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Cassazione: no al licenziamento per giustificato motivo oggettivo se il fatturato è in crescita

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di Marco Massavelli - Corte di Cassazione Civile, Sezione Lavoro, sentenza n. 24037 del 23 ottobre 2013. Deve escludersi la configurabilità del giustificato motivo oggettivo nel licenziamento adottato da parte del datore che adduce la perdita di due importanti commesse di lavori, laddove invece i dati di bilancio della società attestano una crescita costante del fatturato nel periodo antecedente la riduzione del personale, dovendosi ritenere che nelle more al mancato rinnovo dei due contratti di appalto l'azienda abbia fatto fronte acquisendo nuove commesse, così da mantenere costante e addirittura migliorare l'andamento complessivo dell'impresa, risultando in tal modo il provvedimento deciso dal datore meramente strumentale ad un incremento di profitto e non adottato per fronteggiare un andamento economico sfavorevole, residuando infatti in capo al giudice, al di là delle libere scelte imprenditoriali, il potere-dovere di controllare che licenziamento non sia dettato da motivazioni fittizie o meramente apparenti. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza 23 ottobre 2013, n. 24037.

Secondo costante giurisprudenza di legittimità, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo è determinato da ragioni inerenti all'attività produttiva ed è scelta riservata all'imprenditore, quale responsabile della corretta gestione dell'azienda anche da punto di vista economico ed organizzativo, sicchè essa, quando sia effettiva e non simulata o pretestuosa, non è sindacabile dal giudice quanto ai profili della sua congruità ed opportunità. Nella nozione di giustificato motivo oggettivo di licenziamento deve ricondursi anche l'ipotesi del riassetto organizzativo dell'azienda attuato al fine di una più economica gestione di essa, deciso dall'imprenditore non semplicemente per un incremento del profitto, ma per far fronte a sfavorevoli situazioni, non meramente contingenti, influenti in modo decisivo sulla normale attività produttiva, tanto da imporre una effettiva necessità di riduzione dei costi.


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(27/10/2013 - C.G.)
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