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Legge di stabilità: sì affrettato al Senato ma l'impianto non convince

testimone viso espressione smorfia
Approvato nella notte, dopo la chiusura insolita della commissione bilancio, tra incertezze, polemiche e persino refusi materiali, il maxiemendamento sulla legge di stabilità non convince gli italiani. Il via libera di palazzo Madama, col voto di fiducia al Governo a conclusione di un percorso di alta tensione, recepisce tutte le modifiche votate in commissione e annunciate nei giorni scorsi. Le principali novità della legge di stabilità licenziata nella notte dal Senato riguardano l'introduzione in via sperimentale del reddito minimo d'inserimento, da finanziare con il prelievo sulle pensioni d'oro (quelle sopra i 90 mila euro); la nuova tassazione sulla casa con l'addio alla Trise e l'arrivo della Iuc (Imposta unica comunale); la concentrazione del taglio del cuneo fiscale con detrazioni più sostanziose sui redditi mediobassi e detrazioni Imu al 30% sui beni d'impresa per il 2013. E ancora, la sanatoria degli interessi di mora sulle cartelle Equitalia; le risorse per la Sardegna e le aree terremotate e alluvionate; la riduzione ad un giorno per l'Election day; il fondo per l'editoria. Restano fuori alcune voci, come l'indicizzazione delle pensioni, le norme sulle spiagge e sugli stadi. 
A non convincere all'indomani del voto è l'impianto stesso della manovra che a sorpresa lievita di altri 2,6 miliardi di euro (passando da 12,4 a 15 nel 2014), riducendo l'impatto sul deficit che scende da 2,7 a 2,5 miliardi e segnando, di fatto, un aumento delle tasse.

Non convince neanche il reddito minimo garantito che con l'aggiunta prevista di 40 milioni l'anno, sembra solo un allargamento della vecchia social card che si sostanzierebbe, dato il numero dei poveri e dei disoccupati, in poche decine di euro pro-capite.

Per non parlare dei 40 milioni di euro (solo per il 2014) stanziati dalla manovra per le navi da guerra e della legge che distribuisce 30 milioni di euro ai senatori per interventi sul territorio, provvedimenti fortemente criticati dai Verdi e dal M5S.

La legge di stabilità non convince in definitiva il 73% degli italiani che secondo un sondaggio Demopolis considerano insufficienti i tagli alla pressione fiscale, le politiche contro la disoccupazione e le misure a favore delle imprese, temendo anche le nuove tasse sulla casa.

Una manovra che, in definitiva, esce peggiorata da palazzo Madama e da più parti si invocano interventi robusti alla Camera, sperando che stavolta la notte porti consiglio.
Nemes

Qui di seguito una rassegna stampa:
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(28/11/2013 - A.V.)
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