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Arriva in senato la Legge di Stabilità, tra perplessità e malumori. In allegato la rassegna stampa

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Dopo la firma del presidente Napolitano apposta nella serata di ieri arriva oggi in Senato la legge di stabilità 2014: il testo indicante le manovre finanziarie del governo per i prossimi tre anni presenta però un profilo non dissimile da quelle varate dai governi degli ultimi anni. Sul piatto vi sono circa ventisei miliardi in tre anni, di cui undici solo per l'anno 2014, con le maggiori entrate sul saldo netto da finanziare indicate per circa sette miliardi di euro, mentre le minori spese per quattro miliardi. Lo stesso premier Letta definisce questo un grande sforzo comunque dettato da prudenza, ora che la pressione fiscale emersa negli anni precedenti pare allentarsi progressivamente.

Tuttavia la legge, non diversamente dal passato, sembra indicare che a "pagare" saranno in definitiva le solite classi sociali: spiccano infatti i tagli ai dipendenti pubblici - che vedrebbero in tre anni una decurtazione dello stipendio complessiva di oltre 5 mila euro, e che, dal canto proprio hanno già annunciato uno sciopero insieme ai sindacati per novembre. Si taglia ulteriormente anche in sanità e alle pensioni - in particolare, verrebbero penalizzati coloro che percepiscono un sodalizio fino a tremila euro. Ne risente insomma il welfare già di per sè claudicante mentre già vedono nero molte famiglie che in tempo di crisi hanno potuto contare su questi ausilii economici per sbarcare il lunario e arrivare all'agognata "fine del mese".

Nel bilancio triennale sembra rientrare dalla finestra la temuta imposta Imu, sotto altre forme e nomi: infatti la Trise, benché ancora poco lineare e definita, sembra già preoccupare chi possiede una casa ma anche i comuni - cui sarà affidata la nuova imposta - e di certo sarà terreno di battaglia in aula e fuori; in ogni caso, spiega il premier, i comuni avrebbero garantito un miliardo di euro come controparte al fine di garantire una certa stabilità nell'applicazione dell'imposta ed evitare aumenti di aliquote.

Insomma, non mancheranno le discussioni e le tensioni dentro e fuori dall'aula, per un testo che in ogni caso sembra come al solito pesare anche in eccesso sulle classi sociali meno agiate.
Adry

Ecco la rassegna stampa:
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(23/10/2013 - A.V.)
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