Regione interessata, e' nominato, senza  nuovi  o  maggiori oneri per la finanza pubblica, un Commissario  delegato  del  Governo per l'attuazione dell'intervento.     8. All'articolo 32, commi 2 e 3, del decreto-legge 6  luglio  2011,  n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,  n.  111, la parola: «2008» e' sostituita dalla seguente: «2010».     9. In deroga agli articoli 243-bis, comma 8, lettera g), e comma 9,  lettera d), e 243-ter del decreto legislativo 8 agosto 2000, n.  267,  il comune di Napoli e' autorizzato a contrarre mutui necessari per il  perfezionamento  dei  finanziamenti  di  propria  competenza  per  la  realizzazione della linea 1 della metropolitana di Napoli.     10. All'articolo 118 del decreto legislativo  12  aprile  2006,  n.  163, sono apportate le seguenti modificazioni:       a) al comma 3, dopo il terzo periodo, e'  aggiunto  il  seguente:  «Ove  ricorrano  condizioni  di  particolare  urgenza   inerenti   al  completamento dell'esecuzione del contratto accertate dalla  stazione  appaltante, per i contratti di appalto  in  corso  puo'  provvedersi,  anche in deroga alle previsione  del  bando  di  gara,  al  pagamento  diretto al subappaltatore o al cottimista dell'importo dovuto per  le  prestazioni dagli stessi eseguiti.»;       b) dopo il comma 3 e' aggiunto il seguente:     «3-bis. E' sempre consentito alla stazione appaltante, anche per  i  contratti di  appalto  in  corso,  nella  pendenza  di  procedura  di  concordato  preventivo,  provvedere  ai  pagamenti  dovuti   per   le  prestazioni eseguite dall'affidatario medesimo e dai subappaltatori e  cottimisti, presso il  Tribunale  competente  per  l'ammissione  alla  predetta procedura.».     11. Le disposizioni in materia di svincolo delle garanzie di  buona  esecuzione relative alle  opere  in  esercizio  di  cui  all'articolo  237-bis del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, si  applicano  a tutti i contratti di appalto aventi  ad  oggetto  opere  pubbliche,  anche se stipulati anteriormente rispetto alla  data  di  entrata  in  vigore  del  richiamato  decreto  legislativo  n.  163/2006.  Per  le  societa' o enti  comunque  denominati  di  proprieta'  del  Ministero  dell'economia e delle finanze e sottoposti alla  vigilanza  di  altri  Ministeri e che stipulano con lo Stato  contratti  di  programma  che  abbiano per oggetto manutenzione ed investimenti, e' fatto obbligo di  rendicontare nei documenti di programmazione pluriannuale l'ammontare  complessivo della liquidita' liberata  e  l'oggetto  di  destinazione  della stessa.     12. All'articolo 114 del decreto legislativo  30  aprile  1992,  n.  285, e successive modificazioni, dopo  il  comma  2  e'  inserito  il  seguente:     «2-bis. Le prescrizioni di cui al  comma  2  non  si  applicano  ai  carrelli di  cui  all'articolo  58,  comma  2,  lettera  c),  qualora  circolino su strada per brevi e saltuari  spostamenti  a  vuoto  o  a  carico.  Con  decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture  e   dei  trasporti  sono  stabilite  le  relative  prescrizioni  tecniche  per  l'immissione in circolazione.».     13. All'articolo 2, comma 1, primo periodo, della legge 14 novembre  1995, n. 481, dopo le parole: «per l'energia elettrica» sono inserite  le seguenti: «, il gas ed il sistema idrico» e le parole: «e il  gas»  sono soppresse.     14. I gestori di aeroporti che erogano contributi, sussidi  o  ogni  altra  forma   di   emolumento   ai   vettori   aerei   in   funzione  dell'avviamento  e  sviluppo  di  rotte  destinate  a  soddisfare   e  promuovere  la  domanda  nei  rispettivi  bacini  di  utenza,  devono  esperire   procedure   di   scelta   del   beneficiario   che   siano  concorrenziali,  trasparenti  e  tali  da  garantire  la  piu'  ampia  partecipazione  dei  vettori  potenzialmente   interessati,   secondo  modalita' da definirsi con apposite Linee guida adottate dal Ministro  delle infrastrutture e dei trasporti entro trenta giorni  dalla  data  di entrata in vigore del presente decreto.     15.  I  gestori  aeroportuali  comunicano  all'Ente  Nazionale  per  l'Aviazione Civile l'esito delle procedure previste dal comma 14,  ai  fini della verifica del rispetto delle condizioni  di  trasparenza  e  competitivita'.     16. L'addizionale comunale istituita  dall'articolo  2,  comma  11,  della legge 24 dicembre 2003, n.  350,  ed  i  successivi  incrementi  disposti dall'articolo 2, comma 5-bis, del  decreto-legge  28  agosto  2008, n. 134, dall'articolo 1, comma 1328, della  legge  27  dicembre  2006, n. 296, e dall'articolo 4, comma  75,  della  legge  28  giugno  2012, n. 92, non e' dovuta dai passeggeri  in  transito  negli  scali  aeroportuali nazionali, se provenienti da scali domestici.     17.  L'addizionale  Commissariale  per   Roma   Capitale   di   cui  all'articolo 14, comma 14, del decreto-legge 31 maggio 2010,  n.  78,  convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio  2010,  n.  122,  continua ad applicarsi a tutti i passeggeri con voli originanti e  in  transito negli scali di Roma Fiumicino e Ciampino,  ad  eccezione  di  quelli in transito aventi origine e destinazione domestica.     18. Alle minori entrate derivanti dai commi  16  e  17,  pari  a  9  milioni dei euro annui, si provvede mediante corrispondente riduzione  dei trasferimenti correnti da parte dello  Stato  all'Ente  Nazionale  per  l'Aviazione  Civile,   di   cui   all'articolo   11-decies   del  decreto-legge  30   settembre   2005,   n.   203,   convertito,   con  modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Al ristoro  delle  predette  minori  entrate  a  favore  dei  soggetti  interessati,  si  provvede  con  decreto  del  Ministero  delle  infrastrutture  e  dei  trasporti, di concerto con il Ministero  dell'interno,  il  Ministero  del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero  dell'economia  e  delle finanze, da adottare entro il 30 giugno  di  ciascun  anno.  Il  Ministro dell'economia e delle finanze e'  autorizzato  ad  apportare  con  propri  decreti,  negli  stati  di  previsione   dei   Ministeri  interessati, le occorrenti variazioni di bilancio.     19. Per l'anno 2014 le indennita' di volo previste  dalla  legge  o  dal contratto collettivo non concorrono alla formazione  del  reddito  ai fini contributivi.  Le  medesime  indennita'  di  cui  al  periodo  precedente  concorrono   alla   determinazione   della   retribuzione  pensionabile nella misura del 50 per cento del loro ammontare.     20. Alla copertura dell'onere  recato  dal  comma  19,  pari  a  28  milioni di euro per l'anno 2014, si provvede a valere  sulle  risorse  riscosse dall'ENAV per lo  svolgimento  dei  servizi  di  navigazione  aerea di rotta svolti a favore del traffico aereo civile, che  a  tal  fine,  per  il  medesimo  importo  sono  versate   dall'ENAV   stesso  all'entrata del bilancio dello  Stato  nell'anno  2014.  Il  Ministro  dell'economia e delle finanze  provvede,  con  propri  decreti,  alle  occorrenti variazioni di bilancio.     21.  All'articolo  2,  della  legge  28  giugno  2012,  n.92,  sono  apportate le seguenti modificazioni:       a) al comma 47, le parole:  «1°  gennaio  2016»  sono  sostituite  dalle seguenti: «1° gennaio 2019»;       b) al comma 48, le parole: «31  dicembre  2015»  sono  sostituite  dalle seguenti: «31 dicembre 2018».     22. All'articolo 3, comma 47, della legge 28 giugno 2012, n. 92, la  lettera c) e' abrogata.     23. All'onere derivante dall'applicazione del comma 21, si provvede  mediante il corrispondente incremento dell'addizionale  comunale  sui  diritti di imbarco di cui all'articolo 2, comma 11,  della  legge  24  dicembre 2003, n.  350,  e  successive  modificazioni,  da  destinare  all'INPS. La misura  dell'incremento  dell'addizionale  comunale  sui  diritti  d'imbarco  e'  fissata  con  decreto  del   Ministro   delle  infrastrutture  e  dei  trasporti,  di  concerto  con   il   Ministro  dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro il 31 ottobre  2015,  alla cui adozione e' subordinata l'efficacia  della  disposizione  di  cui al comma 21.     24. Anche in  vista  dell'Expo  2015,  al  fine  di  promuovere  la  valorizzazione di specifiche aree territoriali e per  migliorarne  la  capacita' di attivazione della dotazione di beni storici, culturali e  ambientali, nonche' di servizi per  l'attrattivita'  turistica,  sono  finanziati progetti che individuino uno o piu'  interventi  tra  loro  coordinati. I  progetti  possono  essere  presentati  da  comuni  con  popolazione tra i 5.000 e i 150.000 abitanti. Ogni comune interessato  potra'  presentare  un  solo  progetto  articolato,  in  uno  o  piu'  interventi fra loro coordinati, con una  richiesta  di  finanziamento  che non potra' essere inferiore a 1 milione e superiore a  5  milioni  di euro e purche' in ordine agli interventi previsti  sia  assumibile  l'impegno giuridicamente vincolante entro il 31 maggio 2014 e ne  sia  possibile la conclusione entro 15 mesi da quest'ultima data. Nel caso  in cui il costo complessivo del progetto sia superiore a 5 milioni di  euro, il soggetto interessato dovra' indicare la copertura economica,  a proprie spese, per la parte eccedente.     25. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore del presente decreto con  apposita convenzione tra il Ministro per gli affari  regionali  e  le  autonomie e l'ANCI da approvare con  decreto  del  Ministro  per  gli  affari regionali e le autonomie,  sono  disciplinati  i  criteri  per  l'utilizzo delle risorse per gli interventi di cui al comma 24.     26. All'intervento di cui al comma 24, sono destinati finanziamenti  complessivi sino a un massimo di 500 milioni di euro.     27. Alla copertura dei suddetti oneri si provvede  con  le  risorse  derivanti  dalla  riprogrammazione  del  Piano  di  Azione  Coesione,  secondo  le  procedure  di  cui  all'articolo   4,   comma   3,   del  decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76, convertito,  con  modificazioni,  dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, nonche' con  le  risorse  derivanti  dalla eventuale riprogrammazione, in accordo con  le  Amministrazioni  responsabili della loro attuazione,  dei  Programmi  Operativi  della  programmazione 2007-2013 della politica regionale comunitaria.     28.  Eventuali  ulteriori  risorse   che   si   dovessero   rendere  disponibili in conseguenza delle riprogrammazioni di cui al comma 27,  potranno essere  utilizzate  per  elevare,  fino  a  concorrenza  dei  relativi importi, il plafond di finanziamenti previsto  al  comma  26  destinabili all'intervento di cui al comma 24.   
                               Art. 14               Misure di contrasto al lavoro sommerso e irregolare        1. Al fine di rafforzare l'attivita' di contrasto al  fenomeno  del  lavoro sommerso ed irregolare  e  di  tutela  della  salute  e  della  sicurezza  nei  luoghi  di  lavoro  sono   introdotte   le   seguenti  disposizioni:       a) l'importo delle sanzioni amministrative di cui all'articolo  3  del  decreto-legge  22  febbraio  2002,  n.   12,   convertito,   con  modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, nonche' delle somme  aggiuntive di cui all'articolo 14, comma 4, lettera c),  del  decreto  legislativo 9 aprile 2008, n.  81,  e'  aumentato  del  30%.  Per  la  violazione prevista  dal  citato  articolo  3  del  decreto-legge  22  febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla  legge  23  aprile 2002, n. 73, non e' ammessa alla procedura di diffida  di  cui  all'articolo 13 del decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124;       b) gli importi delle sanzioni amministrative di cui ai commi 3  e  4 dell'articolo 18-bis del decreto legislativo 8 aprile 2003, n.  66,  con esclusione delle sanzioni previste dall'articolo 10, comma 1, del  medesimo decreto legislativo, sono decuplicate;       c) i maggiori introiti derivanti dall'incremento  delle  sanzioni  di cui alle lettere a) e b) sono destinati al finanziamento di misure  anche di carattere organizzativo finalizzate ad una maggior efficacia  della vigilanza in  materia  di  lavoro  e  legislazione  sociale  ad  iniziative  di  contrasto  al  lavoro  sommerso  e  irregolare  e  di  prevenzione e promozione in materia di salute e sicurezza nei  luoghi  di lavoro  effettuate  da  parte  delle  Direzioni  territoriali  del  lavoro, nonche' alle spese di  missione  del  personale  ispettivo  e  quelle derivanti dall'adozione delle misure di cui alla lettera f). A  tal fine le predette risorse sono versate  all'entrata  del  bilancio  dello Stato per essere  riassegnate  sugli  appositi  capitoli  dello  stato di previsione  del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato  ad  apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;       d) ferme restando le competenze  della  Commissione  centrale  di  coordinamento dell'attivita' di vigilanza di cui all'articolo  3  del  decreto legislativo 23 aprile 2004, n. 124, al fine di assicurare  la  migliore e piu' razionale impiego del personale ispettivo degli  Enti  Pubblici che  gestiscono  forme  di  assicurazioni  obbligatorie,  la  programmazione delle verifiche ispettive, sia  livello  centrale  che  territoriale,   da   parte   dei   predetti   Enti   e'    sottoposta  all'approvazione delle rispettive strutture centrali  e  territoriali  del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;       e)  il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali   e'  autorizzato ad  implementare  la  dotazione  organica  del  personale  ispettivo nella misura di duecentocinquanta unita'  di  cui  duecento  nel profilo di ispettore del  lavoro  di  area  III  e  cinquanta  di  ispettore  tecnico  di  area  III  da  destinare  nelle  regioni  del  centro-nord ed a  procedere  in  modo  progressivo  alle  conseguenti  assunzioni nel rispetto dei limiti finanziari di cui al comma  2.  Il  Ministero del lavoro e delle Politiche sociali  comunica  annualmente  al Dipartimento della Funzione  Pubblica  ed  al  Dipartimento  della  Ragioneria Generale dello Stato il numero delle unita' assunte  e  la  relativa spesa;       f) con  decreto  del  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali, di concerto con il Ministero dell'economia e delle  finanze,  da adottarsi entro 60 giorni dalla data di conversione  del  presente  decreto,   sono    individuate    forme    di    implementazione    e  razionalizzazione nell'utilizzo del mezzo  proprio  in  un'ottica  di  economicita' complessiva finalizzata all'ottimizzazione del  servizio  reso da parte del personale ispettivo  del  Ministero  del  lavoro  e  delle politiche sociali.     2. Ai maggiori oneri  derivanti  dalla  disposizione  di  cui  alla  lettera e) si provvede  mediante  riduzione  del  Fondo  sociale  per  l'occupazione e la  formazione  di  cui  all'articolo  18,  comma  1,  lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008, n.  185,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, nella misura di  euro 5 milioni per l'anno 2014, 7 milioni  per  l'anno  2015  e  10,2  milioni a decorrere dall'anno 2016.   
                               Art. 15                                Entrata in vigore        1. Il presente decreto entra  in  vigore  il  giorno  successivo  a  quello  della  sua  pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale   della  Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione  in legge.     Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito  nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica  italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo  osservare.       Dato a Roma, addi' 23 dicembre 2013                                   NAPOLITANO                                     Letta,  Presidente  del   Consiglio   dei                              ministri                                  Alfano, Vicepresidente del Consiglio  dei                              ministri                                  Zanonato,   Ministro    dello    sviluppo                              economico                                  Lupi, Ministro delle infrastrutture e dei                              trasporti                                  Bonino, Ministro degli affari esteri                                  Saccomanni,  Ministro   dell'economia   e                              delle finanze      Visto, il Guardasigilli: Cancellieri   

DECRETO LEGGE N. 145/2013
(28/12/2013 - Emanuele Mascolo) Lascia un commentoUltimi commentiCita nel tuo sitoSalva in PDF
   
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