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Legge di stabilità: gli emendamenti che preoccupano l'Unione Europea

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L'elevato numero di emendamenti presentati alla Legge di stabilità 2014 ha destato non poche e non certo trascurabili preoccupazioni a livello europeo. Oltre ai problemi pratici legati alle votazioni in aula, le perplessità riguardano il contenuto di taluni emendamenti che toccano profili di politica economica e fiscali di primario rilievo come la riduzione del cuneo fiscale, la previdenza e l'imposizione sulla casa

In vista della riunione dell'Eurogruppo e di quella dell'Ecofin, a seguito dell'incontro tra il Ministro dell'Economia e delle Finanze Fabrizio Saccomanni e il Commissario europeo per gli affari economici e monetari Olli Ilmari Rehn si sono meglio delineate le rispettive posizioni. Se l'Unione Europea ha espresso consistenti preoccupazioni in ordine all'elevato numero di emendamenti, il Governo italiano ha fornito delle rassicurazioni in ordine all'approvazione delle sole proposte di modifica che abbiano una copertura solida ed in ordine alla volontà dell'esecutivo di mantenere i saldi di bilancio.
In particolare, il Ministro Saccomanni ha inteso illustrare al Commissario come la Legge di stabilità vada nella duplice direzione della riduzione delle imposte su famiglie ed imprese e del contenimento delle spese correnti.
Tra gli emendamenti più discussi e che hanno destato maggiori perplessità anche a livello nazionale, si segnala il cosiddetto emendamento spiagge finalizzato ad attribuire ai concessionari il diritto di prelazione in sede di acquisto e, in tema di fiscalità immobiliare, l'emendamento per l'istituzione del tributo unico comunale (Tuc) che prenderebbe il posto di Trise, Tari e Tasi.
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Rassegna stampa del 14 novembre 2013 sulla legge di stabilità:

(14/11/2013 - A.V.)
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